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Gorizia, servizio aerotaxi verso Istria e Slovenia 

È il progetto su cui sta lavorando la Consortile. Chiesti a Madriz 1,5 milioni per ristrutturare la palazzina all’ingresso

Attivare all’aeroporto “Duca d’Aosta” di Gorizia un servizio aerotaxi, con destinazione Slovenia e Croazia, ma anche altri siti turistici o no, nel resto d’Italia.

È il progetto su cui sta lavorando la società consortile che gestisce lo scalo di Merna. Prevede l’utilizzo di piccoli aerei, fino a nove posti, che decollerebbero dall’aviosuperficie goriziana con destinazione mete d’oltre confine (e non). «A fruire del servizio potrebbero essere, ad esempio, diversi di coloro che oggi raggiungono le località dell’Istria in auto. Così, eviterebbero i disagi delle code e della strada in generale», spiega il presidente della Consortile, Ariano Medeot. «La proposta, molto interessante, è giunta da privati. Ci stiamo lavorando».


L'incontro far Ziberna e Medeot
L'incontro far Ziberna e Medeot


«È un’attività che potrebbe essere davvero molto utile per lo stesso rilancio turistico di tutto il territorio – fa eco il neosindaco Rodolfo – e, quindi, auspichiamo che possa andare in porto. Da parte della Consortile e del Comune c’è ovviamente, disponibilità massima a favorire questo insediamento, perfettamente in linea con gli indirizzi strategici dell’aeroporto».

Il primo vertice Ziberna-Medeot

Di questo (e di molto altro) si è parlato nel corso dell’incontro fra il primo cittadino e Medeot. Obiettivo comune: far diventare l’aeroporto Duca d’Aosta un volano economico e occupazionale per Gorizia. Si è parlato così di strategie, progetti, tempistiche e finanziamenti per rilanciare e valorizzare tutte le potenzialità dello scalo a partire dalla sua vocazione aeronautica, intrecciata però allo sviluppo economico del territorio.

L'ingresso dello scalo
L'ingresso dello scalo


Ed è proprio su quest’ultimo punto che Ziberna e Medeot si sono particolarmente soffermati, mettendo in luce i progetti già in avanzata fase di concretizzazione, come la “Pipistrel”, altri in linea di partenza, come l’ex stabilimento Bramo e altre ancora.

È stato approfondito, quindi, il tema della messa in sicurezza dell’area, al fine di poter riaprire l’aeroporto anche alle attività collegate al tempo libero. In tal senso, uno degli interventi indispensabili riguarda la separazione fra lo spazio riservato al volo e quello dedicato ad attività di altro genere. Accanto a quest’opera ce ne sono altre, come ad esempio la ristrutturazione della palazzina all’ingresso dello scalo che rappresentano un’ulteriore tappa verso la riqualificazione del complesso di via Fratelli Rusjan.

Alla ricerca di 1,5 milioni

Complessivamente, la spesa prevista si aggirerebbe sul milione e mezzo di euro e, nei prossimi giorni, il sindaco incontrerà il vicepresidente della Camera di commercio Venezia Giulia Gianluca Madriz per verificare la possibilità di accesso a un finanziamento. «La Cciaa, proprio attraverso il particolare impegno di Madriz ha svolto un ruolo basilare per dare nuove prospettive all’aeroporto – spiega Ziberna – e, il suo coinvolgimento rimane fondamentale anche per il futuro.

Peraltro, proprio per favorire la riscoperta del “Duca d’Aosta” , sarà verificata la possibilità di abbassare al minimo le tariffe per lo scalo degli aerei nella struttura, in modo da promuoverla e incentivarne l’utilizzo.

La fusione nel Consorzio “unico”

Durante l’incontro si è parlato anche della fusione fra la stessa società consortile, il Consorzio industriale di Gorizia e la Sdag. Ziberna e Medeot hanno concordato sulla necessità di arrivare «al più presto» a questo obiettivo per poi proseguire sulla strada del dialogo con i vertici delle strutture triestine, già avviata a suo tempo dalla Sdag, per verificare la possibilità di un allargamento a Gorizia del Punto franco del porto di Trieste.

«Ci sono tutti i presupposti per diventare un retroporto di Trieste e Monfalcone», hanno concordato entrambi.

 

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