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Casi di mesotelioma in calo solo dal 2030

Il dirigente medico Minatel all’Oncologia del Cro di Aviano: «Una tecnica di radiazioni mirate può curare la malattia»

«Il mesotelioma è una neoplasia in forte aumento, ed è opinione diffusa che il trend continuerà a salire fino al 2030, data che dovrebbe coincidere, si spera, con una riduzione di nuovi casi». Lo afferma Emilio Minatel, dirigente medico di Oncologia Radioterapica al Cro di Aviano. Parole nette per una malattia tra le più aggressive tra le patologie tumorali, espressione diretta dell’esposizione all’amianto. E’ significativo il fatto che il mesotelioma sia “chemioresistente”, con un indice di risposta minore o uguale al 15%. Ma la ricerca non s’arrende. La sfida è multidisciplinare. Ci sarà spazio anche alle risposte terapeutiche e alla ricerca, oggi alla VII Conferenza regionale amianto, che apre alle 14.30 al Teatro comunale di Monfalcone, la due giorni di “full immersion”. Esperienze sui pazienti affetti da mesotelioma sottoposti a una procedura terapeutica per certi versi innovativa. Quella condotta al Cro di Aviano che verrà illustrata nel pomeriggio. Al Cro è stata messa a punto una terapia sistemica per il mesotelioma avanzato. Un trattamento combinato che mette in campo risorse e potenzialità della radioterapia. Si tratta della radioterapia “lung sparing” con tecnica Imrt Tomo. Una radioterapia a intensità modulata per concentrare il più possibile i suoi effetti sulla lesione polmonare. «La tecnica di trattamento – ha spiegato il dottor Minatel – è rivolta a quei pazienti, la maggioranza, che non sono in grado di subire una pneumonectomia, o che eseguono una pleurectomia, radicale o meno, oppure semplicemente una biopsia seguita da un trattamento chemioterapico».

Al Cro di Aviano è dal 2008 che ci stanno lavorando, anno in cui è stata acquistata, per un valore di 3 milioni, una specifica attrezzatura, il cosiddetto “acceleratore Tomo”. «Nel 2008 – ha raccontato il medico –, dopo l’acquisto di un acceleratore Tomo e la collaborazione di medici, fisici e chirurghi, abbiamo iniziato a trattare pazienti affetti da mesotelioma perfezionando una tecnica che fino ad allora, in alcuni centri internazionali, aveva riscontrato gravi problemi di tossicità».

In sostanza, applicazioni calibrate di radiazioni tenendo conto del rapporto tra benefici ed effetti collaterali. Una gestione mirata e diffusa delle radiazioni, al fine di aggredire la massa tumorale riducendo al massimo l’impatto sulle cellule sane. Minatel lo ha spiegato in termini più pertinenti: «La tecnica si caratterizza per una distribuzione di dose molto conformata al tumore ma, allo stesso tempo, disomogenea che comporta una rapida caduta della dose in tutte le direzioni con risparmio dei tessuti sani. Per ottenerla vengono utilizzati 51 campi di fotoni multipli altamente collimati. Gli effetti della radioterapia avvengono a livello del tumore e in un “guscio” di tessuti sani immediatamente attorno al nostro obiettivo». La ratio è l’ottimizzazione del “risparmio” dei tessuti sani. Il nuovo trattamento, ha riferito il medico, è stato sperimentato sui pazienti dopo uno studio di fattibilità e uno studio sull’efficacia della terapia: «Pazienti in continuo aumento – ha aggiunto –, provenienti per il 35% dal Triveneto, il 60% dal resto d’Italia e il 5% dall’estero». Grazie a questa metodologia terapeutica, da alcuni anni al Cro di Aviano affluiscono più di 60 casi l’anno. Minatel ha argomentato: «Visto l’elevato numero di pazienti che afferiscono al nostro istituto, abbiamo aperto uno studio che confronta un trattamento radiante considerato standard con una radioterapia con intento radicale su tutto l’emitorace colpito utilizzando una tecnica Imrt Tomo “lung sparing”. Lo studio è stato aperto anche per poter migliorare la cura del mesotelioma, condividendo il pensiero della direzione dell’Istituto e con la collaborazione del Dipartimento di oncologia medica, e di alcune oncologie della regione (Gorizia, Monfalcone, Trieste, Udine e Latisana)». Regione contrassegnata da aree dove l’incidenza di questa neoplasia è relativamente alta vista la presenza dei cantieri navali e che il mesotelioma è nel 75% dei casi una malattia dovuta ad esposizione professionale, ha annotato il medico. Che ha concluso: «In futuro abbiamo in programma una collaborazione con la radioterapia del Center for Advanced Medicine di Saint Louis diretta dal professor Bradley, disposti a pianificare i nostri casi di mesotelioma con i protoni
e confrontarli con i piani eseguiti da noi in Tomo. Recentemente abbiamo, inoltre, ricevuto l’invito del nuovo centro oncologico privato di Zagabria “Radiochirurgia Zagabria” per valutare un’eventuale collaborazione per il trattamento dei mesoteliomi».

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