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Trieste celebra Maria Teresa d'Austria, la donna che la fece “decollare”

Presentate le iniziative della Regione per i 300 anni dalla nascita della sovrana: dalla tavola rotonda del 13 maggio alla mostra che sarà inaugurata il 6 ottobre

«Maria Teresa non ha mai messo piede a Trieste», sospira l’assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti. «Ha fatto 16 figli. Non aveva tempo», la giustifica il sindaco Roberto Dipiazza.

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In ogni caso le celebrazioni dei 300 anni dalla nascita sono più che doverose. «La città moderna nasce con lei. Avrebbe potuto scegliere Monfalcone, Capodistria, o Fiume, per sviluppare il porto dell’Impero. E invece scelse Trieste. Con lei la popolazione passò da seimila a 30mila abitanti in 40 anni», aggiunge Torrenti che ieri, nella sala Lloyd del palazzo della Regione, insieme al vicepresidente del Friuli Venezia Giulia Sergio Bolzonello, ha presentato il programma delle celebrazioni teresiane organizzate dalla Regione insieme all’Iniziativa centroeuropea (Ince), con il patrocinio dell’Unesco e del Comune di Trieste e in collaborazione con Erpac, Autorità di sistema portuale dell’Adriatico orientale, PromoTurismo Fvg, Consorzio Promotrieste e con Il Piccolo quale media partner.

La proposta: il vialone in Porto...
La proposta: il vialone in Porto vecchio intitolato all’imperatrice. Dipiazza punta anche a realizzare una statua al posto dell’attuale Sala Tripcovich. Patto con la Regione per riservare parte dei fondi statali all’urbanizzazione dell’area

L’imperatrice aprì Trieste all’età contemporanea. Figlia di Carlo VI, che aveva dato la patente di Porto franco a Trieste nel 1719, Maria Teresa abbatté infatti le mura medievali, unificando la città vecchia e quella nuova dedicata al commercio. Sul versante sanitario costruì l’acquedotto, un lazzaretto, un orfanotrofio e un grande ospedale e dispose vaccinazioni obbligatorie. Le si devono la borsa (istituita per regolamento nel 1774), il palazzo della luogotenenza, il primo cantiere navale di Trieste (lo squero di San Nicolò), la scuola nautica e l’editto politico di navigazione mercantile. Maria Teresa coniò il tallero, creò il catasto e l’ufficio tavolare e applicò alla periferia dell’Impero una politica tollerante verso gli ebrei. Le religioni furono liberate e patenti vennero rilasciate a greci, serbi, tedeschi, svizzeri, francesi e inglesi giunti a Trieste. Venne promossa la prima compagnia di assicurazioni (marittime) e nel porto sorsero fabbriche per la lavorazione delle merci. E, guardando all’attualità, fece persino vaccinare i suoi figli contro il vaiolo. Conobbe di persona Johann Joachim Winckelmann che fu assassinato a Trieste. Basta per ricordala come si deve nel suo trecentesimo giubileo?

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Le date salienti delle iniziative teresiane promosse dalla Regione sono due. Il 13 maggio e il 6 ottobre. Il 13 maggio si terrà alle 10.30 nel palazzo della Regione la tavola rotonda su “Visione geopolitica e modernità di Maria Teresa”, moderata dal direttore de L’Espresso Tommaso Cerno e con le conclusioni della presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani.

All’incontro prenderanno parte Giovanni Caracciolo di Vietri, segretario generale Cei, il sindaco di Trieste Dipiazza, il presidente di Assicurazioni Generali Gabriele Galateri di Genola, Zeno D’Agostino come presidente dell’Autorità portuale, Erik Fabijancic, presidente della Regione Litoraneo-Montana di Fiume, il console generale d’Austria a Milano Wolfgang Spadinger e Ernst Woller, presidente della Commissione Cultura del Comune di Vienna.

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La tavola rotonda è a numero chiuso: chi vuole partecipare può telefonare o scrivere all’Ince (0407786748, confirmation@cei.int). Lo stesso 13 maggio, alle 17, alla Stazione marittima, il giornalista e storico Paolo Mieli terrà una lectio magistralis aperta al pubblico (si possono ritirare i biglietti fino ad esaurimento allo sportello di PromoTurismo Fvg di via dell’Orologio 1 dalle 9 alle 19).

Il 6 ottobre, preceduta il giorno prima da una conferenza pubblica del critico d’arte Philippe Daverio, sarà inaugurata, invece, al Magazzino delle idee, la mostra “Maria Teresa e Trieste. Storie e culture della città e del suo porto”, a cura dell’Erpac, l’Ente regionale per il patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia, presente alla conferenza stampa con il direttore del servizio Promozione, valorizzazione e sviluppo del territorio Antonio Giusa. «Abbiamo interpretato le iniziative per celebrare i 300 anni dalla nascita di Maria Teresa - racconta Giusa - non con spirito nostalgico ma puntando a cogliere la capacità di visione di Maria Teresa, che seppe leggere le potenzialità di un territorio».

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Il suo spirito visionario è stato sottolineato dal vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello. «Leggere la storia di Trieste attraverso il periodo di Maria Teresa d'Austria fa capire esattamente cosa significò in quegli anni del Settecento disegnare un futuro per un territorio, legarlo alla componente socio-economica e finanziaria e alla capacità di sfruttare la logistica con l’abbattimento delle mura del porto e l’avvio di rotte commerciali. Il passaggio da città portuale a città emporiale».

“Una donna è Trieste” è il titolo delle celebrazioni teresiane. Come immagine è stato scelto un particolare della statua che rappresenta l’Europa nella Fontana dei Quattro Continenti di Giovanni Battista Mazzoleni in piazza Unità d’Italia. Un’opera purtroppo mutilata in più parti e senz’acqua da oltre un decennio.

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