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Adolescente molestata da un migrante

Seguita per 5 mesi, vittima di un richiedente asilo ospite a Romans. Della madre la decisione di rendere pubblico il caso

ROMANS D’ISONZO. Prevedendo il clamore che avrebbe sollevato la notizia, ci ha pensato molto prima di agire e renderla pubblica attraverso la stampa. A pensarci lungamente è stata la mamma di un’adolescente, residente in un centro limitrofo a Romans d’Isonzo, che frequenta un istituto scolastico a Gorizia, rimasta ultimamente vittima delle attenzioni morbose, delle avance e delle gesta moleste di un richiedente asilo dell’età di 36 anni.

Un richiedente asilo – fa presente la donna – che assieme ad altri extracomunitari soggiorna nella struttura pubblica di viale Trieste, a Romans, adibita a Centro per l’accoglienza straordinaria. «L’ho fatto – sottolinea la mamma – per tutelare mia figlia, temendo che la questione non possa trovare soluzione con la sola denuncia alla magistratura». Denuncia che la donna ha presentato il 2 agosto scorso negli Uffici del Posto di Polizia Ferroviaria di Gorizia.

«Il tutto – racconta – è iniziato lo scorso anno, quando il cittadino straniero in questione, aveva cominciato a seguire la ragazzina, attendendola sotto casa, per poi avvicinarla e offrirle delle sigarette o delle bibite nel momento in cui lasciava l’abitazione». «Nel marzo del 2017 – si legge nella denuncia – l’adolescente si era rivolta alla Polizia ferroviaria per segnalare le molestie dello straniero, che andavano avanti insistentemente dalla fine del 2016, cercando di avvicinarla con varie scuse. Nei primi giorni di giugno di quest’anno, il primo fatto grave: la minorenne, che doveva rientrare a casa da Gorizia, si trovava alla fermata degli autobus extraurbani dinanzi alla stazione ferroviaria del capoluogo isontino, quando venne avvicinata da un automobile, da cui scesero alcune persone, tra cui lo stesso individuo che l’aveva importunata in marzo e mentre gli altri si allontanavano, questi la prendeva con forza e la faceva entrare nell’abitacolo toccandola ripetutamente. Iniziò a gridare e a piangere e lo straniero lasciò scendere la giovane dal mezzo». La ragazzina, forse per paura, non disse nulla allora alla mamma, ma a quanto pare rimase particolarmente turbata. Tant’è che il 28 luglio scorso, verso le 19, nella stazione delle autocorriere di Grado, in attesa di salire sul mezzo che l’avrebbe portata a casa dopo aver trascorso una giornata in spiaggia con amici e amiche, veniva colta da svenimento e trasportata con un’ambulanza del 118 nell’ospedale di Monfalcone. Era svenuta nel momento in cui si era trovata nuovamente davanti lo straniero, che evidentemente l’aveva seguita e aveva atteso che tutti gli amici e le amiche con cui aveva passato la giornata al mare, fossero saliti sui vari autobus per raggiungere i paesi di appartenenza. Nel reparto di pediatria dell’ospedale di Monfalcone, giunta dal pronto soccorso, rimase in osservazione per due giorni a causa del suo stato confusionale e di agitazione. All’ingresso in reparto – si legge nella lettera di dimissioni dall’ospedale allegata alla denuncia – la ragazzina “appariva terrorizzata e impaurita quando il personale sanitario si avvicinava per monitorare i suoi parametri; a tratti ha occhi sbarrati, pupille isocoriche normoreagenti allo stimolo luminoso». Solo più tardi l’adolescente riferiva ai sanitari dell’ospedale quanto le era accaduto e questi hanno chiesto l’immediato intervento della Polizia. «Attualmente viene seguita da uno psicologo, a nostro carico – aggiunge la mamma – che lamenta di aver avvertito inutilmente e per tempo la cooperativa che si prendeva cure dell’extracomunitario, così come dice di aver “fatto visita al sindaco di Romans, segnalando la vicenda e chiedendo l’allontanamento
immediato dello straniero», «ma – rimarca la donna – dopo aver ricevuto assicurazioni sul suo interessamento e raccomandazioni affinché tenessi riservata la vicenda, non si è fatto più sentire». Tutta la vicenda è ora nella mani della magistratura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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