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Trieste, il campo di Servola intitolato a Maldini

Sì bipartisan in Comune alla proposta di ricordare Cesare. Targa nel ricreatorio per il giocatore e tecnico del Milan

Sarà intitolato a Cesare Maldini, il grande calciatore triestino capitano del Milan negli anni ’60 e tecnico della Nazionale azzurra ai Mondiali del ’98, scomparso nell’aprile 2016, l’impianto sportivo situato all’interno del ricreatorio “Gentilli” di Servola. La proposta, presentata attraverso una mozione dal consigliere comunale Paolo Polidori (Lega Nord), è stata accolta all’unanimità ieri mattina dalla Commissione quinta, presieduta da Manuela Declich (Forza Italia), perciò è facile supporre che un altrettanto unanime via libera sarà dato dal Consiglio comunale, quando la proposta approderà in aula. «Maldini era servolano – ha spiegato Polidori –, diede i primi calci al pallone proprio nell’area che già all’epoca, cioè alla fine degli anni ’30, era quella dell’attuale ricreatorio rionale. Un triestino doc sotto tutti i profili – ha aggiunto l’esponente leghista – capace, grazie alla sua carriera di calciatore prima e di allenatore poi, di dare lustro al nome della città in campo nazionale e internazionale. Ecco perciò – ha concluso Polidori – che l’intitolazione a lui del campo sportivo del Gentilli mi è sembrata più che opportuna». Polidori ha anche raccontato che sua mamma, servolana pure lei, e quasi coetanea di Cesare Maldini, ne fu amica negli anni dell’adolescenza, confermandone le doti di simpatia.

Sulla proposta di Polidori si è subito dichiarata d’accordo anche l’assessore comunale per l’Educazione, Angela Brandi: «L’idea mi sembra più che valida – ha detto Brandi – anche perché il ricreatorio rimarrà ovviamente intitolato a Ermando ed Elodia Gentilli, ma nei pressi del campo sportivo metteremo una targa in memoria di Cesare Maldini. Questa è una procedura molto rapida e semplice – ha sottolineato l’esponente della giunta Dipiazza – perciò entro breve potremo dare concretezza all’idea». Nel frangente, Brandi dovrà accantonare per un attimo la sua fede calcistica nerazzurra «ma per un grande triestino – ha ammesso – lo farò».

Proprio mentre giocava nel ricreatorio Gentilli, all’età di tredici anni, Cesare Maldini impressionò favorevolmente il massaggiatore della Triestina, che gli procurò un provino con la società alabardata, con la quale compì poi tutta la trafila delle formazioni giovanili. Nei primi anni ’50, conobbe Nereo Rocco, che lo aggregò alla prima squadra. Maldini esordì in serie A il 24 maggio 1953, a Palermo. Nel ’54 passò al Milan giocando poi con la divisa rossonera per ben dodici stagioni, vincendo quattro scudetti e una Coppa Latina. Ma il titolo più prestigioso con il Milan fu la Coppa
dei Campioni, che Maldini alzò il 22 maggio 1963 a Wembley, consacrando il primo successo di una squadra italiana in tale manifestazione. Gli ultimi anni da calciatore li disputò con il Torino. Maldini giocò anche 14 partite con la maglia della Nazionale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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