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Presidenziali in Serbia, undici in corsa
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Presidenziali in Serbia, undici in corsa

Tutti i sondaggi danno vincitore al primo turno Vu›i„. Ma a sorpresa in seconda posizione c’è il candidato antisistema “Beli”

BELGRADO Giochi fatti, sembrerebbe, per le elezioni presidenziali in Serbia in programma il 2 aprile. Undici i candidati, ha ufficializzato la Commissione elettorale centrale. A stravincere, secondo tutti i sondaggi, sarà Aleksandar Vucic, attuale premier conservatore, candidato dallo schieramento che oggi sostiene la maggioranza di governo a sostituire alla presidenza Tomislav Nikolic.

Sondaggi come quello eseguito dall'istituto Ipsos Strategic Marketing e pubblicato ieri dal quotidiano belgradese Blic, che ha però sorpreso un po' tutti. La ricerca ha sì confermato un 53% di possibili preferenze per Vu›i„, indicato come trionfatore già al primo turno. Ma ha stupito molti vedere sul secondo gradino del podio un volto sempre più familiare in Serbia. È Luka Maksimovic, più noto come "Ljubisa Preletacevi„ Beli", provocatorio candidato anti-sistema e rappresentazione satirica di tutti i difetti del politico balcanico. Potrebbe essere lui, Beli, la sorpresa del 2 aprile, potendo ora contare secondo Ipsos sull'11% dei favori dell'elettorato.

Beli supererebbe per consensi gli altri in corsa: l'ex ombudsman serbo Sasa Jankovi„ (10,6%), l'ultranazionalista ed ex padrino di Nikolic e Vucic, Vojislav Sešelj (8,7%), il già ministro degli Esteri Vuk Jeremi„ (6,9%), il candidato dell'estrema destra Bosko Obradovic (3,5%), il leader del movimento "Ora basta", Sasa Radulovic (1,7%) e altri 4 candidati minori. Una emorragia di voti a favore di Beli, tra i ranghi della frammentata opposizione serba, spiegabile soprattutto con la disaffezione per la politica degli under 30, ha detto Marko Uljarevic di Ipsos, aggiungendo che il fenomeno Beli non pare far presa «sugli elettori più anziani», che faticano «ad accettare metodi di comunicazioni alternativi».

I sondaggi non possono far chiarezza sull'unica incognita, a oggi: l'ipotesi secondo turno. Tutto dipenderà dall'affluenza, spiega il politologo Boban Stojanovic. «Possiamo prevedere che Vu›i„ avrà 2,1-2,2 milioni di voti. Se guardiamo alla partecipazione alle parlamentari del 2016, con 3,8 milioni di elettori alle urne, c'è qualche chance per un secondo turno se l'affluenza aumenterà di 500mila elettori».

Prospettiva, il ballottaggio, potenzialmente «dannosa per Vucic»: al secondo turno tutto può accadere. Lo sfidante potrebbe persino essere Beli? Malgrado i sondaggi, difficile immaginarlo

oggi. Beli, dice Stojanovic, è per ora solo il simbolo della «crisi dell'élite al potere in Serbia», prodotto di «molti giovani che non si fidano» di chi li governa. E che nel segreto delle urne potrebbero sempre causare un mini-terremoto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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