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IL PROGETTO

Trieste capitale della Scienza 2020, come cambierebbe Porto vecchio (e la città)

Illustrato il dossier della candidatura del capoluogo regionale a sede dell’ Esof (Euroscience open forum) 2020, in competizione con le città olandesi di Leida-L’Aja. La proposta triestina sarà presentata il prossimo 29 giugno a Strasburgo.

Trieste eurocapitale della scienza 2020: come cambierebbe Porto vecchio L'ambizioso progetto presentato a Strasburgo prevede il fulcro delle attività in Porto vecchio, Magazzini 26, 27 e 28. Bar, ristoranti, auditorium, sale conferenze, musei. In caso di vittoria la Commissione europea stanzierà un milione. Per i promotori le percentuali di successo superano il 50%. Il piano rivoluzionerebbe l'antico scalo e il suo ruolo per la città.

 

TRIESTE. «La candidatura di Trieste a città europea della scienza 2020 è già un enorme successo per il fatto di essere una candidatura di tutti, frutto di un grande lavoro di squadra, e anche per questo supporto collettivo nutriamo grande fiducia».

Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, alla presentazione del dossier della candidatura del capoluogo regionale a sede dell’ Esof (Euroscience open forum) 2020, in competizione con le città olandesi di Leida-L’Aja. La proposta triestina sarà illustrata il prossimo 29 giugno a Strasburgo dal presidente della Fondazione internazionale Trieste per il progresso e la libertà della scienza (Fit), Stefano Fantoni, insieme a una delegazione che comprenderà anche Regione e Governo.

Lo stesso Fantoni ha illustrato il dossier nella sede dell’Ictp (Centro internazionale di fisica teorica) di Trieste insieme al project manager di Esof 2020 Trieste, Pierpaolo Ferrante. All’incontro era presente anche l’assessore regionale a Università e Ricerca, Loredana Panariti.

Sono ben 160 le lettere di supporto alla candidatura triestina pervenute al segretario generale di Euroscience Peter Tindemans. Tra queste, le missive dei ministri Fedeli, Franceschini, Alfano e Delrio a testimonianza, come ha evidenziato Serracchiani, della «prontezza della reazione dimostrata da Roma». Tra i punti di forza della candidatura triestina indicati da Fantoni e Ferrante, la forte e qualificatissima presenza di centri di ricerca e di studiosi nella città giuliana, con una delle percentuali di ricercatori più alte del mondo (35 per mille), l’utilizzabilità degli spazi del Porto Vecchio, a disposizione della città dal 1 gennaio 2017, e la posizione baricentrica di Trieste, epicentro del Centro Est Europa. Un ruolo, quest’ultimo, particolarmente strategico ai fini della candidatura.

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Proprio a ridosso della decisione della commissione dei Dieci che assegnerà la sede Esof 2020, Trieste, come ha ricordato la presidente della Regione, ospiterà il Vertice sui Balcani Occidentali, «occasione per tessere le prime importanti relazioni, visto che a Trieste giungeranno i primi ministri non solo dei Balcani ma dei più importanti Paesi europei». Il coinvolgimento del Centro Est Europa è una raccomandazione esplicita dell’Esof e su queste terreno il lavoro preparatorio è stato approfondito, come ha reso noto Ferrante, con il coinvolgimento a supporto della candidatura di Trieste, oltre che dell’Iniziativa Centroeuropea (Cei), di ministri di Montenegro, Serbia, Slovenia, Ungheria, Bulgaria e di accademie e istituzioni scientifiche dell’Europa centrorientale che si sono associate all’appoggio del mondo scientifico e universitario triveneto.

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La Regione ha già assegnato alla sfida Esof 250mila euro, pari alla metà di quanto finora nella disponibilità degli organizzatori, che in caso di successo preventivano un fabbisogno di circa 4,6 milioni di euro, di cui uno accordato dalla Commissione europea. La proposta di Esof 2020 Trieste s’impernia sul motto «freedom for science, science for freedom» (libertà per la scienza e scienza per la libertà) nel solco della lezione di Paolo Budinich, fondatore della Fit. Una scienza che vuole porsi al centro delle relazioni mondiali, interagendo con la politica (science diplomacy) e con i fattori di business e proponendo il Centro Est Europa come punto di riferimento dell’Asia nella via della Seta, con il Friuli Venezia Giulia nel ruolo di propulsore di ricerca e diffusore di scienza e di innovazione.

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