Quotidiani locali

il caso

Trieste, scontro tra gli esuli su fondi ministeriali e Università popolare

De’ Vidovich: «Manovre per favorire Codarin e Somma». L’Upt replica: «Tutte le accuse prive di fondamento»

TRIESTE Fuoco incrociato nel mondo dell’esodo. Il presidente della Fondazione Rustia Traine, Renzo de’ Vidovich, ha tenuto ieri una partecipata conferenza stampa assieme al presidente della Lega nazionale Paolo Sardos Albertini.

leggi anche:

Al centro, ancora una volta, la ripartizione dei fondi ministeriali destinati alle associazioni degli esuli (oltre due milioni di euro) ma anche la gestione dell’Università popolare di Trieste. De’ Vidovich ha puntato il dito contro il suo storico avversario nella galassia esule, il presidente di Federesuli Renzo Codarin.

Che però risponde: «Le conferenze stampa di de’ Vidovich non sono degne di mia risposta». Controbatte invece l’Università popolare in un lungo comunicato.

Questi i punti salienti del lungo intervento di de’ Vidovich: «Già solo annunciando questa conferenza abbiamo ottenuto che verranno rese pubbliche le ripartizioni degli oltre due milioni di euro che arriveranno dal ministero. Sarà la prima volta».

leggi anche:

Il dito dell’ex deputato Msi è puntato in particolare sull’Anvgd: «Scopriremo finalmente quanti soldi incassa. I precedenti strani ci sono. Abbiamo scoperto ad esempio che la sede di via Milano 22 non è dell’associazione ma di un tale Circolo per la cultura e le arti istriane, di cui nulla si sa se non che incassa l’affitto».

Così invece sull’Università popolare: «Il presidente Fabrizio Somma ha cacciato lo storico direttore generale Alessandro Rossit. Temo che la mossa sia volta a consentire a Somma stesso di prendere quell’incarico, visto che le elezioni regionali sono alle porte e la presidenza è nominata dalla giunta».

leggi anche:

De’ Vidovich critica il bando emesso dall’Upt per l’individuazione del nuovo direttore - «non si sa nemmeno quanti soldi prenderà» - ma anche la nomina del nuovo vicepresidente: «Hanno nominato lo stesso Codarin in sostituzione del compianto Manuele Braico, senza che il suo seggio fosse occupato dal primo dei non eletti, ovvero Silvio Del Bello.

Questa manovra avviene nel momento in cui il Parlamento stabilisce, con un oscuro emendamento, che l’Upt avrà un ruolo di regia nelle attività culturali degli esuli».

Dal canto suo l’Upt risponde con un comunicato in cui rileva che la nomina di Codarin «è legittima» e che un rappresentante del mondo degli esuli continua a sedere in consiglio direttivo. Sulla selezione del nuovo direttore scrive invece: «Essa effettivamente è curiosa semplicemente perché non era dovuta, in quanto l’Università popolare di Trieste è un ente morale di diritto privato (unico in Italia)». Non sussiste quindi «obbligo di concorso pubblico».

leggi anche:

Infine: «Per quanto riguarda infine il nuovo ruolo affidato dal Parlamento all’Università popolare di Trieste, esso è stato conferito per razionalità e ottimizzazione del lavoro, riconoscendo la decennale esperienza dell’ente nella gestione delle procedure relative alla legge 73 del 2001.

Essendo l’Upt abituata a gestire i finanziamenti dedicati ai progetti e alla promozione e alla salvaguardia della lingua e della cultura italiana nei Paesi della ex Jugoslavia è stato ritenuto dal Parlamento l’ente più indicato anche per la gestione delle problematiche – sotto molti aspetti simili – relative al mondo degli esuli».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro