Quotidiani locali

il rapporto cgia

Emergenza racket: raddoppiati in Fvg i casi di estorsione

Denunce a +125%, il doppio della media nazionale. A Trieste la crescita maggiore. Serracchiani: aumenta l’attività mafiosa

TRIESTE. Di infiltrazioni criminali in Friuli Venezia Giulia, in particolare 'ndrangheta e camorra, si era letto nella relazione al Parlamento della Dia. A confermare il fenomeno arriva ora anche un’indagine della Cgia di Mestre su dati Istat. In regione, fa sapere l’Ufficio studi dell’associazione veneta, le denunce per estorsione sono aumentate dal 2010 al 2015 del 125,4%, il doppio della media nazionale (+64,2%) nello stesso periodo.

 

leggi anche:

 

Un trend che, pur se i numeri assoluti restano ridotti, preoccupa Debora Serracchiani. «C'è un aumento notevole dell'attività mafiosa in Fvg – osserva la presidente –: questo fenomeno va contrastato finché non ha ancora innervato a fondo il tessuto produttivo». Se la Direzione antimafia aveva fotografato il secondo semestre 2016, la Cgia descrive nel dettaglio il periodo precedente, quello in cui il Fvg ha registrato un incremento di 79 denunce dalle 63 del 2010 alle 142 del 2015, con una variazione percentuale inferiore solo a quelle di Valle d’Aosta (+466,7%), Trentino Alto Adige (+188%), Emilia Romagna (+172,8%) e Umbria (+156,9%), in un quadro generale in cui tutte le regioni mostrano il segno “più”.

 

L'escalation delle denunce per...
L'escalation delle denunce per estorsione


A livello provinciale è Trieste a far segnare l’aumento maggiore (da 14 denunce a 47, +235,7%), seguono Udine (+140,9%), Pordenone (+120%) e Gorizia (da 12 a 9, l’unico calo). «Il fenomeno estorsivo – è il commento del coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo – è un tipico reato praticato dalle organizzazioni criminali di stampo mafioso ai danni degli imprenditori. Oltre ad acquisire illecitamente denaro con la violenza e le minacce, l’obiettivo principale è di controllare il territorio».

 

leggi anche:

 

Molte più estorsioni nel Nord? «Il segnale che questi gruppi organizzati si sono diffusi in modo capillare in tutto il Paese e in particolare nelle regioni più ricche». Quanto all’usura (375 segnalazioni in Italia nel 2015), secondo il segretario della Cgia Renato Mason, pur di fronte a numeri esigui, «l’attenzione non va assolutamente abbassata, dato che è molto difficile che le vittime trovino la forza per denunciare i propri strozzini». Un comportamento confermato dalle associazioni di categoria, che non hanno raccolto in questi anni denunce dirette. «Il fenomeno ci è noto solo dalle forze dell’ordine e riguarda in particolare il rischio per qualche imprenditore penalizzato dalla stretta creditizia di finire nella morsa degli usurai», spiega il presidente regionale di Confartigianato Graziano Tilatti.

 

leggi anche:

 


Uno dei motivi che probabilmente continua a spingere alcuni piccoli imprenditori a forme di prestito illegali, rileva anche la Cgia, è il perdurare del credit crunch praticato dalle banche. Tra il giugno 2011 (punto più alto dell’erogazione del credito) e lo stesso mese di quest’anno, i prestiti bancari alle imprese (società non finanziarie e famiglie produttrici) sono diminuiti infatti di 153,5 miliardi di euro (-15,3%). È molto probabile che alcune Pmi, a corto di liquidità e tradizionalmente sottocapitalizzate, pur di rimanere a galla siano ricorse a un approvvigionamento del credito non regolare. «In certe situazioni ci si può trovare con l’acqua alla gola – dice il presidente regionale della Cna Nello Coppeto – e le organizzazioni malavitose non fanno fatica a trovare terreno fertile per mettersi in azione».

«I controlli antiriciclaggio nelle nostre associazioni non evidenziano il fenomeno – aggiunge Franco Rigutti, vicepresidente di Confcommercio Trieste e presidente di Confidi Trieste –, ma il pericolo c’è».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon