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Autovelox a sorpresa sulle strade di Savogna «Solo un deterrente»

Polemica sulle quattro colonnine in via 1° maggio e a Rupa Il sindaco Florenin: «L’intervento spetta a Fvg Strade e Anas»

SAVOGNA D’ISONZO. Installate, in bella vista a bordo strada, e pronte a entrare in funzione in determinati momenti, a sorpresa. Sono le cinque colonnine arancioni del sistema “VeloOk”, la cui sperimentazione è partita dalla metà della scorsa settimana a Savogna d’Isonzo per tentare di dissuadere gli automobilisti dall’eccedere in velocità lungo la centralissima via Primo Maggio e lungo la statale 55 in località Rupa.

L’esordio di quelli che, in maniera un po’ impropria, potremmo definire autovelox è stato già accompagnato in questi giorni da un fiume di polemiche, che come da prassi di questi tempi ha inondato le pagine dei social network. Dove c’è chi “avverte” i colleghi automobilisti di fare attenzione, chi riflette sul fatto che “il Comune di Savogna ha bisogno di soldi”, chi addirittura parla di una “ladrata” e invita chi ha dato vita al progetto (in questo caso l’amministrazione comunale) a “vergognarsi”. Di contro, non sono in pochi quelli che ribattono che per non avere problemi di sorta è sufficiente rispettare i limiti di velocità e alzare il piede dall’acceleratore attraversando Savogna d’Isonzo, e chi auspica anche che un simile provvedimento possa essere attuato magari anche a Gorizia, nel quartiere di Sant’Andrea, citando ad esempio le vie San Michele e Tabai.

In ogni caso la sensazione è che in molti, a Savogna e non solo, non abbiano ancora le idee molto chiare sulle modalità d’azione delle colonnine “VeloOk” né sulle finalità del progetto. Che, lo ricordiamo ancora una volta, è sperimentale, e si esaurirà nel giro di tre mesi. Utili a tal proposito sarà l’incontro pubblico che il Comune organizzerà nelle prossime settimane, per illustrare meglio il sistema di monitoraggio e rilevazione della velocità – che fa parte delle azioni previste dal progetto “Noisicuri” – e i primi dati raccolti dopo il posizionamento delle colonnine. «La cosa più importante che vogliamo trasmettere, e lo chiarisco una volta di più, è che questa iniziativa ha fini educativi, e non punitivi – dice il sindaco Alenka Florenin –. Non abbiamo alcuna intenzione di fare cassa. Le colonnine non sono veri e propri autovelox, non sono sempre attive, ma vengono messe in funzione nel momento in cui gli agenti o i tecnici decidono di effettuare i controlli sulla velocità. E questo può avvenire in qualsiasi momento, sia del giorno che della notte. Ecco perché, contando sull’effetto sorpresa, il sistema ha un effetto dissuasivo, con gli automobilisti che sono o dovrebbero essere portati a rispettare maggiormente i limiti».

A colpire particolarmente l’opinione pubblica è il numero delle colonnine posizionate in paese. Ben cinque, quattro solo lungo via Primo Maggio. Solitamente se ne trovano di meno, ma a Savogna il Comune non ha voluto “strafare”: semplicemente, proprio al fine di ottenere dati sufficienti e attendibili dal monitoraggio che è uno degli scopi principali del progetto, si è rivelato necessario distribuire in questo modo e in tal numero le postazioni. La speranza del Comune è che con il tempo poi l’abitudine sopravviva anche agli autovelox stessi, visto che questi non saranno permanenti. «Visto che un sistema come questo richiede risorse importanti, presumibilmente non saremo in grado di confermarlo anche dopo i mesi di sperimentazione – conferma il sindaco Florenin –. Però confidiamo nel fatto che i dati che raccoglieremo inducano Fvg Strade e Anas, che hanno competenza rispettivamente su via Primo Maggio e sulla statale 55, che non sono comunali, a intervenire per prendere provvedimenti efficaci per contrastare l’eccessiva velocità del traffico. Onestamente non comprendo le polemiche, perché non abbiamo imposto nessuna novità, si tratta solo di rispettare i limiti di velocità già previsti da sempre per legge all’interno del paese. Posso
capire che su strade libere e senza grandi curve come possono essere quelle di Savogna possa esserci la tentazione di andare un po’ più veloci, ma è indispensabile pensare anche alla sicurezza, e mettersi nei panni di chi vive lungo via Primo Maggio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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