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LA PROVOCAZIONE

Macché Venezia Giulia... siamo tutti friulani - LE REAZIONI

Inutile arrabbiarsi, spiegare, convincere, pregare. Per il resto dell'Italia Trieste, Gorizia, Monfalcone e Grado non differiscono da Udine e Tarvisio. L'ultimo e decisivo episodio: la dichiarazione del premier Gentiloni alla consegna della Majestic, "gioiello del cantiere friulano". I commenti sulla nostra pagina Facebook

IL GIORNO DOPO: I COMMENTI DEI LETTORI
Monfalcone “friulana”? Polemica sul web dopo le parole del premier Gentiloni (v. in basso) e l'articolo del giornalista Giovanni Marzini, già caporedattore della Rai regionale e attuale presidente del Corecom, ne ha sollevato il caso.

«Siamo tutti friulani, forse è il momento di alzare bandiera bianca», il nocciolo del suo commento, pubblicato ieri sulle pagine del Piccolo. Una provocazione passata tutt’altro che inosservata dai nostri lettori: lo dimostrano le decine e decine di commenti fioccati in poche ore sul social media.

Quel negazionismo in punta d'alabarda - Andrea Valcic risponde sul Messaggero Veneto

C’è chi si appella a una cultura dimenticata, come per esempio Andrea Acanfora: «La cultura giuliana non può e non deve arrendersi all’equiparazione a una cultura storicamente e civilmente diversa. Questo nonostante le necessità di riassumere nella comunicazione italiana», scrive il lettore, riferendosi a quel “Venezia Giulia” sempre più dimenticato nella dicitura completa che lo dovrebbe vedere accompagnato al “Friuli”. C’è poi chi, come Marisa Marinelli, rivendica di aver reagito immediatamente mandando «un commento di protesta e consigliando al ministro, e non solo a lui, di riprendere a studiare la geografia».

E chi propone perfino una raccolta firme di protesta. Anche Walter Smotla incalza: «Si può scambiare l’Emilia per Romagna? L’Abruzzo e Molise l’hanno risolto tanti anni fa.... Perché noi non possiamo?» Qualcuno, più cauto, si sofferma invece a cercare le possibili ragioni della gaffe istituzionale. Così Roberto Dazzara: «Ferma restando l’ignoranza di base, la volontà di far verificare “il discorso” a qualche, preparato, segretario prima di leggerlo in pubblico avrebbe tolto d’impaccio qualsiasi politico un po' più lungimirante». Secondo Nereo Pieri, «l’Italia è caratterizzata da forti identità territoriali: una realtà che a volte, anzi spesso, cade nel più becero campanilismo, ma è una cosa con la quale dobbiamo fare i conti cercando di governarla al meglio. Per carità - continua - ci sarà sempre qualcuno che, non conoscendo certi particolari, confonderà le cose... Nulla di tragico, nessuno scandalo, ma glielo faremo sapere, mi sembra doveroso». È «solo una questione d’informazione» anche per Maria Domenica Grisonich: «La Venezia Giulia - scrive - ha una sua storia ed una sua identità, il Friuli altrettanto, ma quando si fanno dei riferimenti, il “giuliano” vuole sentirsi tale, il “friulano” lo stesso».

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L'ARTICOLO DI MARZINI
Forse è davvero il momento di alzare bandiera bianca. Una resa senza l’onore delle armi, ma dettata da un buon senso figlio dell’incapacità di poter lottare alla pari.

Prendiamone atto: hanno vinto loro. Quelli della sintesi, dell’abbreviazione, della semplificazione, prima ancora che dell’ignoranza (storica, geografica, scolastica...), piuttosto che del menefreghismo. A cosa mi riferisco? Sempre a quello, all’ormai ripetitiva, stantìa, se volete anche noiosa questione di una regione Friuli Venezia Giulia che ritroviamo nella sua corretta definizione e interpretazione in circostanze sempre più rare e limitate.

Poiché ormai per tutti, il bisogno di spazio, l’esigenza di contrazione, la ricerca della sintesi hanno provocato un’elisione o, se preferite, un’abbreviazione. L’ultimo esempio, di pochi giorni datato, giunge niente meno che dal capo di governo, Paolo Gentiloni, sulle cui cultura e preparazione credo nessuno possa dubitare. Ma lui stesso, parlando a Monfalcone nel corso della cerimonia di consegna dell’ultimo gioiello della cantieristica italiana, ha parlato di una nave realizzata nel cantiere “friulano”...?!?

Passaggio ripreso in audio e riportato su carta stampata da tutti i media e su tutte le piattaforme informative, senza suscitare dubbio alcuno sulla possibilità di un errore. Da questo illuminante episodio, il nostro modesto suggerimento: arrendiamoci, finiamola qui. Semplifichiamo anche noi: il nostro resterà il “golfo friulano”, come il cantiere di Monfalcone (provincia di Gorizia) oppure le squadre triestine di calcio e basket o i campioni della nostra regione, non importa se nati a Udine, Gorizia, Trieste... Sono (siamo) tutti friulani!

Mi occupo di comunicazione da... una vita e posso dire di aver trascorso, nei miei tredici anni alla guida della redazione regionale della Rai, gran parte del tempo a rispondere a un’utenza infuriata per il ripetersi costante di quello che non potevo nemmeno giustificare più come un errore o una gaffe: se una regione si chiama Friuli Venezia Giulia significa che è composta (grosso modo...!) dal Friuli e dalla Venezia Giulia. Un po’ come succede in Emilia - Romagna e fino a qualche decennio fa in Abruzzo e Molise: ma perché allora nessuno ha mai definito emiliani gli abitanti di Rimini o abruzzesi quelli di Campobasso?

Abbiamo forse sbagliato noi, nel comunicare i nostri contorni storico - anagrafici oppure semplicemente siamo vittime della necessità di sintesi e semplificazione alla quale accennavo prima? La seconda, credo. E allora non resta che arrenderci una volta per tutte all’evidenza, poiché la forza di dire basta, implorando attenzione, rispetto almeno della geografia, senza scomodare parole grosse come identità...,

la stiamo perdendo giorno dopo giorno, episodio dopo episodio, gaffe dopo gaffe.

Per gli altri, per tutti o quasi, siamo Friuli e basta. Di conseguenza, tutti friulani, da Pordenone a Muggia, da Tarvisio a Grado. Con buona pace di storici, geografi e pignoli. 

I COMMENTI DEI LETTORI


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