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Fvg, la Regione sposta mille animali a Trieste

Dopo l'esito della gara per l'affidamento, la Regione si prepara a trasferire a Trieste il migliaio di animali selvatici accolti nel Centro di recupero di Terranova. Monta la protesta su change.org: raccolte oltre 5mila firme

La Regione si prepara a trasferire a Trieste il migliaio di animali selvatici accolti nel Centro di recupero di Terranova. A ufficializzare l’esito della gara per l’affidamento del servizio per il 2018 è l’assessore regionale alle Autonomie locali e Caccia Paolo Panontin, mentre la protesta monta, con le oltre 5mila firme virtuali (arrivate a 8.133 alle 16.30 di mercoledì 11 ottobre, ndr) raccolte in meno di 24 ore dalla petizione lanciata sulla piattaforma change.org , e la vicenda pare stia creando non pochi imbarazzi in Regione.

L'assessore regionale alle Autonomie...
L'assessore regionale alle Autonomie locali e Caccia Paolo Panontin

L’assessore conferma che Damiano Baradel è stato escluso dalla gara. Dal primo gennaio riferimento sarà, quindi, salvo imprevisti, l’Enpa di Trieste, l’unico soggetto tra quelli partecipanti che hanno presentato un’offerta per un’area non di propria pertinenza e che rimarrà sguarnita di un proprio Centro di recupero della fauna selvatica. L’assessore non esclude quindi il trasferimento di animali «da uno ad altro gestore», già entro la fine dell’anno. «Dagli esiti della gara al momento, salvo le verifiche sulla documentazione necessaria per la stipula dei contratti – spiega –, per Pordenone, Udine e Trieste non ci sono problemi, visto che i vincitori per i singoli centri risultano gli attuali gestori». Non così per Gorizia «atteso che l’attuale gestore è stato escluso, perché non ha presentato un documento e quindi non è stata aperta la relativa busta contenente l’offerta». Come da lettera d’invito per Gorizia, «ha nello stesso tempo presentato apposita offerta l’Ente nazionale protezione animali, attuale gestore del Centro di Trieste».

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Non è da quindi escludere, come conferma lo stesso assessore, che «anche per la fine di quest’anno ci debbano essere trasferimenti di animali». «È evidente che nel caso di affidamento a soggetti diversi – aggiunge Panontin – gli animali non più liberabili potrebbero essere soggetti a movimentazioni. Ci sono già stati casi del genere nel passato anche nell’ambito della ex Provincia di Pordenone risolti senza particolari difficoltà».

La foto che accompagna la petizione...
La foto che accompagna la petizione su chiange.org

Nel mirino dell’attuale gestore, ma anche delle associazione ambientaliste e delle tantissime persone che si stanno mobilitando per evitare che l’Isontino perda un suo punto di riferimento per i selvatici in difficoltà, è però finito innanzitutto il criterio scelto dalla Regione, quello del massimo ribasso. L’assessore Panontin la difende. «È uno dei criteri previsti dalla vigente normativa - afferma - e per un affidamento di questo tipo si ritiene che sia il più idoneo, visto che i requisiti previsti dalla legge per poter gestire un centro di recupero sono eguali per tutti».

Per quanto riguarda l’invito a partecipare alla gara lo stesso ha riguardato 5 soggetti e 4 hanno presentato l’offerta entro i termini assegnati. La lettera di invito, come tiene a precisare l’assessore, stabilisce inoltre che per consentire la partecipazione a tutti gli operatori interessati la stessa e la documentazione ad essa allegata sono state pubblicate sul profilo della Regione Friuli Venezia, Servizio caccia e risorse ittiche. Avrebbero quindi potuto presentare un’offerta anche altri operatori economici che avessero avuto i requisiti richiesti.



Perplessità sono state sollevate comunque anche sulla durata dell’affidamento, un solo anno, con il rischio che i vincitori della prossima gara siano ancora diversi e gli animali siano trasferiti di nuovo alla fine del 2018. La risposta dell’assessore sembra forse chiarirne il motivo: quello di arrivare a un unico Centro regionale. «L’affidamento è stato deciso per un solo anno perché la materia richiede una serie di valutazioni riguardanti ad esempio l’opportunità o meno di ricorrere a centri esterni, o istituire un unico centro a livello regionale – spiega –, il tipo di gestione se esterna o attraverso le strutture regionali quali la Sanità servizio veterinario, il Corpo forestale. Non va dimenticato che la materia è transitata dalle Province alla Regione e richiede un po’ di attenzione prima di fare delle scelte nel medio e lungo periodo. L’obiettivo dell’Ufficio era ed è quello di garantire per l’immediato il servizio senza interruzioni». Con quale qualità, però, l’Isontino si sta interroga.
 

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