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Chitarre, cd e sangue finto: una passione chiamata Kiss

Piero dal 1978 va a caccia di tutto ciò che ruota attorno al gruppo musicale Tra le particolarità spiccano gli strumenti autografati e le statuine dei suoi idoli

TRIESTE Chiedete a Piero Palcini qualsiasi cosa sui Kiss, il gruppo musicale statunitense formatosi a New York nel 1973 per iniziativa di Gene Simmons e Paul Stanley, e lui vi saprà rispondere. E vi aggiungerà note curiose, informazioni, storie e aneddoti.

 

Chitarre, cd e sangue finto: una passione chiamata Kiss Il triestino Piero Palcini dal 1978 va a caccia di tutto ciò che ruota attorno alla band hard rock di Gene Simmons e Paul Stanley. Tra le particolarità spiccano gli strumenti autografati e le statuine dei suoi idoli. L'articolo

 


Fan di lunga data, è soprattutto un collezionista di tutto ciò che riguarda la famosa band, con oltre 300 oggetti - alcuni dei quali pezzi unici-: dai dischi alle chitarre, dalle riproduzioni dei componenti del gruppo ai biglietti dei concerti, passando per mille altre rarità, tra le quali anche una perfetta copia della testa di Gene Simmons a grandezza naturale. Una passione che affonda le radici lontano.

 



«Ero un ragazzino e nel 1978 sono passato davanti a un piccolo negozio di dischi che all’epoca era in via Milano – racconta – e ho visto in vetrina un album con Simmons. Mi sono incuriosito e ho iniziato a informarmi, ma a quel tempo non esisteva Internet e trovare riviste che parlassero di musica e in particolare della band non era semplice. Dall’anno successivo, nel 1979, con l’uscita dell’album “Dinasty” e il successo dilagante, è cominciata ufficialmente la mia passione, prima comprando solo album e piccole cose che riuscivo a reperire sempre con difficoltà, soprattutto giornali, poi anni dopo ho iniziato a collezionare un po’ di tutto, anche grazie all’avvento di Internet e di siti come eBay. Negli ultimi otto anni in particolare mi sono dedicato a chitarre e bassi: per il momento ne ho nove e su questo fronte sono tra i più grandi collezionisti in Italia. Uno in particolare – aggiunge – è qualcosa di assolutamente straordinario».

Piero si riferisce a uno strumento che conserva in una teca di vetro e che è proprio il basso originale suonato dalla band. Sopra c’è ancora il sangue finto che i Kiss utilizzano sul palco e da piccoli segni di riconoscimento lo si può distinguere osservando video e foto del gruppo. Sul palco è presente anche la chitarra che Piero ha acquistato da un altro fan. «È sicuramente l’oggetto più bello – sottolinea – anche se comunque gli altri hanno un valore pazzesco per una persona che ama la band, considerando che sono strumenti con tanto di autografo. Di ogni pezzo c’è anche la custodia originale».

 

Francesca, la regina della tarta-casa Francesca Viviani, collezionista triestina, ha trasformato la sua casa in una celebrazione della tartaruga: ha un tarta-zerbino, dei tarta-peluches, dei tarta-mobili e due vetrine piene di oggetti provenienti da ogni parte del mondo e riconducibili al suo rettile preferito. "E' simbolo di tranquillità e longevità, mostra come sia importante affrontare la vita senza correre troppo" (fotoservizio di Andrea La Sorte, video a cura di Andrea Scutellà) 



E mentre Piero parla dei vari strumenti, sul suo televisore appare improvvisamente, su un canale musicale, pur non essendo stato selezionato, proprio un brano dei Kiss. Segno del destino. «Anche se comunque qui i dvd non mancano, in aggiunta a una raccolta speciale – mostra aprendo un cofanetto – con cd e vinili di tutti i singoli usciti nei primi anni».

In un mobile ci sono poi diverse riproduzioni della band, statuine perfette in ogni minimo dettaglio, così come il palco e le varie strumentazioni. «Ne ho comprate varie nel corso del tempo, sono miniature molto precise, una addirittura è composta non solo dai membri dei Kiss, ma anche dalle fan mentre assistono allo show, uguali all’immagine di un album». La collezione è variegata, ci sono t-shirt, maschere, oggetti di vario tipo, tutti con regolare certificato di autenticità e scrupolosamente catalogati, che riempiono un locale top secret dov’è custodita la raccolta, che aumenta grazie a Internet.

E proprio grazie ai contatti sul web Piero ha incontrato tante persone che come lui, in tutta Italia, adorano la formazione musicale nota anche per le linguacce esibite cantando. «Grazie alla Rete ho avuto l’occasione di conoscere gente e soprattutto amici con la stessa passione. Quando i Kiss vengono in Italia per il tour è l’occasione per rivederci e passare delle ore incredibili. Sono persone, anzi fratelli, come Flavio Marcon, Frank Paolis - che a Modena ha costruito il “Kiss museo” - e ancora Nicola Broglio, Marco Liziero, Alex Ruffini e mi scuso per le altre decine di amici della “Kissarmy” che non riporto. Questi eventi – prosegue – ci regalano la possibilità di parlare e soprattutto di scambiarci qualche chicca da collezione».

Ma quali sono altri oggetti particolari che Piero ha raccolto negli anni, degni di menzione? «Un bicchiere appartenuto a Simmons da cui ha bevuto il sangue finto prima di utilizzarlo nella performance sul palco: ne è rimasto ancora un po’ sul fondo – mostra nel contenitore –, anche questo, come tanti altri, accompagnato da un certificato di autenticità. E poi c’è anche un plettro, pure questo sporco di sangue finto, e ancora i mega stivaloni, con la super zeppa e la copertura fino al ginocchio, pesanti e imponenti, che loro indossano abitualmente nei concerti e nelle esibizioni. Tra le cose più piccole e comunque rare c’è anche un mini flipper, una sorta di giocattolo da esposizione, con le immagini della band. Da non dimenticare poi i Tour book, grandi libri con tutte le foto e le locandine delle varie tournee, molto ricercati, in aggiunta a riviste storiche e giornali da tutto il mondo»».

(3- segue)

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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