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Turismo in crescita, +8,5% di presenze

I dati del primo semestre dell’anno sono molto positivi. Piace il Castello. Confcommercio: «Tanti tedeschi e austriaci»

Un incremento delle presenze turistiche dell’8,5 per cento nei primi sei mesi dell’anno. Rispetto all’analogo semestre dell’anno passato.

Cresce il turismo in città con quasi 60mila arrivi. A evidenziarlo PromoTurismo Fvg che ha puntato la lente d’ingrandimento sugli arrivi e sulle presenze nelle strutture ricettive di Gorizia relativi al periodo compreso fra gennaio e giugno 2017. Dati importanti per capire se siamo sulla strada giusta. E i segnali sono positivi soprattutto se si tiene conto del fatto che anche i mesi di gennaio, febbraio e marzo, tradizionalmente poco “trainanti” sul fronte delle visite nel capoluogo isontino, hanno registrato comunque un incremento del 7 per cento rispetto all’analogo periodo dell’anno passato.

Tra le città capoluogo Trieste è la prima meta con quasi 210mila arrivi (più 10,4 per cento, con una presenza significativa di italiani), seguita da Udine con oltre 156 mila arrivi (6,1 per cento), Pordenone, con quasi 72 mila arrivi (6,2 per cento) e Gorizia quasi 60 mila arrivi (8, 5 per cento).

Ma entriamo nel merito dei dati. Tra gennaio e marzo si sono registrati 5.829 arrivi in alberghi e in altre strutture ricettive come affittacamere, campeggi e bed&breakfast mentre le presenze si sono attestate a quota 11.641. La statistica vede molti più italiani che stranieri in entrambe le categorie. Tant’è che Gorizia fa segnare, a livello regionale, uno dei rarissimi segni meno (-1%) nelle presenze degli stranieri.

La meta preferita? Indiscutibilmente, il Castello di Gorizia. Nei primi sette mesi di quest’anno hanno visitato il suggestivo maniero ben 25.146 visitatori. Si tratta di oltre mille presenze in più rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, quando furono 20.079 le persone che scelsero il castello per una visita. In particolare, il picco maggiore di visite è coinciso con il mese di aprile, frutto del bel tempo e della rievocazione storica “Al cospetto dei Conti di Gorizia”. La programmazione delle iniziative che si sono realizzate nel e intorno al Castello ha privilegiato la valorizzazione delle collezioni permanenti oltre alla realizzazione di eventi espositivi temporanei, anche ospitati su iniziativa e/o con oneri di terzi. In particolare la mostra permanente “Theatrum Instrumentorum”, dedicata alla musica medievale e barocca, è stata occasione di iniziative promozionali e didattiche (visite guidate e matinée musicali) realizzate in collaborazione con il Centro Giuliano di Musica Antica Dramsam, che ha curato l’esposizione, nonché la rassegna di concerti di musica medievale “Musica Cortese”, che ha visto impegnati, oltre al Dramsam, la Provincia, la Regione e diversi Comuni. Poi, c’è la riscoperta del piazzale della Transalpina, simbolo della caduta del confine.

Dati che vengono commentati così dalla Confcommercio. Giancarlo Bigot è stato nominato, nei giorni scorsi, a capo del gruppo che rappresenta stabilimenti balneari e campeggi in seno all’Ascom: due realtà che hanno tanti punti in comune in quanto strutture ricettive, ma anche problematiche differenti. È al terzo mandato. Rileva come, fra i tanti ospiti, ci siano anche parecchi stranieri: dagli austriaci ai tedeschi, senza dimenticare coloro che provengono dai Paesi del Nord Europa e dalla Polonia.

Guardando fuori Gorizia, per gli stabilimenti balneari il quadro invece è molto incerto, a causa del problema nazionale ed europeo della disciplina delle concessioni nelle aree demaniali, come spiega il capogruppo. «Il momento è di grande insicurezza, in quanto la direttiva Bolkenstein sta facendo sorgere anche tra i nostri associati qualche preoccupazione per il futuro in merito alla questione della libera concorrenza che l’Europa impone. La Regione sta valutando il da farsi, ma è un problema che supera i confini locali, quindi di difficile soluzione».

Sì, c’è ancora molto da fare, per far decollare definitivamente
il comparto. A questo proposito, il recente Piano strategico elaborato dall’Uti (Unione territoriale intercomunale) Collio-Alto Isonzo va proprio in questa direzione: eliminare le reciproche diffidenze e lavorare tutti uniti. Ci riusciranno?

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