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Trieste: Pos obbligatorio, associazioni di categoria in rivolta

«Costi di gestione spropositati e scandalosi». Ma i consumatori festeggiano

TRIESTE «I Pos ce li hanno ormai quasi tutti, anche se una vera indagine su questo non è stata mai fatta. Ma il problema è l’impiego del bancomat sugli acquisti più piccoli: è assurdo». Confcommercio Fvg in queste settimane sta raccogliendo la rabbia degli associati. Una rabbia che la categoria, peraltro, condivide pianamente.

«Su cifre irrisorie il costo non giustifica l’utilizzo - spiega il presidente Alberto Marchiori -. Io penso che, come ha detto il nostro presidente nazionale, siamo davanti ad un ulteriore balzello che ricade sulle tasche della piccola e media impresa.

È soprattutto un non senso: uno va a bere il caffè e paga con il bancomat o la carta di credito? E i costi? Tra l’altro - rileva ancora Marchiori - l’obbligatorietà ce l’hanno pure i professionisti.

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Ma pretendere che soprattutto i pubblici esercizi, o i piccoli negozi, si debbano adeguare al pagamento elettronico per somme molto basse, mi sembra una cosa sbagliata. Detta chiaramente: non mi sentirei di biasimare chiunque decidesse di non adattarsi alla norma nazionale».

Pure Franco Rigutti, vice presidente provinciale di Confcommercio, sposta l’accento sul problema delle commissioni. «Anche se – evidenzia – le percentuali rispetto al passato ormai si sono ridotte di molto. Ma dipende da banca a banca e, soprattutto, dal rapporto del singolo imprenditore con la banca».

Bruno Vesnaver, presidente provinciale della Fipe, è netto: «Ci siamo organizzati da più di un anno, anche perché l’incremento del turismo rende necessario il provvedimento. Ma attenzione a quanto pesano i costi di ciò: con le carte di credito si va anche oltre al 2%. Questo pesa molto sui conti degli esercenti, ed è una vergogna».

A valutare positivamente l'intervento è invece Federconsumatori. Secondo cui «le sanzioni per chi accetta solo il contante sono, purtroppo, una misura necessaria per fare in modo che i consumatori possano utilizzare quando e come credono i pagamenti elettronici».

«Non dimentichiamo - dichiara Emilio Viafora, presidente di Federconsumatori - che la questione dei pagamenti tramite bancomat apre anche un argomento più ampio, quello dell'innovazione delle infrastrutture e delle tecnologie che tali metodi di pagamento richiedono. Nel nostro Paese non si sta ancora facendo abbastanza ed è più che mai urgente stanziare investimenti per realizzare interventi in questa direzione».
 

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