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Un pedone investito ogni 48 ore: la mappa dei punti critici a Trieste

Se i sinistri totali con morti e feriti sono in diminuzione, crescono nel 2016 quelli che coinvolgono pedoni e ciclisti. Persi in un solo anno 259 anni di vita. Viale Miramare si conferma l'arteria più pericolosa. In generale oltre due episodi al giorno. L'analisi dei dati

Aumentano a Trieste e provincia gli incidenti stradali che coinvolgono i soggetti più a rischio di gravi lesioni, ovvero i pedoni e i ciclisti. 
 
Lo si evince dai numeri messi a disposizione dal centro di monitoraggio della sicurezza stradale della Regione (Crmss) che in una banca dati raccoglie tutte le segnalazioni delle forze dell’ordine e delle polizie municipali. A livello provinciale, infatti, la polizia locale di Trieste (il corpo che effettua il maggior numero di rilievi rispetto a Carabinieri e Stradale) ha indicato 621 incidenti con lesioni ai soggetti coinvolti nel 2013; 657 nel 2014; 827 nel 2015 e - in calo - 769 per l’anno scorso, il 2016. Il totale, considerando anche carabinieri e Polstrada, è di 928.
 
 
Quanto al numero di pedoni coinvolti in sinistri con morti o feriti (dato questo a valenza Istat), è passato da 151 nel 2015 a 179 nel 2016. Come a dire: nello scorso anno si è viaggiato con la media di più due incidenti stradali al giorno nel territorio giuliano. Un pedone ogni due giorni viene coinvolto. Le conseguenze variano: dalle più tragiche, come nel caso di Giulia Buttazzoni , uccisa mentre attraversava sulle strisce in via de Marchesetti, fino al colpo di frusta. 
 
 
Viale Miramare strada maledetta. Che si parli del totale degli schianti o del dato parziale sugli investimenti pedonali, il risultato non cambia: la strada più pericolosa di tutta la provincia era e rimane viale Miramare.  
 
Pedoni investiti: la top 10 delle strade pericolose
  1. VIALE MIRAMARE (11)
  2. VIA GIULIA (9)
  3. VIA DELL'ISTRIA (7)
  4. VIA PASQUALE REVOLTELLA (5)
  5. VIA FABIO SEVERO (4)
  6. VIA UDINE (4)
  7. VIA DI COLOGNA (4)
  8. STRADA DI FIUME (4)
  9. VIA CARLO DE MARCHESETTI (4)
  10. VIALE GABRIELE D'ANNUNZIO (4)

Incidenti totali: la top 10 delle strade più pericolose 

  1. VIALE MIRAMARE: 43 (il 4.6% del totale)
  2. VIA FLAVIA: 33
  3. SR 14: 21
  4. VIA GIOSUE' CARDUCCI: 21
  5. VIA DELL'ISTRIA: 18
  6. VIA GIULIA: 18
  7. VIA DOMENICO ROSSETTI: 17
  8. AS A4: 17
  9. VIA FABIO SEVERO: 16
  10. SS 202 EX GVT: 15
 
Le cause: un campione statistico. Il mancato rispetto della segnaletica semaforica da parte dei pedoni e l’utilizzo dei telefonini (unito all’ebrezza alcolica) sono le cause principali contro cui punta il dito l’ex presidente dell’Aci triestina Giorgio Cappel, che oggi si occupa della ricostruzione dei sinistri.
 
«L’altro giorno ho impiegato, un circa quarto d’ora del mio tempo per sbirciare, in prossimità di un incrocio semaforizzato, il comportamento dei pedoni», segnalava sul Piccolo ad aprile. «Su circa 200 passanti, una cinquantina, uomini, donne, vecchi e bambini, erano al telefonino. Ben dieci hanno attraversato la strada senza guardare il semaforo ed esattamente 4 sono transitati con il rosso, creando imbarazzo ai conducenti che passavano con il verde. Che ognuno di noi faccia un esame di coscienza». 
 
 
Perse 259 ore di vita sana in un anno. Sulle nostre arterie di traffico nel solo 2016 si sono persi 259 anni di vita sana in seguito a tragici schianti. Si tratta di un calcolo provvisorio di Crmss in collaborazione con Insiel e la direzione centrale Sanità basato sul sistema dei Disability Adjusted Life Year (Daly). Il metodo, raccomandato dall’organizzazione mondiale della sanità, combina in una sola misura gli anni di vita persi a causa di una morte precoce rispetto alla speranza di vita e gli anni di vita vissuti con disabilità. Ben 98 se ne sono persi in un solo istante, quando un trentaquattrenne, al volante in stato di ebbrezza, ha imboccato la Gvt contromano uccidendo Luca Sussich e Valentina Gherlanz. Era la notte tra il 19 e il 20 giugno (ne riferiamo anche in basso).
 
Tutti questi dati sono disponibili anche sul sito Aris, l’archivio regionale incidenti stradali.
 
In aumento anche i casi che coinvolgono ciclisti. A proposito, dal 2015 al 2016 gli incidenti che hanno coinvolto e ferito dei ciclisti sono passati da 32 a 42. Anch’essi in aumento, dunque. 
 
I responsabili del centro regionale di monitoraggio della sicurezza stradale evidenziano come sia importante lavorare non solo con i dati relativi agli incidenti con lesioni, ma anche con quelli che indicano i danni ai soli mezzi. «Incrociando i risultati si possono infatti comporre mappe di rischio stradale più complete».

Fondamentale, sempre a detta del Crmss, sarebbe uniformare i metodi di rilevazione di carabinieri, Stradale (che operano su strade extra-urbane e in quelle urbane tra le 2 e le 7 del mattino) e Polizia municipale.
 
Rivoluzione culturale. «Il volume del traffico va limitato tramite il potenziamento del trasporto pubblico», commenta Sergio Tremul fondatore di Camminatrieste. «Non ci sembra che l’amministrazione locale si stia impegnando come richiesto. Serve un cambio di mentalità per la viabilità e il traffico consultando anche studenti, lavoratori e utenti che sono la parte più interessata».
 
«Stiamo puntanto molto sull'educazione stradale nelle scuole e nel sensibilizzare pedoni e motociclisti a prestare la massima attenzione», commenta il comandante della polizia locale Sergio Abbate. «Purtroppo negli ultimi 10 anni la stragrande maggioranza di investimenti mortali coinvolge proprio queste due categorie. Sono gli utenti più deboli. L'obiettivo è che le ore perse sulla strada siano zero: nessuno deve morire o riportare danni permanenti a seguito di un incidente».
 

 

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