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a 62 anni

Dipendenti comunali di Gorizia in lutto: morto Francesco Piacenza

Era funzionario dell’economato. Il cordoglio dei colleghi: «Amava il suo lavoro» Ziberna: «Uomo legato all’istituzione». Cisint: «Trattava il cittadino come un re»

GORIZIA «Non rimpiangeremo solo un compagno di lavoro con grande professionalità e competenza ma anche una persona di straordinaria umanità». Così i colleghi ricordavano ieri mattina Francesco Piacenza, il funzionario del Comune di Gorizia scomparso improvvisamente all’età di 62 anni dopo un intervento chirurgico. La notizia della sua morte si è diffusa fra telefonate incredule e sms e molti non hanno potuto trattenere le lacrime. Del resto, come ricordando i colleghi, Francesco era davvero unico, con una straordinaria passione per il suo lavoro di economo-cassiere, che spesso svolgeva andando ben oltre l'orario e le mansioni: ogni problema che si presentava lui finiva per risolverlo. A volte brontolando un po' ma sempre bonariamente. La sua gestione della cassa era sempre improntata all'interesse dell'ente che veniva considerato come una seconda casa.

Nato a Terlizi, in Puglia, dopo l'arrivo a Gorizia era stato assunto nel 1978 come vigile urbano e dopo un paio d'anni aveva vinto il concorso per la gestione della cassa comunale, ruolo che rivestiva tutt'ora, sempre svolto con grande precisione e competenza, che avrebbe lasciato fra qualche mese per la pensione. Francesco da anni era l'anima del circolo comunale dei dipendenti e aveva organizzato tantissimi viaggi e altre iniziative con l'intento di creare spirito di squadra e di tenere insieme le persone. Uomo di grande generosità era noto per la solidarietà concreta che manifestava sempre nei confronti di chi ne aveva bisogno. Ma l'amore più grande della sua vita era la famiglia, la moglie Alessandra, l'adorata figlia Giorgia, di cui era orgogliosissimo e la suocera, cui era molto legato e con la quale ogni sabato andava a fare la spesa. Una famiglia che molti "comunali" conoscevano perché lui era riuscito nell'impresa di intrecciare il lavoro con il privato. Straordinario Francesco.

Da qualche mese soffriva di disturbi che si erano progressivamente aggravati ma che, ultimamente, sembrava potessero essere risolti. Poi, l'altra notte, improvviso il peggioramento e la morte. «Con lui se ne va una persona d'altri tempi - le parole del sindaco Rodolfo Ziberna - , un uomo legato all'istituzione in cui lavorava e che tutelava come fosse la sua famiglia. Sono molto vicino, insieme a tutto il Comune, ai suoi cari». Sulla stessa lunghezza d'onda l'ex sindaco, Ettore Romoli: «È stato davvero un funzionario modello, capace e sempre disponibile. È una grave perdita per il Comune, oltre che, ovviamente, per

la sua famiglia». Al cordoglio si aggiungono le parole di Anna Maria Cisint, sindaco di Monfalcone, già dirigente del Comune di Gorizia: «Era una persona speciale, pronta ad aiutare tutti. È una gravissima perdita per il Comune e per il cittadino che lui trattava come un re».

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