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Fvg, un triestino alla guida della scuola regionale

Giacomini, 42enne esponente della minoranza slovena, subentrerà a Misso come direttore dell’Ufficio scolastico regionale

TRIESTE. Se n’era parlato già a inizio anno, nel momento della pensione per Pietro Biasiol. Igor Giacomini ha aspettato ancora qualche mese e ora, dopo le dimissioni di Alida Misso e in attesa solo della registrazione dell’incarico da parte della Corte dei conti, è ufficialmente alla guida dell’Ufficio scolastico Fvg. «Ho grande entusiasmo», sono le prime parole del dirigente che già ieri ha avuto un incontro con il personale della sede regionale.

La vacatio al piano alto della scuola Fvg è durante dunque solo una settimana. Misso ha lasciato infatti l’Usr il primo novembre, «per motivi strettamente personali», al termine di sette mesi che il sindacato, pur tra molte problematiche aperte, ha promosso.

Giacomini, 42 anni, maturità classica al liceo France Preseren di Trieste, laurea in giurisprudenza, ha lavorato negli enti locali (è stato vicesegretario comunale a San Dorligo della Valle e Savogna d’Isonzo) prima di vincere il concorso per il coordinamento delle scuole in lingua slovena e diventare dirigente amministrativo del Miur da fine 2013. Appartenente alla minoranza, Giacomini lascia l’Ufficio scolastico di Udine, dove aveva iniziato a lavorare lo scorso maggio, ma mantiene il ruolo legato alle scuole slovene. La carenza di personale nella scuola regionale? I tempi lunghi per il concorso per dirigenti scolastici, con un numero di reggenze triplo della media nazionale? Il primo impegno, spiega il dirigente titolare, si concentrerà sull’Usr, «un ufficio che deve trovare una collocazione nuova post-riforma e in una scuola che, dopo tanti anni, dovrebbe far partire finalmente una vera autonomia».

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Da amministrativista puro, così si definisce, Giacomini spiega di avere accettato la chiamata «per senso di responsabilità», ma anche per una «esperienza già maturata che penso possa consentirmi di fare il mio. Speriamo che ciò coincida con il fare bene. Per me comunque - aggiunge - sarebbe già positivo riuscire a mettere alcune cose a posto. Per rendere un buon servizio è necessario primo di tutto registrare il motore». Il dirigente non nasconde di intravedere «qualche sofferenza» nei rapporti dell’Usr con Miur e Regione. «Nel primo caso per la lontananza, nel secondo per l’incrocio delle competenze. Credo che l’Ufficio, per troppo tempo bistrattato, debba ritrovare la sua dignità, in modo da poter poi incidere favorevolmente nella risoluzione dei problemi delle scuole». Scuole «che andranno poi accompagnate in tutti i contenuti della riforma».

Il fatto di essere dirigente di secondo livello dopo il declassamento dell’Usr Fvg? «Non è un problema aggiuntivo nei rapporti con Roma, ma certamente la situazione pone difficoltà gestionali-operative. Ed è pure imbarazzante che il Fvg non abbia una direzione regionale. Ma le mie competenze sono altre, e non posso fare altro che prenderne atto. Sarà la politica, se lo riterrà, a intervenire».

 

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