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Accordo Anci-Governo: a Cervignano 51 profughi

Il sindaco Savino minimizza: «Bisogna ragionare nella quota totale prevista per l’Uti» Ma l’opposizione chiede più sicurezza: i carabinieri hanno ridotto le ore d’intervento

CERVIGNANO. Più sicurezza in previsione dell’arrivo dei richiedenti asilo. Lo chiede il gruppo di opposizione Uniti per Cervignano. Ieri sera, in consiglio, è stata la consigliera Marika Diminutto a sollevare la questione. Il sindaco Gianluigi Savino, nelle scorse settimane, aveva annunciato che Cervignano accoglierà una ventina di richiedenti asilo. Secondo l’accordo firmato dall’Anci e dal Governo, a Cervignano dovrebbero arrivare 51 persone ma il primo cittadino chiarisce che «l’idea è di ragionare nell’ottica del quantitativo complessivo di migranti assegnati all’Uti».

Diminutto (Fratelli d’Italia) fa notare che «la presenza dei richiedenti asilo o rifugiati potrebbe far insorgere criticità molteplici al fronte di una scarsa presenza di forze dell'ordine». La consigliera di opposizione spiega che la stazione carabinieri di Cervignano ha ridotto l'orario di pronto intervento da 14 a 9 ore. «In una logica di tagli e mancato ripianamento del personale dell'Arma, subiti dalle politiche sbagliate in materia di sicurezza di questo Governo – attacca Diminutto -, sarà difficile fronteggiare una sottovalutata emergenza. Qualora questi richiedenti asilo dovessero creare problemi a chi dovrà rivolgersi il cittadino se chi è destinato a proteggerlo non potrà essere messo nelle condizioni migliori per farlo? Il sindaco dovrebbe chiedere al comandante della Regione un incremento dell'organico oppure chiedere al prefetto un aumento delle unità in servizio. Io dico no allo Sprar e davanti all’ipotesi di un invio incontrollato sono pronta ad alzare “le barricate”. Lo Sprar è uno schiaffo e un atto di discriminazione verso i cittadini. Il Comune non ha le risorse per aiutare le famiglie di questo Paese e io mi rifiuto di appoggiare iniziative atte a favorire soggetti che, in più occasioni, hanno dimostrato di non volersi integrare».

Il sindaco Savino replica: «Il fatto di gestire spontaneamente un progetto di accoglienza significa proprio commisurare l’accoglienza sulla base delle possibilità che ogni comunità è in grado di avere. Non si tratta di accettare o meno l’assegnazione di migranti ma di gestire un fenomeno internazionale, che interessa ogni comunità di questo Paese».

Intanto, il Comune di Terzo aderirà al sistema Sprar predisponendo un progetto per ospitare 10 richiedenti asilo. Anche i Comuni di Aquileia e Ruda faranno la loro parte.

Ad Aiello, fa sapere il sindaco, Andrea Bellavite, il progetto Sprar è già partito. I richiedenti asilo, 14 in tutto (3 sono già stati accolti), arriveranno entro la prossima settimana e sono stati sistemati all’interno di alcuni appartamenti. «Per noi – precisa Bellavite – l’accoglienza è un valore in quanto tale, non ha a che fare con il progetto Sprar o strategie politiche».

Arianna Dreossi, in rappresentanza
del comitato “Per la trasparenza” mette in guardia le amministrazioni: «Il comitato cercherà di vigilare e informare su pericolosi scatti in avanti. Cercheremo di prestare attenzione anche all’iter procedurale e alla modalità di affidamento dell’incarico al soggetto gestore».

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