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Stretta anti mendicanti a Trieste: 5 multe al giorno

Dall’entrata in vigore del regolamento comunale 33 sanzioni per accattonaggio cui se ne sommano 22 ai parcheggiatori abusivi e una per aver bivaccato in strada

TRIESTE Una vera e propria crociata, quella del Comune. Sono ben 56 le multe affibbiate dalla Polizia locale a mendicanti e parcheggiatori abusivi nella prima settimana di attuazione del nuovo regolamento. D’altronde il vicesindaco leghista Pierpaolo Roberti aveva promesso la mano pesante. E così è stato. Nel dettaglio, 33 sanzioni da 50 euro ciascuna sono state comminate agli accattoni. Altre 22 sono scattate contro chi si apposta lungo le Rive o in centro, tra i posteggi delle auto, con la speranza di racimolare qualche soldo. Cinquanta euro pure a loro. Ma una persona è stata multata anche per aver bivaccato per strada: cento euro. Il dubbio sull’efficacia dell’intervento comunale non è stato ancora dissipato: i multati pagheranno? Hanno i soldi? Il problema del racket dell’elemosina si risolve solo così? Interrogativi posti tanto dall’opposizione in Consiglio comunale, con il Pd e il Movimento Cinque Stelle in prima fila, quanto dalla stessa maggioranza di centrodestra. Era stato proprio il capogruppo di Forza Italia Piero Camber, pur approvando le multe, a suggerire anche un intervento delle forze dell’ordine per combattere il fenomeno. Chiedeva indagini e controlli, Camber. Ma il leghista Roberti, intanto, ha sguinzagliato gli agenti.

 

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E ora, alle polemiche politiche, si sommano pure le critiche - pesanti - dell’Ics. Gianfranco Schiavone conferma il suo giudizio netto: quella della giunta, ribadisce in sostanza, è pura propaganda politica. E a una settimana dall’attuazione delle nuove regole e ora che cominciano a fioccare le sanzioni, ripete il concetto. Con maggiore convinzione. Sono vari, a suo avviso, i punti di debolezza del provvedimento, che giudica «illegittimo», oltre che incapace di affrontare veramente i nodi. «Certo - riconosce Schiavone - il Comune ha potestà a intervenire su questo campo sotto il profilo normativo. Però l’agire della giunta deve rispettare pienamente le leggi», osserva ricordando che la prima versione del documento conteneva anche il divieto per le persone di stendersi per terra. «Poi - rileva il responsabile dell’Ics - si sono accorti che in questo modo avrebbero dovuto sanzionare anche chi va a prendere il sole a Barcola...ridicolo...ridicolo e indicativo di una certa faciloneria con cui il centrodestra ha preparato le regole. Ma per fortuna se ne sono resi conto e hanno corretto il testo con un emendamento che esclude le aree balneari».

 

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Detto questo, Schiavone torna alla carica sull’attuale formulazione del regolamento: «La norma anti-bivacco di per sé non sarebbe nulla di male - rileva - perché non è che si può mettere una tenda in piazza Unità. Però non si tiene conto dello stato di necessità di una persona». Sta qui l’illegittimità, secondo il presidente dell’Ics. «In altre parole il regolamento non permette lo stazionamento all’esterno di colui che si trova senza una fissa dimora». Il riferimento è ai senzatetto che, vivendo in situazioni di disagio e indigenza, dormono all’aperto. «Come puoi sanzionare queste persone? Inoltre, così facendo, si reprime il problema senza cercare il giusto ricovero per chi ha bisogno», incalza Schiavone che, peraltro, annuncia piena assistenza legale a chi verrà multato.

Male pure sul fronte mendicanti. «Nel testo comunale si parla del divieto dell’accattonaggio molesto - argomenta - con una curiosa limitazione geografica a discrezione del Comune. Ma - puntualizza - se si volesse affrontare veramente un presunto racket, non si va a colpire multando chi sta per strada. Cioè l’ultimo anello, chi è vittima. In ogni caso - rileva - bisogna fare attenzione a non confondere questo fenomeno con la mendicità di chi veramente si trova in uno stato di bisogno. Per non parlare dei posteggiatori - accusa infine Schiavone -, un fenomeno minimo su cui invece si è caricata un’enfasi ingiustificata. Mi dovrebbero spiegare la differenza tra il fatto di domandare l’elemosina e basta o farlo indicando un parcheggio libero, cercando la benevolenza delle persone. Dove sta la differenza giuridica? Qual è il motivo che dà luogo a una sanzione?».

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