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Trieste, via libera al laminatoio bis della Ferriera

La Regione dà l’ok al piano per l’impianto di decapaggio. Il comitato 5 Dicembre: «Prima bisogna chiudere l’area a caldo»

La Regione da il via libera al progetto per l’impianto di decapaggio della Ferriera di Servola. La struttura rientra nel disegno di ampliamento del laminatoio, quindi della parte a freddo dell’impianto, presentato da Siderurgica triestina e ora al vaglio delle istituzioni. La scelta della Regione suscita la riprovazione del comitato 5 Dicembre, che stigmatizza la scelta di dare il via libera «prima di aver garantito la chiusura dell’area a caldo».

La Commissione regionale tecnico consultiva di valutazione di impatto ambientale si è riunita ieri a Trieste, fa sapere la Regione, e «ha espresso parere favorevole con due prescrizioni».

Lo screening di Via (valutazione di impatto ambientale) è stato avviato in relazione alla collocazione urbana della ferriera dopo che Siderurgica Triestina aveva presentato istanza al ministero dell’Ambiente per ampliare il capannone dove si svolge l’attività a freddo e inserirvi un impianto di decapaggio.

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Il decapaggio è un’operazione effettuata attraverso degli agenti chimici, che abradono la parte superficiale del metallo, rendendola porosa e quindi adatta ad essere ricoperta con un altro metallo.

Il direttore generale della direzione regionale Ambiente ed Energia ha firmato ieri il decreto con il quale il parere favorevole viene trasmesso al ministero dell’Ambiente. La Commissione ha verificato che «non sussistono problemi di impatto», afferma la Regione, «ma ha comunque indicato prescrizioni per il rumore e per gli scarichi»: «L’impatto acustico dell’impianto di decapaggio dovrà essere verificato al termine del piano di risanamento del rumore già previsto per l’insediamento industriale, così da verificare che la sua incidenza sia contenuta. Anche gli scarichi di cloruri, secondo prescrizione, andranno monitorati».

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Aggiunge ancora l’ente regionale: «Alla Commissione non sono pervenute indicazioni dal Comune di Trieste in merito agli interventi oggetto della riunione di ieri». L’azienda prende atto della notizia e attende l’invio ufficiale del documento prima di commentare la scelta della Regione.

Commenta il comitato 5 Dicembre: «Assurdo che la Regione autorizzi nuove parti d’impianto prima di aver verificato che i lavori fatti sull’area a caldo portino a migliorie sostanziali». E ancora: «Il Comune continua ad essere nei fatti assente disattendendo tutte le promesse fatte, a dimostrazione del suo allineamento con la linea della Serracchiani». Conclude il comitato: «L’ampliamento del laminatoio avrebbe dovuto essere autorizzato dopo aver fissato la data di chiusura dell’area a caldo. Ricordiamo infine che la costruzione del capannone è oggetto di indagine da parte della magistratura».


 

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