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La sfida infinita sul tiramisù premia la bisiacaria: il Veneto battuto farà ricorso

Il governo ha inserito, su richiesta della Regione, fra i Prodotti agroalimentari tradizionali il “Tirimesu-Coppa Vetturino”, nato a Pieris negli anni ’30, e il “Tiramisù”, creato a Tolmezzo con l’inizio dei ’50. Il governatore Veneto non ci stà

TRIESTE. Sul riconoscimento del Tiramisù come prodotto tradizionale il Friuli Venzia Giulia brucia il Veneto, che però non ci sta. Il governatore della Regione confinante Luca Zaia parte al contrattacco, dicendosi pronto a impugnare il decreto del ministero delle Politiche agricole che a fine luglio ha incluso nella lista dei Prodotti agroalimentari tradizionali il “Tirimesu-Coppa Vetturino”, nato a Pieris ancora negli anni ’30, e il “Tiramisù”, creato a Tolmezzo con l’inizio dei ’50 dello scorso secolo.

Zaia non si dice sorpreso della richiesta di protezione avanzata dall’amministrazione regionale del Friuli Venezia Giulia, ma afferma che il ministero avrebbe il dovere di “sentire i territori per sapere se qualcun altro ha interessi su questo prodotto”. Roma invece, secondo il governatore leghista, che ha sempre usato parole forti anche in passato per difendere la primogenitura trevigiana del Tiramisù, avrebbe tirato un bello schiaffo a 5 milioni di veneti Firmando questo decreto e attribuendo al Friuli Venezia Giulia questo primo segnale di riconoscimento, il ministero afferma in sostanza che non conta che cinque milioni di veneti. Zaia invita quindi il ministro a “sospendere il decreto”.

"Sarebbe come se noi Veneto - sottolinea - andassimo a chiedere la protezione del marchio della “gubana” e nessuno si peritasse di sentire i friulani. Detto questo, chiedo quindi la sospensione del decreto e una audizione dove i veneti porteranno le loro ragioni. Dopo di che, se il ministero deciderà di andare comunque avanti, io non voglio fare il guerrafondaio, perché i problemi della vita sono altri, però non neppure posso farmi passare sopra la testa questo fatto e impugnerò il decreto nell'interesse dei veneti”.

Intanto, però il "Tirimesu" bisiaco, creato a Pieris nella seconda metà degli anni '30 da Mario Cosolo, storico patron del locale "Al Vetturino", e il "Tiramisù” carnico, nato all'inizio degli anni '50 dall'inventiva di Norma Pielli, cuoca del ristorante dell'Albergo Roma di Tolmezzo, sono entrati, su richiesta della Regione, nella lista dei Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat) e quindi riconosciuti come caratteristici del territorio.

Come conferma la reazione del governatore del Veneto, i Tiramisù del Friuli Venezia Giulia segnano un punto importante a loro favore. Non a caso l'assessore regionale alle Risorse agricole Cristiano Shaurli nel dare notizia del riconoscimento ieri ha sottolineato come “essere in quell'elenco ha una forte valenza culturale, perché oltre a riconoscerne il nome

e l'esistenza, ne evidenzia la tipicità, l'appartenenza storica a un territorio, e può anche rappresentare il viatico a un successivo e ancora più importante riconoscimento". Diversi prodotti inseriti negli elenchi dei Pat hanno poi intrapreso il percorso per la registrazione europea Dop-Igp.

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