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Link - Premio Luchetta Incontra - Apertura con l'appello dei giornalisti per Del Grande

Oggi a Trieste la mobilitazione all'esordio del festival del giornalismo

TRIESTE. Riparte da Link Premio Luchetta, la rassegna del “buon giornalismo” che si apre oggi a Trieste, l’appello dei giornalisti italiani per Gabriele Del Grande. Un appello lanciato mercoledì a Palazzo Madama dalla famiglia del filmmaker e dai suoi amici, i registi Andrea Segre, Daniele Vicari, l'attore Valerio Mastrandrea, i giornalisti Concita De Gregorio, Rachele Masci e Giovanni De Mauro, assieme al senatore Luigi Manconi, presidente della commissione Diritti umani e alla Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi).

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A portare l’appello dei giornalisti italiani sarà il presidente di Fnsi Beppe Giulietti, che si farà portavoce di un altro messaggio della famiglia e dei legali compilato apposta per Trieste. Il tutto verrà presentato nelle fasi inaugurali di Link, al via dalle 15 nella Fincantieri Newsroom di piazza della Borsa. «Credo vada dato ancora merito al Premio Luchetta - ha detto Giulietti, che ha deciso di aderire con la Federazione a un unico appello, evitando la "cacofonia" - che nasce legato al tema della libertà d'informazione: Trieste sarà la capitale di una grande campagna per la liberazione di Del Grande, anche perché saremo collegati con la giornalista Lucia Goracci, inviata in Turchia».

Una foto d’archivio di Gabriele Del...
Una foto d’archivio di Gabriele Del Grande

Alla drammatica vicenda del documentarista trattenuto dal 9 aprile nelle prigioni turche saranno infatti dedicati diversi momenti di Link. L'inviata della Rai Goracci attesa per partecipare stasera all'incontro delle 20 con la collega Barbara Gruden sul tema delle trincee nel Medio Oriente è stata invece trattenuta a Istanbul proprio per seguire la vicenda e i suoi ultimi sviluppi. Si collegherà però con Link a partire dalle 20.30 e aggiornerà il pubblico in presa diretta, così come farà domani, in ulteriori momenti in fase di definizione.

Il blogger lucchese fermato in Turchia. Chi è Gabriele Del Grande Il reporter e documentarista toscano è stato bloccato in Turchia, nella provincia di Hatay, vicino al confine con la Siria. Secondo fonti diplomatiche sarà espulso dal Paese. Del Grande è stato fermato in un'area di confine dove i controlli sui giornalisti si sono molto inaspriti. (video a cura di Annalisa D'Aprile)

Giulietti porterà dunque nel capoluogo giuliano anche un appello da parte dei legali della famiglia di Del Grande e forse uno della compagna del documentarista. «Porterò un appello speciale per Trieste e per la Fondazione Luchetta che mi dovrebbe arrivare dal legale della famiglia, Alessandra Ballerini, lo stesso che segue il caso Regeni, e che ricalca i cinque punti specifici illustrati mercoledì in Senato rivolti al governo italiano da presentare a quello turco riguardanti le richieste immediate per la liberazione. Tra cui - spiega Giulietti - la possibilità che il console e gli avvocati entrino in carcere, che un medico di fiducia dell'ambasciata possa visitare Del Grande e che lui possa collegarsi quotidianamente via telefono. Sono molto fiducioso che oggi davvero, come è stato annunciato, il console italiano e l'avvocato turco possano accedere per la prima volta al penitenziario per incontrare il nostro collega».

Valerio Mastandrea legge l'appello scritto dalla famiglia di Gabriele Del Grande

Andrea Segre, Valerio Mastandrea, Concita De Gregorio sono alcuni dei primi firmatari dell'appello scritto dalla compagna, dai genitori e dalle sorelle di Gabriele Del Grande affinché non cali l'attenzione sulla vicenda del giornalista prigioniero in Turchia dal 10 aprile

- H24: Immagini di Giuseppe Fiasconaro; montaggio di Ilaria Fusco

Giulietti tuttavia sottolinea: «Il fatto che ciò non sia avvenuto dopo due settimane di appelli, fa capire la gravità della situazione, se dunque ora avvenisse sarebbe il primo frutto dell'iniziativa che si è espressa in queste ore a Padova, Venezia, Trento, Bolzano, Bologna, Firenze e altre città italiane». Mancano ancora tra l'altro i motivi dello stato di fermo. «Gli avvocati non hanno ricevuto alcuna formalizzazione - continua Giulietti-, l'unica cosa che dicono dalla Turchia è che Del Grande si trovava in un territorio in cui non doveva esserci». Oggi Giulietti inoltre annuncerà a Trieste l'appuntamento del 2 maggio contro «il bavaglio all'informazione generale», organizzato dalla Fnsi davanti a Montecitorio, dove verranno letti i 150 nomi dei cronisti turchi in carcere.

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