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BUROCRAZIA » I PROGETTI “INCEPPATI”

Opere pubbliche a Gorizia, più di 80 anni d’attesa

Nella lista delle grandi incompiute ci sono l’ex Filzi, la casermetta di via Pola, l’ascensore al Castello, il centro commerciale

Più di ottant’anni per quattro opere pubbliche rimaste tristemente incompiute.

Intoppi burocratici, finanziamenti insufficienti, nuove normative che cambiano le carte in tavola: ci sono lavori pubblici che vanno a rilento e si inceppano. A Gorizia ne abbiamo selezionati (per l’appunto) quattro: quelli di cui ci siamo ritrovati a scrivere più volte negli ultimi anni, quelli che suscitano talvolta commenti inviperiti e travasi di bile ai cittadini.

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Per fortuna, da questa schiera, è uscita quella che era l’opera che poteva (e può) vantare l’anzianità maggiore. Si tratta della 56 bis. I lavori sono in stato molto avanzato, tant’è che a luglio si procederà con l’attesissima inaugurazione. Mancano ormai pochi dettagli: l’ultimo strato di asfalto e la segnaletica verticale e orizzontale. A Lucinico ormai non ci credevano più. Era da più di 35 anni che si succedevano gli annunci, seguiti da clamorosi dietrofront. Si fa? Non si fa? Mossa, il tratto di sua competenza l’ha già realizzato nella notte dei tempi: il Comune di Gorizia sta ora ultimando i lavori. Lucinico ma anche Mossa potranno così essere “liberati” dal traffico pesante che soffoca le due comunità.

Il 9 maggio scorso si è concluso...
Il 9 maggio scorso si è concluso l’iter per l’aggiudicazione della progettazione definitiva ed esecutiva dell’ultima tranche di lavori dell’impianto di risalita al castello. Ad eseguirla sarà l’associazione temporanea di professionisti guidata dallo studio friulano “Causero e Spadetto associati” di Udine, che ha partecipato alla gara insieme a “Sintagma srl” di Perugia e all’architetto Barbara Franco di Aiello del Friuli.


Le opere elefantiache

Si sta trasformando in un’assai poco avvincente telenovela il cantiere dell’ascensore per il castello. È dal 1998 che si parla di tale realizzazione. Quando, cioé, venne redatto il bando di concorso per l’accesso diretto al borgo e per la riqualificazione di piazza Vittoria con i finanziamenti che la Regione aveva messo a disposizione per il millenario. Oggi, gli ostacoli sembrano essere superati: la Soprintendenza ai beni artistici e architettonici ha dato il suo benestare al nuovo progetto e i lavori riprenderanno. Ma è meglio essere come San Tommaso dopo che ben due ditte, nel recente passato, sono fallite e ci sono state altre mille vicissitudini (vedi il rinvenimento del muro medievale) che hanno fatto passare inesorabilmente il tempo. Peraltro, fra i due candidati sindaco chiamati al ballottaggio (Collini e Ziberna) non c’è certamente identità di vedute sulla questione.

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La vicenda dell’ex Filzi

Si potrebbe continuare con l’ex collegio Fabio Filzi. L’Ater di Gorizia acquistò l’immobile per realizzare la seconda Casa dello studente della città ma il progetto è tornato quasi subito nei cassetti. Oggi, quel complesso resta abbandonato e in preda al degrado, tra i ricordi di un passato glorioso. Il convitto, nato inizialmente in Istria, dopo l’autunno del 1943 venne “esiliato” a Grado, dove trovò spazio nell’hotel Excelsior, sede provvisoria in attesa del trasferimento, nell’aprile del 1951, a Gorizia: precisamente nella ex caserma della Julia, all’interno del Villaggio Giuliano del quartiere della Campagnuzza.

A Gorizia il Filzi rimase in vita fino al 1960, per poi esaurire la sua funzione a Trieste. Negli anni, il progetto dell’Ater è rimasto sulla carta. Ora, ci sono chances grazie al piano-periferie ma passerà ancora del tempo.

Le casermette di via Pola
Le casermette di via Pola


La casermetta di via Pola

È da tempo che nel quartiere di Campagnuzza ci si domanda che fine ha fatto l’intervento di trasformazione in alloggi popolari della vecchia casermetta di via Pola. La proprietà è, pure questa, dell’Ater e, stando alle previsioni, l’intervento si sarebbe dovuto concludere entro la primavera del... 2012, cinque anni fa. Sul piatto c’erano allòra 878mila euro. Il cantiere aprì, poi la ditta aggiudicataria sparì, quindi vennero riaffidati i lavori a un’altra impresa ma, ormai da parecchio tempo, tutto si è fermato. «Lo stop – ha spiegato di recente il direttore dell’Ater, Alessandra Gargiulo – arrivò già dal precedente direttore Degano. Ecco perché, in quel cantiere, non si vede anima viva. La nostra amministrazione ha presentato una doppia richiesta di finanziamenti: una a livello di tavolo territoriale, l’altra nell’ambito del piano periferie. Siamo in attesa di sviluppi. Allo stato, non ci sono soldi a disposizione: quindi, il cantiere di via Pola è uscito dalla nostra programmazione». Si potrebbe pensare a un’alienazione? «La speranza è che qualche finanziamento arrivi».

Il centro commerciale mai nato
Il centro commerciale mai nato


Il centro commerciale rimasto sulla carta

La quarta opera “desaparecida” è il fantomatico centro commerciale di via Terza Armata. Compare nel Piano regolatore da ben 15 anni, ma se ne parla addirittura dalla fine degli anni ’90. Eppure, non è mai stato realizzato.

L’idea, riveduta e corretta rispetto al progetto originario, era quella di realizzare una “galleria” sul modello del Terminal Nord di viale Tricesimo a Udine o della Fortezza di Gradisca d’Isonzo.

«La possibilità urbanistica di costruire il centro commerciale non è mai venuta meno», ha spiegato di recente l’assessore comunale alle Attività economiche, Arianna Bellan.

Nei mesi scorsi, per la verità, si era tornato a parlare del centro commerciale “mai nato”. A far imprimere l’accelerazione che molti auspicano definitiva, era stato l’approssimarsi della scadenza imposta dal Comune per procedere agli espropri. Con una determina dirigenziale, il Comune di Gorizia dispose lo stanziamento di 71mila euro per acquisire due particelle di terreno, nell’ambito della realizzazione della nuova viabilità d’accesso all’area commerciale. Ma la sensazione è che i buoi, ormai, siano scappati da tempo e gli spazi per passare alla realizzazione effettiva della struttura siano diventati davvero molto angusti. Chi vivrà, vedrà.

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