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Fvg, Regione in campo per il tram «Ma oggi manca un progetto»

L’assessore Santoro: «Pronti a fare la nostra parte ma non bastano le stime» Tecnici a confronto per stilare una bozza entro l’anno. Poi la palla all’Ustif

«Oggi come due anni fa, la Regione è pronta a fare la sua parte per rimettere in moto il tram di Opicina». A dirlo è l’assessore regionale alle infrastrutture e ai trasporti Mariagrazia Santoro. Che precisa: «Quel che ci serve, però, non sono stime di massima ma un progetto».

L’impegno economico di quattro o cinque milioni di euro stimato nel 2015, infatti, pare all’assessore «di entità straordinaria». E quando si parla di numeri così consistenti, l’ente richiede carte su cui ragionare.

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L’appello di Santoro non cade nel vuoto: proprio in questi giorni i tecnici della direzione infrastrutture e territorio della Regione, del Comune e di Trieste trasporti hanno avviato un confronto quotidiano che dovrebbe portare entro l’anno a un’ipotesi progettuale.

Serve un progetto. Ma torniamo alle parole dell’assessore. «Due anni fa, quando ci fu l’incidente, io stessa dissi che la Regione era pronta a impegnarsi per la ripartenza del tram - dice -. Da allora però non abbiamo ancora visto un progetto». Prosegue ancora Santoro: «Bisogna capire con chiarezza quale tipo di servizio si vuole fare, e con quale riscontro. Se c’è una base progettuale seria su cui discutere poi si può anche pensare ai finanziamenti, che siano due milioni come dieci. Chi ne ha competenza proponga un progetto e ne parliamo». La cosa certa, conclude, «è che nessuno mette in dubbio l’importanza del tram per la città di Trieste e la regione».

L’osservazione di Santoro sui progetti non è peregrina. Al momento, infatti, nei cassetti del Comune ci sono diversi documenti ma nessuno è ancora un progetto. C’è la ricognizione fatta da Trieste trasporti nel 2015, per conto della giunta Cosolini, che ha stimato una cifra compresa fra i quattro e i cinque milioni di euro per la riqualificazione di tutta la linea.

C’è poi l’analisi della società Serfer, commissionata sempre dal Comune e consegnata quest’anno. Anche questa conferma, in linea di massima, le stime fatte da Trieste trasporti.

L’altro materiale disponibile sono le indicazioni date dall’Ustif, l’ufficio ministeriale incaricato di valutare (e approvare) l’operatività del tram di Opicina. I tecnici del ministero hanno indicato una serie di interventi di massima, dai binari usurati ai marciapiedi da rifare, necessari a ottenere il via libera.

È questo, alla fin fine, il materiale su cui stanno lavorando i tecnici di Comune, Trieste trasporti e Regione per disegnare un progetto di riqualificazione. Secondo gli addetti ai lavori questo potrebbe essere pronto in tempi relativamente brevi, si parla addirittura di novembre.

È anche a questi confronti quotidiani che si riferiva il sindaco Roberto Dipiazza in un suo video dei giorni scorsi, in cui diceva: «Stiamo lavorando e valutando tutto», ha detto, aggiungendo che «a marzo 2018 scadrà una delle autorizzazioni» e che il Comune sta lavorando anche a quello: «Quanto prima ripartirà il tram di Opicina - ha concluso -, siamo tutti d’accordo».

A quel punto la palla tornerà all’Ustif, che dovrà dare il suo “ok”. Le opzioni che l’ufficio veneziano potrà valutare sono diverse: potrebbe concedere una ripartenza parziale della linea, dando un periodo di tempo (ad esempio un biennio) per completare i lavori. Oppure potrebbe imporre di realizzare una prima tranche di lavori per far ripartire le vetture. Nel peggiore dei casi, potrebbe porre la messa a norma di tutta la baracca come condizione per il via libera.

Di sicuro c’è che l’Ustif non si accontenterà di interventi parziali. Avendo ritirato l’approvazione all’operatività della linea dopo l’incidente del 2015, il ministero chiede ora che il tram risponda a tutti gli ultimi requisiti del trasporto pubblico per poter ripartire. E ciò comporta inevitabilmente lavori di entità congrua, visto che la linea risale ai primissimi anni del Novecento: l’inaugurazione della linea a trazione elettrica con locomotori a cremagliera sulla tratta dalla piazza di Scorcola alla vetta di si svolse nel 1902.
 

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