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Trieste, stop a tempo per l’altoforno della Ferriera

Da lunedì la manutenzione straordinaria sollecitata dalla Regione. Dipiazza: «Che senso ha investire se l’impianto chiuderà?»

L’altoforno della Ferriera di Servola si ferma. Da lunedì prossimo 18 settembre, comunica Acciaieria Arvedi, partirà infatti la manutenzione straordinaria conseguenza della diffida della Regione mirata al rientro dell’attività dello stabilimento entro i parametri determinati al momento del rilascio dell’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale. All’avvertimento di fine giugno, con cui l’amministrazione regionale imponeva ad Arvedi di ridurre le produzione per il rientro delle polveri nei valori obiettivo previsti dal decreto, era seguito a metà agosto un nuovo invito della direzione Ambiente della stessa amministrazione regionale ad adottare ulteriori misure. Nonostante la limitazione della marcia degli impianti di cokeria e altoforno, scrivevano gli uffici regionali citando una nota dell’Arpa relativa al mese di luglio, i valori obiettivo erano stati infatti ancora superati. La stessa Arpa indicava, tra le ulteriori azioni possibili per ridurre efficacemente le emissioni di polveri, la fermata della produzione dell’altoforno in modo tale da anticipare quella già programmata per la sostituzione della bocca di carico.

Giovanni Arvedi
Giovanni Arvedi


La risposta di Arvedi è la notizia dell’avvio «di operazioni di preparazione e fermata dell’altoforno della Ferriera» definite non ordinarie, ma appunto straordinarie. Uno stop presumibilmente di qualche settimana, ma il gruppo non comunica la durata dell’intervento. Quanto alla Regione, l’informativa è affidata a un comunicato tecnico che riassume le informazioni arrivate da Arvedi che contengono pure i risultati delle determinazioni ponderali delle deposizioni di agosto, in base ai quali risulta che anche lo scorso mese è stato superato il valore obiettivo fissato dall’Aia, pur in maniera minore rispetto a luglio. Un superamento confermato anche dall’Arpa, che ha però rilevato valori lievemente inferiori a quelli registrati dalla società.

Nel periodo di chiusura dell’altoforno, fa sapere ancora la Regione stando a quanto scritto da Arvedi, «la marcia della cokeria» sarà ridotta al minimo tecnico per la salvaguardia e il mantenimento in sicurezza dell’impianto.

Per le stesse attività di manutenzione verrà sospesa l’attività della centrale elettrica dal 2 al 16 ottobre e ciò comporterà l’accensione della torcia di emergenza per la combustione del gas eventualmente in eccesso. Inoltre, dal 30 settembre al 16 ottobre, sempre per l’esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria, verrà fermato l’impianto di agglomerazione. E infine, essendo stati rilevati valori nuovamente superiori all’obiettivo fissato dall’Aia, fino al fermo dell’altoforno continuerà la riduzione della produzione.
Il tentativo di rientrare nei paletti dell’Aia è dunque esplicito e ben definito.

Ma Roberto Dipiazza, nei giorni in cui il Comune ha svelato le sue più recenti contestazioni, quelle sul presunto inquinamento in mare della Ferriera, non condivide per nulla. Non per ragioni tecniche, ma di “filosofia”: «Non è questo il modo per risolvere la questione». Secondo il sindaco, «si continua ad aggiungere errore a errore. In una situazione ormai insostenibile, con il ministero in campo per salvare le acque, in una città in cui l’area a caldo è evidentemente incompatibile, che senso ha fare altri investimenti? Che senso ha gettare denari al vento quando tutti sappiamo che, se non sarà quest’anno sarà il prossimo, Arvedi, quell’impianto, lo chiuderà?».


Dipiazza assicura quindi che continuerà «la battaglia personale per consentire a Trieste il legittimo sviluppo in totale sicurezza». Il sindaco aveva in passato ipotizzato soluzioni di lavoro alternative per gli addetti della Ferriera. Stavolta si concentra sul nodo sanitario: «Non possiamo continuare a scambiare posti di lavoro con la salute di un’intera città, anzi, di un intero territorio. Sarebbe gravissimo mettere in ginocchio Trieste, Muggia e Capodistria per 300, 400 posti di lavoro».

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