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“Regalo” di Putin a Belgrado: in arrivo sei aerei Mig 29
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“Regalo” di Putin a Belgrado: in arrivo sei aerei Mig 29

La diplomazia militare del Cremlino rinsalda i legami con la Serbia rischiando di mettere in imbarazzo l’Europa in vista dell’adesione del Paese all’Ue

BELGRADO. L’attesa è stata interminabile, spesso intervallata di polemiche. Ma i tempi sembrano ormai essere maturi. Maturi per vedere atterrare in Serbia - Paese lanciato verso l’adesione all’Ue, ma con lo sguardo sempre rivolto verso Mosca - i sei Mig 29 di seconda mano, “regalo” di Vladimir Putin agli amici serbi, promessi l’anno scorso dal Cremlino all’aeronautica militare del Paese balcanico. Aeromobili che saranno ufficialmente presentati al pubblico fra una ventina di giorni, ha annunciato il ministro della Difesa serbo, Aleksandar Vulin.

 

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«Ci attendiamo di mostrarli ai cittadini il 20 ottobre», nel giorno in cui si celebra l’anniversario della liberazione di Belgrado dall’occupazione nazista nella Seconda guerra mondiale, ha anticipato Vulin. Gli aerei, ha suggerito il ministro, saranno fra le attrazioni di punta della tradizionale parata militare, aperta al pubblico, che si svolgerà per la commemorazione e durante la quale potrebbe essere illustrato anche il «programma 1.500», che prevede la fornitura di un equipaggiamento futuristico per una parte dell’esercito.

Così, se tre anni orsono a fare la parte del protagonista era stato lo stesso Putin, sbarcato a Belgrado per la parata militare, quest’anno a farla da padrone saranno i ‘suoi’ Mig donati alla Serbia, in un pacchetto che prevede anche l’arrivo in un prossimo futuro di trenta carri armati T72 e di qualche decina di veicoli da ricognizione Brdm2. Che l’arrivo dei Mig sia imminente è stato confermato anche da una delle voci del Cremlino, l’agenzia russa Sputnik, che ha svelato ieri che gli aerei dovrebbero arrivare già oggi nel Paese balcanico, dopo che sono state risolte numerose e «complicate procedure amministrative».

 

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Non lo faranno con le loro ali e motori, bensì all’interno di un capiente Antonov 124, colosso dell’aria che rimane il più grande aereo da trasporto al mondo. L’Antonov giungerà nel pomeriggio all’aeroporto militare di Batajnica, presso Belgrado, nella pancia i pezzi dei primi Mig. E tutte le tessere del puzzle saranno consegnate entro il prossimo otto ottobre, per essere poi ricomposte ridando forma ai Mig, già oggi ridipinti con i colori dell’aeronautica militare serba. Da Mosca, secondo Sputnik, arriveranno anche «tecnici russi», che dovranno assistere i colleghi serbi nel complesso lavoro di ricomposizione dei caccia, per portare a termine il compito in tempo per la sfilata del 20 ottobre. Sfilata che sarà «spettacolare», ha assicurato Sputnik. E che avrà un altro ospite d’eccezione: il ministro russo della Difesa, Sergejy Shoygu.

 

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Dopo la festa, arriverà poi il momento di fare un po’ di conti sui costi dell’operazione Mig-29. Secondo quanto aveva reso noto a dicembre il precedente ministro della Difesa serbo, Zoran Djordjevic, la somma che Belgrado dovrà sborsare per rimettere in piena operatività e adattare i velivoli ammonta a circa 185 milioni di euro.

Ma di certo inferiore, da qui il vantaggio dell’operazione, ai «600 milioni di euro» necessari per acquistare sei caccia equivalenti nuovi, aveva risposto nei mesi scorsi alle interrogazioni il leader serbo Vucic. E rimane da vedere quali saranno le reazioni dei Paesi vicini, Croazia in testa, all’arrivo dei Mig.

E soprattutto se la rinnovata «cooperazione militare russo-serba», parole della presidentessa Grabar-Kitarovic pronunciate a metà settembre, provocherà qualche nuovo mal di pancia, nei Balcani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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