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L’aquila bicipite di Fiume torna sulla Torre civica

Tanta commozione ieri quando lo storico monumento è stato riposizionato Molti i curiosi ma anche i turisti che hanno osservato l’operazione

FIUME. È stata una lunga assenza, 68 anni, causata dalle ideologie e dalla stoltezza umana, ma ieri pomeriggio l'aquila bicipite - plurisecolare simbolo leopoldino di Fiume - è tornata a salutare i suoi concittadini.

Decapitato dagli arditi di D'Annunzio e rimosso dagli jugocomunisti di Tito nel 1949, il fiero rapace è stato ricollocato ieri nella sua area di insediamento storico, la cupola della Torre civica, altro simbolo della città in riva al Quarnero.

Già che siamo in tema di simboli fiumani, il riposizionamento è stato salutato dalla bora con refoli parecchio freddi che non hanno però smorzato la commozione, l'entusiasmo delle persone che hanno voluto assistere allo storico evento, salutando il ritorno della beneamata aquila.

Alta 2 metri e 40 centimetri, un'apertura alare di 3 metri e pesante 270 chili, la statua è stata posta sulla sommità della Torre poco dopo mezzogiorno, con decine e decine di fiumani (e qualche turista) che hanno seguito le operazioni, qualcuno con gli occhi che tradivano l'emozione del momento.

Diversi attivisti di Lista per Fiume, il partito maggiormente meritevole della ricollocazione, hanno sbandierato con orgoglio lo storico tricolore fiumano. Non c'è stata una cerimonia di quelle classiche, con banda d'ottoni, discorsi e compagnia bella, ma la cosa non ha guastato la solennità dell'evento.

A mezzogiorno, nell'Aula consiliare di Palazzo comunale, si è tenuta la presentazione dell'evento e della pubblicazione di tre volumi che raccontano la storia dell'aquila a due teste. All'appuntamento è intervenuto il sindaco di Fiume, il socialdemocratico Vojko Obersnel, il quale ha voluto sottolineare che il rapace è stato e resta uno dei simboli della città, che non poteva essere assolutamente dimenticato.

«È tornato a casa - ha concluso Obersnel - nel luogo che gli spetta di diritto». Nell'aula consiliare era presente pure la presidente della Comunità degli Italiani di Fiume, Orietta Marot, la quale ha rilevato trattarsi di trionfale ritorno, con l'aquila definita la vigile sentinella di una città che ha sempre unito una straordinaria operosità ad una grande cultura.

A presenziare all'appuntamento sono stati anche il costruttore della statua, lo scultore accademico zagabrese Hrvoje Urumovi„, il console generale d'Italia a Fiume, Paolo Palminteri e l'ambasciatore di Croazia a Roma, Damir Grubisa. «Non è stato un lavoro facile - ha detto Urumovi„ - ma dalle prime reazioni ho potuto constatare come l'opera sia piaciuta ai fiumani, che tradizionalmente si identificano con questo maestoso volatile».

La statua è stata approntata nella Fonderia artistica dell'Accademia di Arti figurative di Zagabria, progetto costato alle casse cittadine - montaggio compreso - 1 milione di kune, sui 134 mila euro. Dopo di che l'aquila e' tornata sulla cupola, ieri gli interessati hanno potuto ammirarla da vicino, salendo sulla cesta di una piattaforma aerea, oppure dal bar Nad urom, che si trova all'ultimo piano dell'emporio Korzo.

Tornando ad Obersnel, egli ha confermato che l'amministrazione cittadina attende la risposta del competente ministero croato sul ripristino della storica bandiera comunale, altra iniziativa avviata dallo schieramento

Lista per Fiume, i cui membri sono impegnati nella tutela e valorizzazione dell'identità fiumana e dei suoi simboli.

Ieri in Corso è stata inoltre inaugurata la mostra tematica sulla storia dell'aquila leopoldina e sull'apprestamento della statua.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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