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Trieste

Il Pronto soccorso trasloca nel piazzale di Cattinara

Da ottobre e per almeno 3 anni il servizio resterà in un fabbricato provvisorio per consentire l’avvio dei lavori di realizzazione del nuovo maxi ospedale

Partirà dalla realizzazione di un nuovo Pronto soccorso provvisorio la ristrutturazione dell'ospedale di Cattinara, la cui prima pietra verrà posata attorno a metà ottobre, come annunciato ieri dal direttore dell'Azienda sanitaria triestina Nicola Delli Quadri, dalla governatrice Debora Serracchiani e dall'assessore alla Salute Maria Sandra Telesca, nell’incontro che ha ufficializzato la partenza dei lavori nel complesso che rivedrà organizzazione ed estetica dell'ospedale, sancendo anche lo spostamento del Burlo Garofolo nella nuova sede. Presenti anche il direttore del Burlo Gianluigi Scannapieco e quello del Dipartimento universitario di medicina Roberto Di Lenarda, a testimoniare il coinvolgimento di tutte le componenti della sanità triestina.

Il cronoprogramma degli interventi prevede in totale sei anni di lavori, da concludere entro il novembre 2023. Il progetto vale 140 milioni e si fonda sul rifacimento delle due torri e della sottostante piastra servizi, che ospita pronto soccorso, radiologia e ambulatori. Fra le torri ne sorgerà una terza - stessa altezza ma minore ampiezza - che fungerà da collegamento fra i due corpi principali, uniti ai piani della diagnostica, dell'emergenza e dell'interventistica. Non connessi saranno invece i piani della degenza. Più bassa si presenterà la sede del Burlo, realizzata ex novo, le cui sale operatorie, terapia intensiva, area emergenza e accoglienza saranno allo stesso livello e comunicanti con quelle delle torri. Nuovo sarà anche il padiglione servizi, che conterrà quattro piani di parcheggi, spogliatoi, magazzini e oltre a 4mila metri quadrati di laboratori.

Una proiezione al computer del nuovo...
Una proiezione al computer del nuovo ospedale

La riqualificazione non prevede solo la costruzione del Burlo, ma anche la presenza di nuove strutture che ospiteranno il Dipartimento di medicina dell'Università di Trieste, collegando fisicamente assistenza, didattica e ricerca, attraverso la realizzazione di aule, laboratori e foresteria che daranno vita a un vero e proprio campus nell'area sud di Cattinara.

Rispetto al progetto iniziale la novità principale sta nella scelta di anticipare lo spostamento del Pronto soccorso, da tempo inadeguato a gestire il carico dell'emergenza sanitaria, perché costruito in base a criteri e previsioni di accoglienza ormai superati. Per mettere alle spalle le criticità, si è così deciso di spostare da subito il servizio in un fabbricato provvisorio, che sarà collocato per tre anni nel piazzale antistante l'ospedale e collegato alla piastra radiologica, prima di trovare sede definitiva nelle torri. Per quanto temporaneo, il nuovo Pronto soccorso metterà a disposizione spazi logisticamente migliori degli attuali, diventando operativo entro l'autunno 2018, assicurano i vertici della sanità.

Risale al 6 aprile la firma del contratto di appalto con la cooperativa di costruzioni Clea, seguito dallo scontro legale fra le imprese arrivate in testa alla graduatoria finale. Conclusa la battaglia davanti al Tar e firmato l'affidamento, nell'ultimo mese si è dato avvio alla fase preliminare alla progettazione esecutiva, con operazioni di caratterizzazione dei terreni su cui verranno svolti i lavori. L'Asui comunica che i sondaggi si chiuderanno entro la settimana e che da lunedì partirà la progettazione esecutiva, che durerà per un trimestre. Dopo ulteriori due mesi di condivisione del progetto fra gli enti preposti, si arriverà a ottobre all'avvio vero e proprio del cantiere.

La priorità è appunto l'intervento immediato sulla struttura del Pronto soccorso, ma nei primi mesi si darà corso anche alla sistemazione di un parcheggio provvisorio per i dipendenti, ai lavori di attraversamento impiantistico del piazzale, agli scavi preliminari per la realizzazione della nuova torre di collegamento e all'inizio della ristrutturazione dei primi cinque piani (dall'XI al XV) della torre medica. Un programma di traslochi a rotazione è stato già perfezionato e permetterà di tenere in funzione le varie attività, via via che si compiono i restauri sulla struttura originaria, che dureranno in media sei mesi per ogni blocco di cinque piani. La direttrice Area tecnica dell'Asui, Elena Clio Pavan, ha sottolineato che «gli spazi dedicati agli assistiti e al personale saranno improntati all'umanizzazione dell'ambiente di cura, fondamentale in ogni nuova progettazione ospedaliera».

 

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