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Trieste, assalti e guerre simulate negli immobili in disuso

L’ex polveriera di Montebello e l’ex macello di Aquilinia concessi gratuitamente a due società sportive di “softair” in cambio della messa in sicurezza degli spazi

TRIESTE Nuova vita, almeno in parte, per due beni del Comune di Trieste abbandonati da decenni. Entro l'inizio dell’estate l'ex polveriera di Montebello e l'ex macello di Aquilinia, dopo aver cercato invano acquirenti e investitori, diventeranno teatri di guerre simulate.

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I comprensori, infatti, saranno utilizzati da due società sportive di softair, disciplina che prevede l'utilizzo di fucili elettrici ad aria compressa e pallini di plastica, naturalmente in piena sicurezza. Si tratta dell’Asd Delta Team Trieste e dei Lupi del Carso, che hanno ottenuto il via libera nei giorni scorsi da parte della giunta comunale.

«La nostra è un’attività con norme precise - spiegano i vertici del Delta Team -. Siamo tesserati e contiamo su tutta una serie di associazioni.

Non parliamo comunque di un “gioco alla guerra”, ma di uno sport fatto con regole e grandi attenzioni in cui non ci sono rischi, si utilizzano fucili elettrici ad aria compressa e adeguate protezioni. Sono simulazioni tattiche. All’ex Macello posizioneremo alcuni bersagli, nella polveriera invece verrà effettuato un altro schema, vista l'area boschiva».

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Le due realtà usufruiranno degli spazi una volta al mese circa e in cambio, per ora, dovranno effettuare alcuni interventi di sistemazione dei siti. Poi il Comune valuterà se introdurre un affitto simbolico. «Si tratta di due associazioni conosciute e consolidate - spiega l'assessore comunale Lorenzo Giorgi - nelle prossime settimane definiremo i dettagli burocratici con i rispettivi responsabili e a fine primavera avranno già il via libera.

Requisito fondamentale per usare le due aree - precisa l'assessore - è mettere in sicurezza i due luoghi scelti. Sarà questo che dovranno offrire al Comune in cambio dell'utilizzo, poi decideremo in futuro se introdurre un eventuale affitto. Certo non si tratta di recuperare zone abbandonate - sottolinea - ma almeno così non restano dimenticate e inutilizzate e allo stesso tempo viene garantito anche un controllo e una risistemazione generale».

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Diverse le vicende dei due siti, caduti nell’oblio ormai da tempo. L’ex polveriera di Montebello, ceduta parecchi anni fa dal Demanio al Comune di Trieste, occupa principalmente un’area boschiva, con i depositi ancora visibili ma in gran parte danneggiati.

Altre società sportive in passato avevano usufruito del comprensorio e vi avevano effettuato opere di pulizia e manutenzione ordinaria. Ancora più complessa la vicenda dell'ex macello, che si trova in località Aquilinia, nel Comune di Muggia, ma di proprietà del Comune di Trieste.

«Era stato acquistato dall’allora giunta Illy - prosegue Giorgi -. Una decisione a mio giudizio inspiegabile. Difficile capire perchè, all’epoca, il municipio avesse scelto di comprare un immobile così complesso da rimettere in sesto e pure al di fuori del territorio comunale, che infatti in seguito si è rivelato solo un pesante fardello da gestire.

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Pensare a un suo recupero, in qualsiasi modo, è sempre stato estremamente difficile. Almeno ora una parte verrà usata, in particolare il piano terra».

Qualche settimana fa anche il presidente della quarta commissione comunale Michele Baduder aveva effettuato un sopralluogo per esaminare le condizioni attuali della struttura, che nel tempo ha subito danneggiamenti da parte dei vandali, oltre all'inevitabile degrado delle varie strutture dismesse.

L'ex macello occupa una superficie complessiva di oltre 7mila metri quadrati, divisi tra edifici e spazi all'aperto. Dentro è ancora presente il fieno delle stalle e tutte le attrezzature usate un tempo per la carne, altri spazi più piccoli invece sono occupati da vecchi mobili, rifiuti e rottami di auto e moto, lasciati in “eredità” dal carrozziere che anni fa aveva preso in affitto una parte, ricavandoci dentro un deposito per i mezzi da riparare.

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Messo all'asta varie volte - la prima nel 2007 per un prezzo di oltre 2 milioni di euro, poi sceso negli anni seguenti -, non è mai stato oggetto di un interesse concreto da parte di privati. Difficile pensare a un riutilizzo da parte del Comune stesso.

Nel 2009 era emerso un progetto per realizzare nell'area un complesso Ater da una settantina di appartamenti, che aveva però suscitato accese proteste da parte dei residenti, riusciti poi a far tramontare il progetto. Lo scorso anno la struttura era stata valutata 1,5 milioni di euro e inserita nel piano di alienazione del Comune.

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