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Trieste, il mercato ittico chiude per il restyling bis

I pescatori: «Un danno». Stop fino al 21. Doz: «Mancato incasso da 100mila euro visto il periodo»

TRIESTE Il mercato ittico chiude di nuovo. Dopo il primo restyling di un anno fa, la struttura di Scalo legnami subirà un secondo intervento. I lavori sono programmati per il periodo di Ferragosto. Oltre a lunedì 14 e a martedì 15, il mercato si fermerà anche mercoledì 16, giovedì 17 e venerdì 18.

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Si ripartirà il lunedì successivo. Il Comune, che stavolta investirà complessivamente 20mila euro, punta a portare a compimento quanto non era stato concluso la scorsa estate proprio per non bloccare il mercato per troppo tempo.

In buona sostanza, si tratterà di sistemare parte della pavimentazione: la sostituzione della superficie dell’area frighi, in particolare quella sotto le piastre di ferro. Alcune decine di metri quadrati, non di più, che ancora mancavano all’appello e a cui si aggiunge anche qualche piccolo ritocco alle fessure.

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«Sono procedure obbligatorie prescritte dall’Azienda sanitaria che dobbiamo eseguire», spiega l’assessore al Commercio Lorenzo Giorgi. «Indicazioni che noi rispettiamo doverosamente proprio per permettere alle persone che lavorano al mercato di continuare la propria attività.

Non di certo come avvenuto ai tempi della giunta Cosolini in cui non è stato fatto nulla, tanto da rendere necessario l’intervento dei Nas. Comunque tutto è stato concordato nelle riunioni con i pescatori – osserva ancora l’assessore – anche se mi rendo conto che i lavori possono provocare disagi e lamentele da parte degli operatori costretti a fermarsi.

Ma se in passato la manutenzione fosse stata fatta regolarmente, sarebbe stato tutto più semplice. Mentre oggi ci troviamo a dover fronteggiare il problema.

Va però detto che rispetto a uno stop che avrebbe dovuto protrarsi per un’intera settimana, cioè da mercoledì a mercoledì – puntualizza Giorgi –, siamo riusciti a ottenere che già lunedì 21 la struttura possa riaprire. Per raggiungere questo risultato abbiamo studiato un piano ad hoc».

La prima asta del pesce di Eataly se la aggiudica "Mr Scarpena" La Grande Asta del Pesce a prezzi d’ingrosso”, questo il nome della manifestazione, partita nel pomeriggio del 31 maggio 2017. Utensile in legno in mano per dimostrare il proprio interesse e per rilanciare la posta, ogni buttata parte da un prezzo al chilo che ogni offerente può rialzare di un euro. Ogni lotto è composto da singole specie o da pesce misto, alternato anche da molluschi e crostacei. Si sono venduti infatti pure due bei sacchetti di capesante nostrane, «raccolte questa mattina al mercato ittico» precisa il banditore. Che vuole dire ore quattro del mattino, appena i pescatori sbarcano allo Scalo legnami. Prossime tornate il 14 e il 28 giugno. Video di Andrea Lasorte L'ARTICOLO

Ma le critiche non mancano. «Non eravamo affatto d’accordo perché ci saranno problemi – polemizza Guido Doz, rappresentante dell’Associazione generale cooperative italiane – visto che in estate, proprio in questo periodo qua, abbiamo la stagione delle sardelle e dei sardoni barcolani.

Per noi questo è un danno. Purtroppo però la manutenzione non si può evitare e quindi dobbiamo accettare la chiusura. Quanto perdiamo? Se i lavori vengono eseguiti secondo quanto prefissato, il mancato incasso si aggira attorno ai 100mila euro. Se invece si va avanti, la situazione inevitabilmente peserà ancora di più sul settore».

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Qualcosa inizia a muoversi pure sul fronte Porto vecchio, dove in futuro la giunta Dipiazza intende spostare il mercato ittico. La previsione è il Magazzino 30. «Abbiamo incontrato di recente alcuni imprenditori che ci hanno proposto un project financing – rende noto lo stesso Giorgi –, un progetto che deve però ancora essere formalizzato.

L’intenzione è fare in modo che il mercato ittico sia gestito da un privato, perché il Comune non può più permettersi di farlo. E così potremo impiegare il personale in altre strutture utili all’intera cittadinanza, a cominciare dal Mercato coperto. La fattibilità naturalmente ruota attorno a vari fattori, a iniziare dai 50 milioni di euro promessi dal governo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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