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Doppia manifestazione a Grado: in 300 tra i silenzi e i canti gradesi

Solidarietà a Raugna dai sindaci ammassati con le candele in mano sul sagrato. Di fronte la voce a ritmo di note della protesta sull'accoglienza degli immigrati e l’invito ad «andare a casa»

GRADO. La pioggia caduta fin poco prima e la fredda bora hanno quasi sicuramente rallentato l’afflusso di quanti intendevano partecipare all’ennesima manifestazione incentrata sulla questione dell’ospitalità dei migranti.

Doppia manifestazione a Grado: in 300 tra i pro e contro Raugna Nel video di Katia Bonaventura, la doppia protesta andata in scena domenica 22 ottobre a Grado: da una parte la solidarietà dei primi cittadini al collega Raugna con il silenzio e le candele in mano. Di fronte la protesta con i canti della tradizione dell'Isola dei cittadini contro l'arrivo di 18 immigrati a Fossalon. In tutto davanti alla Basiloica c'erano circa 300 persone

Circa 300 persone complessivamente si sono ritrovate di fronte alla basilica di Sant’Eufemia. Sul sagrato i sindaci che hanno promosso il “flash mob silenzioso” con l’accensione di una candela a sostegno dell’accoglienza diffusa e del sindaco Dario Raugna; di fronte addossati alle case quelli che la pensano in modo completamente opposto. Qualcuno dice che erano più numerosi i primi, altri i secondi. Forse, invece, erano davvero equamente divisi anche se mentre con i sindaci c’erano pochi gradesi, dall’altra invece per la quasi totalità c’era gente del luogo.



Sul sagrato c’era il silenzio, di fronte si intonavano le canzoni della tradizione gradese, da “Mamola” a “Cussì xe nato Gravo”. Nè è mancato il canto di “Madonnina del Mare”. Unico momento più caldo l’urlo «andate a casa» diretto ai sindaci e alle persone giunte da fuori. La manifestazione è stata promossa dai sindaci. Vi hanno partecipato Franco Lenarduzzi (Ruda), Francesco Martines (Palmanova), Gianluigi Savino (Cervignano), Davide Furlan (Romans d’Isonzo), Cristina Masutto (Campolongo Tapogliano), Cristiano Tiussi (Bagnaria Arsa), Roberto Fasan (Torviscosa), Michele Tibalt (Terzo d’Aquileia), Andrea Bellavite (Aiello), Gabriele Spanghero (Aquileia), Francesca Colombi (Gradisca), Riccardo Marchesan (Staranzano), Claudio Fratta (San Canzian) e Devis Formentin (Marano Lagunare). Con loro c’erano diversi vice sindaci e alcuni ex sindaci come Alviano Scarel di Aquileia. Presente inoltre il sindaco Dario Raugna con il vice Matteo Polo e il consigliere regionale Alessio Gratton. Hanno segnalato la loro presenza anche i componenti di una delegazione della Federazione di Gorizia del Partito della Rifondazione Comunista. E ancora, esponenti del Pd provinciale, tra i quali il presidente e il segretario Riccardo Cattarini e Marco Rossi. Hanno pure partecipato l’ex assessore provinciale Ilaria Cecot e la senatrice Laura Fasiolo.

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A seguito dell’annuncio di questa iniziativa si sono mosse anche le persone contrarie al comportamento del sindaco Raugna e all’accoglienza degli immigrati. Nessun discorso: non era previsto. Tuttavia qualche commento è stato registrato. Il sindaco di Palmanova, Martines, ha ribadito la validità del modello dell’accoglienza diffusa e della necessità che ogni comunità debba dare il proprio contributo per affrontare con responsabilità e umanità questo problema confermando altresì il sostegno al sindaco di Grado. Riccardo Marchesan, sindaco di Staranzano, ma gradese purosangue, ha affermato invece che sa benissimo che Grado e i gradesi sono ospitali evidenziando come quanto è accaduto sia frutto di incomprensioni alle quali si sono aggiunte le spinte di alcune forze politiche. Anche se poi gruppetti di persone hanno continuato a rimanere a parlare e discutere davanti alla basilica, sempre sotto l’attento sguardo di Polizia e Carabinieri, dopo una decina di minuti come annunciato, i sindaci hanno spento le candele e pian piano si sono tolti le fasce tricolori facendo rientro a casa.

@anboemo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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