Quotidiani locali

Imprenditore evade 2,5 milioni Fatture false tra le sue aziende

Bagnaria Arsa, il titolare di quattro imprese faceva figurare a bilancio operazioni mai eseguite Sequestrate quote societarie, conti correnti, due moto e un’auto di lusso. L’avvocato: «Chiariremo»

BAGNARIA ARSA. Operazioni giudicate inesistenti, mai realmente concretizzate ma puntualmente registrate nella contabilità di quattro aziende. Compravendite fittizie che, secondo l’accusa della Procura, avrebbero permesso a un imprenditore di Bagnaria Arsa, Nicola Campion, di evadere 2, 5 milioni di euro. Il Gip del Tribunale di Udine, Matteo Carlisi, ha disposto il sequestro di beni (quote societarie, conti correnti, ma anche moto e auto di lusso) per un valore pari alla cifra evasa. L’operazione, coordinata dalla Procura, è stata materialmente messa a segno dalla Guardia di Finanza.

Campion risulta essere titolare di quattro aziende operanti nell’ambito dell’allevamento ittico e della coltivazione dei cereali: l’azienda agricola Casali Fabbrica, la Casali Fabbrica Ss agricola, l’Agrifish snc e la società agricola Agrifish srl. Un gioco di vasi comunicanti, di fatture emesse per operazioni inesistenti.

Secondo l’accusa, l’imprenditore avrebbe evaso le imposte utilizzando diverse società, tutte amministrate da lui, alcune delle quali risultate create al solo scopo di consentire a quelle più redditizie di evadere le imposte.

L’attività di acquacoltura infatti, generava redditi da sottoporre a tassazione, ma le imposte venivano evase attraverso la creazione di imprese con il solo scopo di emettere fatture false (le cosiddette cartiere). «La società realmente operante – ricostruiscono in una nota le Fiamme gialle – utilizzava la fatture per operazioni inesistenti emesse dalle cartiere per iscrivere a bilancio dei costi fittizi, riducendo ad arte i redditi prodotti ed azzerando di conseguenza le imposte dovute».

Le indagini della Guardia di finanza hanno portato alla luce la frode fiscale perpetrata dall’imprenditore, che è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria sia per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti attraverso le “cartiere”, sia per l’utilizzazione delle stesse nella contabilità della ditta realmente operante. Il Gip del Tribunale di Udine, accogliendo la richiesta formulata dalla Procura sulla base delle risultanze investigative della Compagnia di San Giorgio di Nogaro, ha disposto il sequestro di beni riconducibili all’imprenditore per l’importo corrispondente alle imposte evase: sono stati quindi sequestrati conti correnti, cassette di sicurezza, quote societarie e lussuose automobili e moto (Porsche 911, Bmw 640 e Harley Davidson per 200 mila Euro) per un valore complessivo di circa 2, 5 milioni di euro.

«Abbiamo approfondito le contestazioni dell’ufficio investigativo e stiamo predisponendo i rilievi tecnici che andremo a sottoporre già in questa fase delle indagini per dimostrare la validità di operazioni produttive e commerciali che, per quanto ci risulta, sono state effettivamente eseguite nell’ambito
del gruppo societario oggetto di indagine. Confidiamo, pertanto, che tali approfondimenti possano definitivamente escludere le fattispecie contestate», ha spiegato il difensore dell’imprenditore di Bagnaria Arsa, l’avvocato Roberto Mete.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PUBBLICARE UN LIBRO

Sconti sulla stampa e opportunità per gli scrittori