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Ogni giorno una moka diversa: Lucio e le sue 400 caffettiere

Del Piccolo è tra i massimi esperti del settore. Fiere e manifestazioni se lo contendono «Curo ogni pezzo con la massima attenzione e mi diletto a riparare ciò che non va»

TRIESTE Un oggetto d’uso quotidiano che per molti fa parte di un rituale consolidato, soprattutto al mattino, è diventato protagonista di una collezione da record per un triestino che abita a Gradisca d’Isonzo, dove la sua casa è una sorta di museo molto speciale. Lucio Del Piccolo possiede oltre 400 tra caffettiere e macchine per l’espresso casalingo, da tutto il mondo. Nel tempo è diventato anche un esperto (tanto da curare un blog molto seguito) intervenendo anche in fiere, incontri e manifestazioni sul caffè. Attraverso accurate ricerche sul web inoltre ha selezionato quasi 1500 brevetti sulle macchine da caffè e 5mila immagini, pubblicate in parte proprio sul suo sito.

 



«La passione è iniziata una quindicina di anni fa - racconta - quando un collega, prossimo al pensionamento, aveva portato al lavoro una caffettiera strana: mi era piaciuta tantissimo e visto che non gli serviva più, ho chiesto se potevo portarla a casa. Così è stato. Tempo dopo mi sono trasferito a Gradisca e ho iniziato a frequentare un mercatino dell’usato in zona, molto grande e conosciuto. Lì ho trovato un altro modello strano. L’ho interpretato quasi come un segno del destino.

 

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A quel punto è scattato qualcosa, è iniziato il desiderio di recuperarne altre, è aumentata la curiosità di scovare sempre cose nuove. Fino a qualche anno fa ho macinato tanti chilometri, per trovare colleghi collezionisti con la stessa passione o semplicemente per girare e cercarle. Ne ho acquistate anche all’estero, ad esempio in Austria, con un impegno - tra spostamenti e ricerche - che occupava gran parte del mio tempo libero».

E per Lucio non sono mancate le sorprese, continue, comprando qua e là chicche e rarità, tanto che il volume della collezione è costantemente incrementato e ora occupa un’ampia mansarda e anche parte di una cantina. «Perché nel frattempo, oltre ai mercatini - prosegue -, una fonte inesauribile di proposte è giunta da Internet, che ti permette di recuperare macchine e caffettiere più ricercate e originali e in tal senso sono riuscito ad accaparrarmi pezzi davvero straordinari, incredibili, che non pensavo esistessero. Grazie alla Rete molte sono arrivate dall’Inghilterra. Adoro i pezzi antichi inglesi, ma le ho prese anche dagli Stati Uniti e da altri Paesi».

 

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La più “anziana” che possiede risale al 1830 ed è stata trovata in Francia. Parallelamente alla raccolta, Lucio si è poi appassionato anche alla storia degli oggetti, ai produttori, alla tecnologia, ai brevetti e al restauro. Ma quali sono alcuni modelli da poter citare tra i tanti? «Amo molto una degli anni ’30 che ha la forma di una navetta spaziale: si trattava di un design davvero moderno per l’epoca, sembra pazzesco sia stata fabbricata in un passato così lontano. Poi ce n’è una bellissima, inglese, brevettata in Francia, che andava aperta sollevando il coperchio e nella parte superiore diventava una sorta di coppa, l’acqua si versava proprio da lì e poi scendeva attraverso il filtro: un meccanismo un po’ strano insomma. E ancora tante, tantissime di diverse misure, provenienze e dimensioni. Oggetti affascinanti perché mostrano i cambiamenti di un settore specifico».

E sul suo blog presenta anche alcuni suggerimenti, a collezionisti o semplici amanti dalla moka. «Amate le vostre caffettiere - scrive- pulitele con cura. Capitene il funzionamento. Cercate la loro storia. Esponetele a rotazione in casa, in modo da deliziare la vista e l’animo. Usatele. In questo modo potrete veramente sentirle “vostre”». Suggerimenti li offre, oltre al blog, anche su luciodelpiccolo.weebly.com e su www.facebook.com/caffettiere. Da quindici anni Lucio colleziona senza fermarsi un po’ di tutto, anche se tempo fa si è staccato da una parte delle sue splendide caffettiere per darle a una persona di Modena che si occupa di un museo di macchine da bar e che voleva realizzare una sezione in più, dedicata proprio a quelle destinate al consumo casalingo.

 

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Ma la maggior parte dei modelli è comunque rimasta in casa e Lucio li ha sistemati con grande amore, in una sorta di esposizione che è tra le poche in Italia anche per un altro dettaglio. «Tutte o quasi sono funzionanti – precisa – se io volessi preparare un caffè con una qualsiasi moka, sia recente, sia più antica, sarei in grado di farlo senza problemi ed è qualcosa di raro, perché altri raccolgono modelli che spesso non si possono più utilizzare. Nel tempo libero – aggiunge – mi piace curarle con grande attenzione, sono un perito termotecnico e mi diletto anche a riparare gli elementi che eventualmente non vanno, anche per questo tutte le caffettiere e le macchine sono fruibili».

Prima o dopo Lucio pensa di fermarsi? «Al momento no - ammette - certo che non è facile fare il collezionista, ci vorrebbero fondi inesauribili, ma negli ultimi anni non compro qualsiasi cosa, attendo con pazienza l’ oggetto particolare, ho l’esperienza per capire bene il valore di ciò che vedo e se capita un’occasione comunque non me la lascio sfuggire». Una passione per le caffettiere che si è spinta alle origini del prodotto, alla scoperta dei luoghi dove veniva o viene tuttora costruito. «Uno degli aspetti più interessanti del mio hobby è l’aver potuto conoscere le fabbriche dove caffettiere e macchine vengono realizzate: tante si trovano nella zona di Omegna, dove ho incontrato gli stessi ideatori di vari modelli che sicuramente molti triestini, come tanti italiani, hanno in casa. Il nostro Paese su questo fronte è conosciuto e rinomato. È fantastico - conclude - preservare e valorizzare la storia di un oggetto che fa parte della vita di ogni giorno, è incredibile vedere quante tipologie sono state costruite: sto percorrendo l’evoluzione della caffettiera in Italia e nel mondo».

(segue)

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