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TRIESTE - INCIDENTE IN GALLERIA 

La mamma di Tanja: «Se solo fosse partita 30 secondi più tardi»

La disperazione della madre: «Non vorrei essere al posto di chi ha ucciso mia figlia. Spero abbia una coscienza»

«Non vorrei trovarmi al posto di chi guidava l'automobile che ha ucciso mia figlia. È prematuro giudicare, le indagini chiariranno, ma se c’è stata una reale colpevolezza, spero che quella ragazza abbia una coscienza e questa tragedia le serva da insegnamento». Parla a fatica Tiziana Bertoja, la mamma di Tanja Testi. Ieri pomeriggio, a distanza di poche ore dal tragico incidente in galleria, è ancora sotto choc, incapace di credere che la sua Tanja non ci sia più e che se ne sia andata in pochi secondi. «La vita mi riserva anche questa prova, - commenta -. Bastava che mia figlia imboccasse quella galleria 30 secondi più tardi e sarebbe ancora accanto a noi».

Tiziana e il suo compagno, Edoardo Supp, gestiscono il ristorante all'Antico Spazzacamino di via Settefontane. Sabato sera Tanja - che in quel locale aveva lavorato per anni in passato, aiutando la madre in cucina e servendo anche a tavola -, era passata a salutarli. Sapeva che dopo le 23 Edoardo, per tutti Edy, si sarebbe messo a suonare assieme a qualche amico. «Vado direttamente a casa», aveva detto, dando un bacio alla madre e lasciando il locale.

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Tanja da tempo dormiva dal fidanzato Devid, che sabato notte la aspettava a casa. Così uscita dall'Antico Spazzacamino, poco dopo la mezzanotte, in sella al suo motorino ha imboccato via Vergerio, poi la galleria di Montebello e lì ha trovato la morte. «Alle 3 stanotte ci siamo svegliati di soprassalto per il suono del campanello, - raccontano la madre e il convivente -. Erano i vigili urbani venuti ad avvisarci di quanto era successo. Sono andati anche a casa del fidanzato di Tanja, che è sotto choc».

La stanza che per anni la ragazza ha occupato nella casa della mamma e del compagno in via dell'Acqua ora è disadorna. Perché Tanja giorno per giorno aveva trasferito tutto a casa del ragazzo. «Era una ragazza brillante, precisa, meticolosa, ordinata ma anche un pochino ribelle», ricorda la madre. «È sempre stata una grande lavoratrice, non si tirava mai indietro quando c’era da faticare, - continua la donna trattenendo a stento le lacrime -. Per anni ha lavorato accanto a me, era anche brava a cucinare, poi ha preferito fare delle esperienze altrove lavorando in altri locali».

Tanja era una ragazza allegra, spiritosa, generosa e di un’estrema semplicità. Amava la musica, gli animali, la compagnia dei suoi tanti amici, le lunghe passeggiate nei boschi e i viaggi. «Dopo la terza media non ha voluto proseguire e intraprendere altri studi - spiega la madre -, ha preferito rimboccarsi subito le maniche e mettersi a lavorare con me: prima servendo a tavola poi in cucina».

Ieri notte la madre e il convivente hanno dovuto avvisare anche il fratello e la sorella di Tanja, di 32 e 29 anni, nonché il fratello acquisito, il figlio di Edy, che adorava quell’allegra giovane. All'Antico Spazzacamino pochi giorni fa avevano già pianto la scomparsa del musicista Samuele Orlando, grande amico di Edy, che spesso si esibiva nel locale di via Settefontane. «Ho già riempito la Val Rosandra di lacrime pochi giorni fa per Samu, - racconta Edy -. E ora siamo ad affrontare anche la tragedia di Tanja».

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