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Notte bianca al liceo tra ecologia, teatro e pizza

Successo per la serata di “porte aperte” al Dante/Carducci dedicata alla sezione economico-sociale

Piccoli liceali crescono, nel segno delle scienze economiche e dell’attenzione alla cosiddetta “ecosostenibilità”. È quanto hanno dimostrato l’altra sera gli studenti del Liceo Dante/Carducci di via Giustiniano all’interno della loro Notte bianca, sorta di “porte aperte” sui temi propri dell’indirizzo economico-sociale, la sezione sorta nel 2010 e oggi in grado di raccogliere 200 ragazzi. Su scala nazionale lo chiamano il “Liceo della Contemporaneità”, termine indovinato alla luce delle peculiarità dell’offerta didattica. Il latino esce di scena per lasciare spazio al diritto ma soprattutto ad un robusto trittico di lingue, formato da inglese, spagnolo e cinese, senza contare il marchio di fabbrica, ovvero il focus costante sulle cifre socio-economiche del momento: «Contiamo su una matematica più da statistica», specifica Oliva Quasimodo, dirigente scolastico del Dante/Carducci.

Qui ci si rifà al Les, acronimo di licei economico-sociali, «una rete nazionale forse semisconosciuta, come ancora non troppo conosciuta è la sezione di Trieste, dove i ragazzi possono fruire di programmi di studio specialistici nel campo giuridico ed economico ma senza mai dimenticare una precisa ottica sociale». Insomma, non solo numeri ma anche una lettura della realtà attraverso i canali che (ri)conducono all’ambiente, allo sviluppo sostenibile, alle risorse da inventare o gestire in modo più oculato, tra natura e contesto urbano. Tutti temi affiorati nel corso della Notte bianca, vetrina variegata nei contenuti e particolarmente robusta nell’organizzazione, grazie all’impiego congiunto sul campo di studenti e insegnanti (una quarantina circa). Cartellone ricco quindi, colorato anche da musica, teatro e relazioni di vario tipo, dal marchio dell’Ogs a quello dell’Arpa, passando per l’intervento di Elena Marchigiani, l’ex assessore in cattedra in rappresentanza del Dipartimento di Architettura e Ingegneria dell’ateneo triestino: alla ribalta, a tal proposito, ecco i risultati di un progetto di “rilettura degli spazi urbani” concepito con la Biblioteca Mattioni e articolato nel rione di Borgo San Sergio, percorso dove a trionfare, pare, sono stati originalità e colore.
Non poteva mancare il respiro della convivialità. Tutto in tema, tra sapori e rigore salutistico. Come? Abiura di fritti e bibite gassate, spazio alla frutta e concessione speciale alla pizza, l’unica tradizione ancora sostenibile. Anche dal palato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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