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TRIESTE

Il Comune riapre la gara per la gestione del bar al Castello di San Giusto

Corsa contro il tempo per il punto ristoro sul Bastione Veneto. I cento metri quadrati del locale in affitto per 290 euro al mese

Vabbè l’armeria, vabbè il Lapidario, vabbè le foto Alinari, ma il Castello di San Giusto ha bisogno anche di un posto dove sorbire una bibita e mangiare un tramezzino. L’estate si appropinqua e l’assessore Giorgio Rossi, temporaneo castellano del maniero, vorrebbe non assistere a quei mesti cortei di turisti sudati e affaticati, che si arrampicano sull’antica arce con i mezzi di San Francesco (perchè i mezzi di Trieste Trasporti non sono tanto frequenti) e non trovano neanche un’aranciata.

Allora, avanti con il vettovagliamento della guarnigione. Lo stesso Rossi ha presentato nella giunta dell’11 maggio scorso una delibera intitolata “concessione del servizio di gestione del bar sito sul Bastione Veneto del Castello di San Giusto”. Al netto dei genitivi, si affitta il locale a 290,60 euro mensili più Iva per un periodo di 18 mesi: trattasi più o meno di 3500 euro all’anno (più Iva) per una superficie interna di circa 55 metri quadrati e una esterna di 50 mq.

San Giusto, degrado di un colle che a Trieste dovrebbe attirare turisti Video a cura di Lillo Montalto Monella, reportage di Benedetta Moro

La delibera fa riferimento a un non chiarissimo “valore dell’affidamento” pari a circa 20 mila euro, enigma che Rossi scioglie gordianamente interpretandolo come potenziale ricavo: un calcolo molto molto indicativo redatto sulla base degli striminziti incassi medi mensili (1093 euro) realizzati dalla gestione operante durante la primavera 2012.

La gara, in considerazione del fatto che siamo a maggio inoltrato, è imminente e si procederà con un’indagine di mercato che individuerà i soggetti interessati alla gestione. Due anni fa la giunta Cosolini concesse il bar sul Bastione Veneto per una durata di otto mesi “rinnovabili”.

La delibera portata da Rossi fa esplicito riferimento alle manifestazioni estive programmate al Castello (teatro, cine, concerti), per documentare ulteriormente la necessità di avere all’interno della fortificazione un supporto in termini di pubblica somministrazione. Rossi cerca di recuperare il recuperabile e di sfruttare lo sfruttabile nell’ambito del perimetro castellano, compresa la “Bottega del vino”. «La sala superiore - narra l’assessore - è stata efficacemente restaurata e sarà utilizzata soprattutto per attività culturali giovanili, dalle mostre alle conferenze, a partire dalla prossima estate». Ma sarà anche affittabile, perchè no, per feste matrimoniali e affini. Invece giace ancora tarpata dalla vecchia vicenda fallimentare la parte inferiore, dove si sviluppano le cucine, soggette alla procedura giudiziale. «In passato l’affitto della Bottega - spiega Rossi - era troppo alto e questo ha parzialmente spiegato la scarsa appetibilità del sito e gli annessi problemi gestionali». Per rilanciarla, l’idea potrebbe essere il futuro noleggio di fuochi&forni “a chiamata”, idea comunque ancora tutta da sviluppare.

Non è finita. Per provvedere integralmente al turista-pellegrino, il Comune realizzerà un “visitor center” di 70 metri quadrati vicino alla biglietteria castellana. Oltre alle informazioni relative alla visita storico-artistica, si potrà reperire uno spazio-nursery per consentire a mamma&papà di godersi armi, foto, lapidi, panorami senza essere someggiati dalla logistica del marmocchio.

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