Quotidiani locali

Tuffi fra scogli e detriti nella spiaggia segreta di Porto vecchio

Un cancello divelto apre il passaggio vicino allo stabilimento del Cral e c’è chi ne approfitta per raggiungere abusivamente un luogo isolato

Non bastano i chilometri e chilometri di litorale per tuffarsi nell’Adriatico senza spendere un centesimo. E nemmeno tutti gli stabilimenti balneari. Meglio dove ci sono ferri, forse un po’ di amianto e detriti di diversa natura. Porto vecchio, che non offre ancora nulla e dove non c’è l’ombra di strutture balneari attrezzate, attira invece chi idealmente pensa sia forse la continuazione dei Topolini.

Non c’è cancello o recinzione che tenga, perché infatti ad alcuni triestini al mare piace andare proprio lì. Sarà che c’è silenzio, sarà per il brivido del pericolo e della trasgressione, sta di fatto che il bagno è più bello farlo nella spiaggia fantasma. In particolare, nell’area esattamente di fronte ai vecchi e abbandonati - tanto per cambiare - magazzini che corrisponderebbero al comprensorio ex Stock.

Ovvero la parte di scogliera a fianco del bagno del Cral, guardando in direzione della Stazione dei treni. All’interno dell’area, oltre alla pericolosità delle mura cadenti degli ex depositi e all’immondizia lungo tutto il percorso, la parte dove ci sono gli scogli è costellata di pezzi di rame che sbucano dal terreno, lattine, bottiglie, parti di ferro, spugne, assi di legno. Ma senza timore, oltre a bagnanti con tanto di costume, la riva è amata anche da chi preferisce prendere il sole integralmente. E così, giù l’asciugamano e via in acqua.

Per arrivare lì si passa comodamente da un cancello grigio automatico, che si affaccia sull’ultimo pezzo della bretella che sfocia in viale Miramare. Cancello spalancato h24: in realtà è così da quest’inverno, da quando è stata rotta la catena che lo chiudeva ed è stato forzato, tanto che ora non si riesce più a chiudere in nessun modo. «Questo cancello è stato messo dall’Autorità portuale - spiega il presidente del Cral Lorenzo Deferri-. Sia noi che lo stabilimento Ferroviario abbiamo contribuito per inserire la parte elettrica due anni fa, potendo sfruttare il passaggio per far arrivare fino a noi i fornitori per bar e ristorante degli stabilimenti e le persone disabili».

Vicino all’inferriata è affisso un cartello con su scritto “divieto d’accesso”. E di conseguenza si può essere multati se non lo si rispetta.

Ci sono due tipi di sanzioni in cui si può incorrere. «Se il cancello è aperto - spiegano dalla Capitaneria di porto - la multa è più esigua, data per divieto di balneazione e corrisponde a 200 euro. Mentre se è chiuso, la sanzione è più salata ed è equivalente a 2mila euro per l’ulteriore violazione delle normative di sicurezza portuale. Faremo di tutto con l’Autorità portuale il più presto possibile per vietare l’accesso». A confermare la stessa linea d’azione l’Authority appunto: «Alla recinzione provvediamo immediatamente, deve essere in efficienza», spiega Mario Sommariva, segretario generale. Ieri mattina infatti il cancello è stato chiuso dalla Capitaneria, ma nel pomeriggio è stato nuovamente riaperto.

Accanto a questa parte di costa portuale, in particolare il sabato e la domenica, la stagione estiva si allarga fino al Molo 0, di fronte all’ex Centrale idrodinamica: «È come uno stabilimento balneare - sottolinea Deferri -, le persone sforzano le varie palizzate e arrivano così in cima al pontile per fare il bagno». Ma diventa anche una piazza di ristoro. «Si fanno pure le grigliate», aggiunge.

Lo sa bene l’Autorità portuale che lì non è difficile andare. «Abbiamo notato che c’è un gran viavai - ammette ancora Sommariva -, bisogna capire se fare la guerra mondiale con chi ci va e mettere una chiusura seria o no. Non è una zona su cui esercitiamo un presidio particolare, chi si occupa della security farà delle verifiche, purtroppo non sono cancelli di particolare tenuta. Alla fine sono zone di confine che con la sdemanializzazione lo sono diventate ancora di più, perché non c’è ancora una definizione precisa di questi aspetti. Così - conclude - la gente ne approfitta e s’infila».

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro