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Eurocapitale della scienza, parte il dossier 

Lavoro ultimato. Ferrante: «Ci sentiamo molto forti, siamo ottimisti». La decisione entro il 15 luglio

Due mosse in un giorno solo, compiute con la volontà di consolidare il ruolo di Trieste come centro di riferimento della scienza in Europa. È stato infatti chiuso ieri (e oggi sarà spedito a Esof per via telematica) il dossier contente il progetto che punta a far ottenere alla città il riconoscimento di “Capitale europea della scienza 2020”. Nella stessa giornata, il Comune e un gran numero di istituzioni scientifiche hanno inoltre firmato il protocollo di collaborazione per “Trieste città della conoscenza”.

Dopo il faticoso tour de force per la chiusura del progetto di candidatura per ospitare l’Euroscience open forum 2020, l’ingegner Pierpaolo Ferrante tira il fiato: «Ci sentiamo molto forti: abbiamo tutte le carte in regola e moltissime lettere di supporto. Non potevamo far meglio e sono felice dell’ottima collaborazione con il professor Stefano Fantoni. C’è ottimismo anche se sentiamo la pressione per la responsabilità che ricadrebbe sulle nostre teste in caso di vittoria». Gli organizzatori sanno infatti che ci sarebbe molto da fare per dar vita all’ambizioso programma presentato, a cominciare dalla creazione del grande museo della scienza e dell’innovazione che potrebbe nascere in Porto Vecchio, diventando biglietto da visita e luogo di sintesi e divulgazione del sistema scientifico cittadino. «Potremmo mostrare tutta l’innovazione che si è fatta a Trieste - continua Ferrante - e raccontare il futuro. Sarebbe un omaggio alla memoria di Paolo Budinich (fondatore dell’Ictp, ndr), che aveva in mente proprio un luogo per trasferire al pubblico le conoscenze scientifiche». La risposta arriverà fra 30 giugno e 15 luglio, quando l’Esof emetterà la sua valutazione sulle candidature di Trieste e L’Aia-Leiden, che saranno presentate a Strasburgo il 29 giugno.

Il dossier giuliano conta circa trecento pagine, equamente suddivise fra presentazione del progetto e lettere di supporto. Ferrante non manca una piccola punzecchiatura agli avversari, che «hanno chiesto una proroga fino a lunedì, mentre noi abbiamo lavorato per rispettare il termine». Scorrendo le lettere di sponsorizzazione si contano infatti aziende come Microsoft e Samsung, oltre a una cinquantina di istituzioni scientifiche d’area centroeuropea, avvicinate grazie ai contatti scientifici preesistenti dei centri di ricerca triestini e al ruolo diplomatico giocato dall’Iniziativa centro europea. Che l’attenzione sul tema della scienza in città si particolarmente alta in questi mesi, lo dimostra anche il protocollo d’intesa firmato ieri tra Comune, Camera di commercio e 17 istituzioni scientifiche con base a Trieste, fra cui Area Science Park, Collegio del mondo unito, Sincrotrone, Icgeb, Ictp, Osservatorio astronomico, Immaginario scientifico, Ogs, Sissa, Mib e Università di Trieste.
Come evidenziato dall’assessore Angela Brandi, «il distretto triestino è una delle aree a più alta densità di personale addetto alla ricerca in Europa: possiamo ambire a divenire polo di attrazione studentesca e scientifica di rilievo nazionale e internazionale».

(d.d.a.)

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