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TRIESTE

Torna l’alabarda sui cappelli dei vigili

Il vicesindaco Roberti: «Il simbolo di Trieste sostituisce l’aquila. Non esiste solo la patria del Friuli»

L’alabarda di Trieste scaccia l’aquila regionale dal cappello dei vigili giuliani. A soli due mesi dall’introduzione del fregio ad aquila che riproduceva lo stemma della regione Friuli Venezia Giulia, torna dunque alla “collezione” originale la divisa dei municipali di Trieste.

La delibera targata Lega. La scelta di tornare a valorizzare la specificità giuliana sulla uniforme dei municipali è stata annunciata ieri nel corso di una conferenza stampa indetta dal vicesindaco leghista Pierpaolo Roberti. Sempre lui aveva proposto alla giunta comunale una delibera in tal senso, che è stata approvata lunedì. Da qui l’annuncio del vicesindaco, affiancato dal comandante della Polizia municipale di Trieste, Sergio Abbate. «Con questo atto vogliamo rivendicare che non esiste solo la patria del Friuli. Esiste anche Trieste con la sua alabarda di San Sergio. L’amministrazione comunale è riuscita a togliere dalla competenze dell’Uti il corpo della polizia locale per lasciarlo in capo al Comune di Trieste». Questo passaggio ha permesso di attuare quanto previsto dagli articoli 12 e 16 del regolamento regionale sulle divise della polizia locale, che impongono a tutti i vigili operanti in regione di usare il simbolo dell’aquila, riconoscendo però al Corpo di Trieste la possibilità di mantenere le peculiarità culturali in virtù della sua storia.

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La storia. «Il Corpo della polizia locale di Trieste è il più antico di tutta la regione e fra i più antichi d’Italia» precisa il comandante Abbate, citando l’anno di fondazione, il 1862. «Si tratta dell’unico Corpo di polizia locale d’Italia decorato dalla medaglia d’oro al merito civile, onoreficenza concessa nel 2007 dall’allora Presidente Napolitano. La storia del nostro Corpo segue infatti di pari passo le travagliate vicende della città. Per questo motivo sono orgoglioso di continuare a portare il simbolo dell’alabarda sul cappello, dove è immediatamente visibile».

La divisa. Un cambiamento dunque prettamente simbolico, visto che il resto della divisa rimarrà identico: giacca e pantaloni blu con camicia bianca su cravatta blu. Per sostituire i fregi, 200 in tutto, ci vorrà circa un mese, riciclando in parte quelli usati fino al 2016, prima della sostituzione «avvenuta nei primi mesi del 2017 per effetto della legge sulle Uti», aggiunge Roberti: «Con orgoglio possiamo dire che siamo riusciti a valorizzare la storia del Corpo di Trieste, così importante».

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