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In Fvg il Pil “straniero” vale 2,9 miliardi

In regione gli immigrati sono 104mila e versano 280 milioni di Irpef. La maggior parte proviene dall’Est Europa

TRIESTE. Quasi 3 miliardi di Pil. Tanto vale il contributo economico prodotto nel 2016 dagli oltre centomila stranieri residenti in Friuli Venezia Giulia. Il dato proviene dal Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione, presentato ieri dalla Fondazione Leone Moressa per fotografare l’impatto economico e fiscale dell’immigrazione in Italia, evidenziando che il fenomeno non riguarda solo irregolari e richiedenti asilo, ma anche e soprattutto lavoratori e famiglie che si stabiliscono nel nostro paese e contribuiscono al suo sviluppo. Nel caso del Fvg, i 2,9 miliardi di valore valgono il 9,2% del prodotto interno lordo regionale e corrispondono al versamento di 280 milioni di Irpef e all’attività di quasi 12mila imprese guidate da stranieri. Gli immigrati producono Pil in percentuale maggiore rispetto al proprio peso numerico sul territorio: le presenze di stranieri regolarmente residenti sono infatti pari all’8,6% della popolazione residente. L’incidenza è più alta rispetto alla media nazionale (che si ferma all’8,3% degli abitanti), ma se in Italia il numero di stranieri è in leggero aumento (+0,4%), in Fvg si registra un lieve calo rispetto al 2016 (-0,9%).

Secondo l’indagine risultano occupati 55mila stranieri su 104mila, ma questi possono contare su un reddito medio decisamente più basso rispetto alla popolazione autoctona: esaminando le retribuzioni nette si evidenzia infatti una distanza di 6.700 euro fra lo stipendio di un nato in Italia e quello di un nato all’estero. Gli immigrati dimostrano però allo stesso tempo notevole spirito di iniziativa: il rapporto evidenzia oltre 15mila imprenditori su 55mila occupati (+0,8% rispetto al 2015) e un totale di 11.675 imprese, che rappresentano l’11,3% di quelle registrate in Fvg. Dato da non sottovalutare, infine, è che negli ultimi cinque anni le imprese straniere sono aumentate dell’11,9%, mentre quelle italiane sono diminuite del 7,3%.

L’indagine fornisce spunti interessanti su alcune delle peculiarità derivanti dalla collocazione geografica del Fvg, a cominciare dalla preponderanza numerica di immigrati provenienti da paesi dell’Europa orientale o dall’area balcanica: sono originari di queste zone sette delle prime dieci nazionalità censite. Il primato va ai romeni (24mila), che rappresentano oltre un quinto degli immigrati presenti in regione, seguiti da albanesi (10mila) e serbi (7mila).

La seconda particolarità messa in luce dal rapporto è la situazione di Monfalcone, dove l’incidenza degli stranieri (in tutto 5.800) sfiora il 21% dei residenti: nella città dei cantieri un abitante su cinque non è italiano. Trieste conta a sua volta una presenza pari al 9,7%, con un totale di immigrati che sfiora le 20mila unità. Guardando ai dati nazionali, gli stranieri assommano a 5 milioni (metà dei quali occupati) e producono 130 miliardi di Pil, pari all’8,9% del totale: un valore aggiunto che, da solo, supera il prodotto interno lordo di paesi come Slovenia, Croazia e Ungheria. Il contributo economico dell'immigrazione in Italia si traduce inoltre in 11,5 miliardi di contributi previdenziali, in 7,2 miliardi di Irpef e nella presenza di oltre 570 mila imprese straniere. Queste ultime sono il 9,4% del totale e sono cresciute di oltre il 25% nell’ultimo lustro. Secondo il dossier, l’Italia è un paese che invecchia progressivamente e la presenza degli immigrati rappresenta allora una «forza lavoro indispensabile» in molti settori. Il rapporto afferma che quella straniera non è occupazione

in concorrenza con gli italiani, ma svolge un ruolo «complementare», soprattutto perché gli immigrati hanno titoli di studio mediamente più bassi. Sono stranieri, ad esempio, il 74% dei lavoratori domestici, il 56% delle badanti .

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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