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Un miliardo da Teheran riciclato dalla Slovenia

Il Parlamento di Lubiana ha deciso di istituire una nuova commissione ad hoc per investigare sui sospetti di riciclaggio di denaro sporco e finanziamento del terrorismo internazionale sprigionati dalle oltre novemila transizioni bancarie effettuate tra il 2009 e il 2010

LUBIANA. Il miliardo di dollari che è transitato in Slovenia attraverso la Nova Ljubljanska Banka non è passato inosservato alla politica del Paese al punto che il Parlamento di Lubiana ha deciso di istituire una nuova commissione ad hoc per investigare sui sospetti di riciclaggio di denaro sporco e finanziamento del terrorismo internazionale sprigionati dalle oltre novemila transizioni bancarie effettuate tra il 2009 e il 2010 e tutte risalenti al versamento miliardario proveniente da Theran.

I lavori della neo costituita commissione non dovrebbero andare alle calende greche in quanto si baseranno sul materiale già acquisito dal Parlamento sloveno e si concentreranno principalmente sull’audizione di testimoni fin qui mai sentiti dalla parte interessata. È chiaro, quindi, che il neo costituito organismo parlamentare sloveno dovrà accertare le eventuali responsabilità di coloro che svolgevano funzioni pubbliche nella gestione del denaro affluito dall’Iran oramai palesemente acquisito che lo stesso rientrava in una clamorosa azione di riciclaggio di denaro sporco, di finanziamento del terrorismo, contrabbando di materiale nucleare e attività di servizi segreti esteri.

In precedenza la Commissione investigativa bancaria della Slovenia ha accertato che un miliardo di dollari è stato trasferito dalla Development Bank of Iran alla Nova Ljubljanska Banka e spalmato su transazioni europee che hanno interessato circa 9 mila conti correnti.

Da quanto è trapelato qui a Lubiana, la somma è stata depositata alla Nova Ljubljanska Banka da un cittadino iraniano residente a Londra, Nova Ljubljanska Banka che ha effettuato la conversione della valuta. Il miliardo di dollari cambiato in euro sarebbe poi stato suddiviso tra circa novemila conti correnti. Il tutto sarebbe avvenuto, secondo indiscrezioni, nel 2008. Vista la somma e visto il fine che la stessa doveva fare gli organismi interni della Nova Ljubljanska Banka hanno avviato una indagine interna per capire i motivi di tale affare. Alla fine, ma due anni dopo, ossia nel 2010, la stessa Nova Ljubljanska Banka ha chiuso il conto sospetto quasi contemporaneamente alla richiesta di chiusura avanzata dalla Banca centrale della Slovenia. Due anni, dunque, e i buoi sembrano essere scappati.

Gli esperti sloveni in materia sostengono che quanto è avvenuto non sarebbe potuto succedere oggi in quanto viste tutte le normative relative alla lotta contro il riciclaggio di denaro sporco un affare come quello del 2008 avrebbe fatto suonare tutti gli allarmi possibili. Eppure della transazione miliardaria sono stati avvisati sia l’Ufficio contro il riciclaggio del denaro sporco della Slovenia, la Banca di Slovenia e la polizia di Stato. Ma non c’è stata alcuna sanzione sul transito di denaro. Secondo gli esperti sloveni la Nova Ljubljanska Banka, alla luce delle normative vigenti tra il 2008 e il 2010, non ha svolto alcuna azione fuori legge. Della transazione poi sarebbero stati al corrente i principali servizi segreti internazionali. La transazione

si è interrotta solamente perché c’è stata la reazione delle banche straniere su cui proveniva il denaro sporco “deviato” su opportuni conti correnti, una reazione relativa a ben 402 casi.

(m. man.)

@ManzinMauro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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