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RONCHI DEI LEGIONARI

Porti e aeroporti, l'Ue apre agli aiuti di Stato: più investimenti in Fvg

La Commissione europea consentirà misure di sostegno pubblico per i porti e gli aeroporti regionali con un traffico fino a 3 milioni di passeggeri

TRIESTE. Isabella De Monte la definisce una «svolta cruciale per gli investimenti pubblici a favore di porti e aeroporti». L'enfasi non è casuale. Perché le nuove regole sugli aiuti di Stato approvate dalla Commissione Ue interessano pure il sistema regionale. Tanto che il direttore di Trieste Airport Marco Consalvo non ha dubbi sul fatto che lo scalo Fvg «trarrà sicuramente dei vantaggi dalle modifiche di legge.

«Particolare attenzione ai contenuti del provvedimento», nell'attesa di un successivo approfondimento, viene assicurata pure dell'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale (che comprende gli scali di Trieste e Monfalcone). L'intervento della Commissione esenta di fatto dai vincoli degli aiuti di Stato alcune misure di sostegno pubblico a porti, aeroporti, cultura e regioni periferiche dallo scrutinio preventivo della Ue. Lo scopo? Facilitare gli investimenti pubblici volti a creare lavoro e crescita.

Grazie alle nuove regole, sottolinea la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, ci sarà un «risparmio di tempo» per gli Stati membri che investono in quei settori e anche per la Commissione, perché potrà concentrarsi solo sulle grandi operazioni.

Nel dettaglio, i membri Ue potranno ora investire negli aeroporti regionali con un traffico di passeggeri fino a 3 milioni all'anno (Trieste Airport rientra in un gruppo stimato in 420 unità in Europa), senza il controllo preventivo della Commissione e senza rischiare una procedura di infrazione.

Per i porti si potrà investire fino a 150 milioni su quelli di mare e fino a 50 milioni per quelli interni. «Per i porti e gli aeroporti italiani è una svolta - commenta De Monte, componente della commissione Trasporti e turismo -: si aprono nuove e importanti opportunità di investimento finora mai concesse dall'Ue. È un ottimo segnale, che in molti attendevano e che dimostra che l'Europa va nella giusta direzione: aprire agli investimenti che facilitano crescita e lavoro».

Si tratta del frutto «di un lungo lavoro - prosegue l'europarlamentare del Pd - che ho portato avanti in commissione Trasporti di concerto con il governo italiano».

Quanto a aeroporto di Ronchi e porto di Trieste, «potranno certamente beneficiare di queste nuove regole». Una certezza anche dal management delle due infrastrutture. «Ci attendiamo senz'altro facilitazioni», dice il presidente Zeno D'Agostino. E pure il direttore dell'aeroporto Consalvo si attende una strada più agevole per i prossimi investimenti, dato che quelli in agenda (per complessivi 40 milioni in tre anni) «hanno già ottenuto, ove necessario, il parere favorevole della Commissione sulla loro compatibilità con la materia degli aiuto di Stato».

Ma è proprio guardando al futuro che Trieste Airport promuove senza dubbio alcuno il provvedimento approvato dalla Commissione. «La chiarezza sugli aspetti procedurali e il conseguente innegabile risparmio di tempo generano un nuovo appeal su queste infrastrutture anche per gli investitori privati», osserva Consalvo. Argomento d'attualità per Ronchi, che a inizio maggio ha annunciato l'operazione di ingresso di capitale di provenienza privata per 5 milioni di euro, risorse utili a coprire almeno una parte del piano di investimenti.

«Grazie alla novità che arriva dall'Europa - prosegue il dg dello scalo -, si potrà programmare una progettazione sulle infrastrutture delle amministrazioni pubbliche. Tanto più in una fase in cui la stessa Ue si mostra orientata a spingere le integrazioni delle reti di trasporto».

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