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Vilma Braini, la staffetta partigiana di sant’Andrea

Non fosse deceduta il 22 aprile, il 14 giugno sarebbero stati 89 i compleanni di Vilma Braini. Nata a Sant’Andrea nel 1928, alla caduta del fascismo dal luglio ‘43 collabora coi partigiani come...

Non fosse deceduta il 22 aprile, il 14 giugno sarebbero stati 89 i compleanni di Vilma Braini. Nata a Sant’Andrea nel 1928, alla caduta del fascismo dal luglio ‘43 collabora coi partigiani come staffetta in bicicletta col pseudonimo di “Belzostrelka”, Mitragliatrice in italiano, recando ordini, biglietti e bigliettini nei paesi dei dintorni. A sedici anni, dopo una delazione è arrestata una prima volta nell’aprile del ‘44 e rinchiusa nel carcere di via Barzellini e rilasciata dopo due mesi di interrogatori delle SS nella villa Morpurgo, all’angolo di via Cadorna. A fine dicembre è nuovamente imprigionata. Nuovi interrogatori delle SD, Sicherheitsdienst o Servizio di Sicurezza, in via Crispi nel palazzo dell’InaA, dove vent’anni fa c’era l’Ufficio collocamento, e il trasferimento in Germania il 24 febbraio del ’45: un lungo viaggio a Ravensbrück e poi al lager di Bergen Belsen dove, assieme a tutti i deportati, è spogliata nuda in mezzo al piazzale, avviata alla doccia e rivestita di stracci col triangolo rosso dei prigionieri politici e un numero, 36.848, che diversamente da Auschwitz non veniva tatuato ma solo cucito sui vestiti. Quando il campo è liberato dagli inglesi il 15 aprile del ‘45, è ricoverata per due mesi nell’ospedale della Croce Rossa per tornare poi a Gorizia.

Il dopoguerra la vede a lungo consigliere comunale del Partito Comunista di Gorizia, l’unico in Italia che con Silvino Poletto prese posizione nel 1956 contro l’invasione sovietica dell’Ungheria, diversamente da Togliatti e Napolitano, ancora mai pentito per la fervida approvazione alla feroce repressione di Budapest.

Nella fotoagenzia Altran, nel giugno 1975 una giovane Vilma Braini riceve al Castello il sigillo trecentesco durante la cerimonia di fine del mandato dal sindaco Pasquale De Simone, parte di quell’ala progressista e pacifista della Dc che vedeva allora sua guida il sindaco di Firenze Giorgio La Pira il quale, dopo un incontro con Ho Chi Minh ad Hanoi nel novembre del 1965, si prodigò per la pace nel Vietnam. De Simone, che per superare i confini della Guerra fredda nel 1966 aveva contribuito a fondare l’Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei, come La Pira si impegnò per la pace con un viaggio che a guerra in atto fece nel 1974 in Vietnam del Nord. Tre personalità diverse Braini, De Simone e Poletto, emblematiche però della complicata
anima di questa città, che ancora non riesce a ritrovare la giusta collocazione al centro di quel territorio che per mille anni aveva rappresentato. Per gli sforzi profusi riguardo gli ideali di democrazia e libertà, qualche strada o piazza andrebbe loro senz’altro intitolata…



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