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San Canzian, il  Tiremesù sui cartelli segnaletici

Saranno collocati agli ingressi di Pieris lungo la Regionale 14 per rimarcare la paternità del dolce

SAN CANZIAN D’ISONZO. Pieris farà sapere a tutti di essere la patria del Tirimesu-Coppa Vetturino. Cartelli segnaletici saranno collocati agli ingressi del paese, lungo la strada regionale 14, dove ogni giorno transitano migliaia di mezzi, leggeri e pesanti. Un traffico che non è solo locale.

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I cartelli sono stati presentati mercoledì, nel corso del pomeriggio dedicato tutto al dolce creato da Mario Cosolo, patron e chef dello storico locale "Al Vetturino", dove negli anni '50 e '60 passarono atleti e nomi noti dello spettacolo, oltre a moltissimi clienti triestini.

Fu proprio uno di questi che, con una battuta maliziosa, suggerì a Cosolo di ribattezzare un dessert ideato ancora sul finire degli anni'30, mentre era impegnato come cuoco sulle navi del Lloyd.

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Non si fermano comunque qui le azioni del Comune di San Canzian d'Isonzo, che dall'inizio ha supportato la battaglia delle figlie Flavia e Gianna per il riconoscimento della primogenitura del nome e la difesa della ricetta (che non contiene mascarpone a differenza di quella di Norma Pieli dell'albergo Roma di Tolmezzo e poi del Tiramisù delle "Beccherie" di Treviso).

Con il via libera unanime del Consiglio comunale di giovedì sera all'ordine del giorno con primo firmatario il sindaco Silvia Caruso, l'amministrazione provvederà anche ad acquisire gli atti e la documentazione storica che attesta il primato del Tirimesu di Pieris.

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Le figlie di Mario Cosolo sono state invece già ringraziate in modo formale mercoledì pomeriggio, prima dell'incontro con Clara e Gigi Padovani, autori del libro dedicato al dolce italiano più conosciuto al mondo e che ha fatto conoscere a tutto il Paese la storia del dessert di Pieris, riconoscendo la primogenitura del nome.

I due scrittori hanno raccontato il percorso seguito, le ricerche effettuate, gli incontri con gli eredi dei Tiramisu storici e con gli chef «A Flavia è stata anche assegnata una menzione speciale del Comune - afferma il sindaco Caruso -, perché si è battuta, depositando e facendo registrare il marchio e la ricetta originale. Flavia ha quindi effettuato un'azione fondamentale di protezione di un'eccellenza del nostro territorio».

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Alla base c'è anche la ricerca storica effettuata negli anni da Cesare Zorzin, mentre lo sforzo della famiglia Cosolo è stato condiviso non solo dall'amministrazione comunale, ma anche dal Consorzio culturale del Monfalconese, che ha prodotto un'esauriente mostra sulla storia dei Cosolo e del locale di Pieris.

L'appuntamento di mercoledì è stato arricchito dall'intervento del coro del Gruppo costumi tradizionali bisiachi con la canzone dedicata allo storico locale Il Vetturino dal maestro Vittorio Candotti di Pieris negli anni '50 e mai più eseguita, se si esclude l'anteprima concessa a Monfalcone lo scorso anno in occasione della presentazione del libro Tiramisu da parte di Clara e Gigi Padovani.

Custodita gelosamente negli archivi musicali del fisarmonicista del Gruppo Giorgio Benfatto, la canzone, riferendosi a Mario Cosolo, definisce il patron del ristorante come «quel fiol de Belzebù ga inventà al tirimesu».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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