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Giù i grandi alberi di Gorizia dopo la tromba d'aria: è polemica

A rischio caduta nelle vie Diacono e Alviano. L'assessore Del Sordi: «Prima una radicale potatura, nel giro di un decennio verranno sostituiti»

GORIZIA La tromba d’aria che ha colpito Gorizia il 25 giugno rischia di lasciare ferite ben più profonde del previsto. Ai danni di quel giorno, subito visibili e peraltro prontamente sistemati, si aggiungono infatti i dolorosi e radicali interventi sul verde pubblico che quella tempesta ha indirettamente reso necessari. In particolare, e i lavori in tal senso sono già iniziati, i goriziani dovranno rassegnarsi in qualche modo a dire addio ai grandi olmi di via Diacono e via Alviano, che per ragioni di sicurezza subiranno sostanzialmente tutti una potatura radicale, in attesa di essere sostituiti via via nel tempo da nuove piante.

 

 

Spiega l'assessore comunale al Verde pubblico Francesco Del Sordi. «Dopo i fatti del 25 giugno abbiamo chiesto ad un professionista una perizia completa sulle condizioni delle alberature cittadine, per capire dove intervenire per garantire la pubblica incolumità – dice Del Sordi -. E purtroppo le risposte che abbiamo ricevuto, per via Alviano e via Diacono, non sono state piacevoli. Gli olmi di oltre mezzo secolo d'età presenti ai lati delle due strade non sono più sicuri, e il rischio che in caso di eventi meteorologici avversi grossi rami cadano sulla strada e sui marciapiedi mettendo in pericolo cose e persone è molto elevato. Ecco perché siamo costretti ad intervenire». In via Alviano gli olmi (di età compresa tra i 60 e 70 anni) sono 34, mentre in via Diacono ve ne sono altri 27, più o meno della stessa età. In passato le potature venivano eseguite con la capitozzatura, ovvero riduzione dei rami – come si legge nella relazione redatta dall'agronomo Ivan Snidero al quale si è rivolto il Comune - “mirate alla formazione di teste di salice molto alte”.

 

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Le nuove estremità degli alberi, nate da queste potature, sono però meno resistenti rispetto ai rami originali delle piante che, in aggiunta, in molti casi presentano anche “marciumi, carie e cavità” che ne compromettono ulteriormente la tenuta. Tanto in via Alviano quanto in via Diacono il 25 giugno grossi “succhioni” (germogli originatisi sui tronchi e cresciuti nei decenni fino a diventare simili a grossi rami) si staccarono per finire sulle automobili in sosta, o a terra. «Nel medio termine l'unica ipotesi percorribile purtroppo è quella della sostituzione – dice l'assessore Del Sordi -, ma nell'immediato per garantire la sicurezza quel che possiamo fare è una drastica riduzione e potatura degli alberi, che è già partita in via Diacono. Questo in attesa di sostituirli tutti, magari nel giro di un decennio. Lo facciamo a malincuore: la salvaguardia del verde è una priorità, ma in questo caso deve cedere la precedenza alla doverosa tutela della sicurezza dei cittadini».

In città in molti si sono già accorti della sorte che sta toccando gli olmi di via Diacono, e sono già diverse, anche sul web, le voci di protesta. Voci a cui però Del Sordi vuol rispondere in anticipo. «A Chiunque sia intenzionato a dar vita a manifestazioni di dissenso o di protesta chiederei allora di sottoscrivere una liberatoria in cui si assume la responsabilità di eventuali incidenti e danni a cose e persone. Purtroppo le verifiche eseguite ci impongono di intervenire, in questo momento abbiamo la responsabilità e il dovere di ridurre il rischio di incidenti anche se questo vuol dire sacrificare degli alberi che ci stanno a cuore».


 

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