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Rynair cancella migliaia di voli, Ronchi si salva

Da qui a fine ottobre 400mila interessati dalla scure. Nell’elenco non figurano viaggi in partenza o in arrivo al Trieste Airport

«Non fatemi stare su quella lista». Il tweet di Meg esprime la crescente ansia dei viaggiatori europei per la «lista»: quella dei 400mila passeggeri di Ryanair che, nelle parole del vulcanico ceo Michael O’Leary, saranno interessati dalle cancellazioni dei voli già programmati da qui a fine ottobre. Già venerdì la compagnia low cost irlandese, divenuta negli anni il primo vettore in Italia, aveva annunciato l’annullamento di un numero di tratte comprese tra le 1.680 e le 2.100, circa 40-50 voli al giorno.

«Oltre il 98% dei nostri clienti non sarà interessato dalle cancellazioni nelle prossime sei settimane – ha spiegato O’Leary in una nota –. Ci scusiamo senza riserve coi clienti i cui viaggi sono cancellati e assicuriamo loro che abbiamo fatto tutto il possibile di ricollocare la maggior parte di loro su voli alternativi». Il ceo ha previsto rimborsi per 20 milioni. Ryanair ha pubblicato sul suo sito la lista dei voli cancellati solo ieri sera. Nell’elenco delle cancellazioni, fino a sabato 28 ottobre, non figurano voli in partenza o in arrivo al Trieste Airport, che a oggi risultano dunque confermati. Prima che sul sito di Ryanair uscisse la lista completa, dal Trieste Airport ieri pomeriggio venivano già confermati i voli (Ryanair vola da Ronchi su Londra, Trapani, Bari, Valencia e Catania) fino a domenica 24 settembre compresa.

I motivi degli annullamenti sono stati spiegati dall’azienda in una nota già venerdì scorso: Ryanair sosteneva che la puntualità dei suoi aerei nelle prime due settimane di settembre era scesa sotto l’80% «per una combinazione di ritardi e scioperi dei controllori di volo, maltempo e impatto crescente delle assegnazioni di ferie a piloti ed equipaggio di cabina». Così per riportarla al di sopra del 90% si provvedeva alla misura drastica della cancellazione. Ha fatto discutere però soprattutto la questione dell’errata attribuzione delle ferie che, dimostra una lettera firmata dal dirigente Michael Hickey pubblicata dalla Bbc, era nota a Ryanair almeno da giugno 2016. La compagnia si sarebbe trovata in difficoltà per il passaggio da un sistema di assegnazione dal 1° aprile al 31 marzo, a uno dal 1° gennaio al 31 dicembre. C’è poi la “fuga” di piloti verso altri vettori che offrono una paga più alta, come la Norwegian, verso cui O’Leary ha tuonato: «Non durerà a lungo».

Unanime condanna dalle istituzioni, dall’Ue che si attende che «la compagnia rispetti i diritti dei passeggeri» al ministro dei Trasporti Delrio, che spiega di aver «chiamato Enac perché mi attendo massima vigilanza: il che vuole dire rimborsi completi, riprogrammazione dei voli e anche le compensazioni, cioè le multe per i disagi creati». Bene conoscere le tutele che la Carta dei diritti dei passeggeri offre in questi casi: dal rimborso alla “riprotezione” su un nuovo volo, ma anche un indennizzo – indipendente dal rimborso – che può arrivare a 600 euro secondo la lunghezza della tratta. Il primo governo a muoversi è stato

quello spagnolo che ha chiesto l’apertura di un dossier per verificare il rispetto dei diritti dei passeggeri. Fra le associazioni dei consumatori, il Codacons ha annunciato un esposto all’Enac; Altroconsumo con altri partner europei ha inviato a Ryanair una lettera di diffida.
 

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