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Numero unico per le emergenze, la “rivoluzione” entra nel vivo

Mercoledì la partenza del progetto a Gorizia e Udine. Il 4 aprile il debutto a Trieste e Pordenone. Digitando il 112 gli utenti verranno messi in contatto con polizia, carabinieri e pompieri

TRIESTE. L'ultimo intoppo è stato lo sciopero dei dipendenti della Tim. È costato uno slittamento di appena una settimana, niente di irrimediabile. Il 112, numero unico dell'emergenza (Nue), diventa realtà anche in Friuli Venezia Giulia.

Si parte la prossima settimana, mercoledì 22 marzo alle 14, a Gorizia e Udine, si prosegue martedì 4 aprile, alla stessa ora, a Trieste e Pordenone.

«Una svolta epocale», sottolinea l'assessore Paolo Panontin a poche ore dall'introduzione di un'unica soluzione in grado di comprendere, e poco a poco sostituire, l'attuale 112 della caserma dei carabinieri, il 113 della polizia, il 115 dei vigili del fuoco. A breve, con il 112, sarà pure possibile raggiungere il soccorso sanitario (la centrale unica di Palmanova del 118 è in fase di partenza, siamo agli ultimi test).

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Il modello è quello statunitense e canadese: oltreoceano il numero unico di emergenza è il 911. L'Europa ci è arrivata nel 2004 con l'obbligo di introduzione del Nue 112 in tutti gli Stati membri entro il 2008.

L'Italia ha però tergiversato meritandosi una procedura di infrazione con tanto di sanzione, mentre il Fvg, che concretizza i contenuti del protocollo d'intesa siglato a fine maggio 2016 da Debora Serracchiani e dall'allora ministro dell'Interno Angelino Alfano, arriva secondo solo alla Lombardia tra le regioni ad attivare il servizio.

L'iniziativa ha finalità intuitive. Gli utenti digiteranno il 112 e si vedranno filtrare la richiesta e dirottare al servizio di cui si ha necessità. Ma la razionalizzazione sarà anche fisica, poiché il call center troverà sede nella sola Palmanova, nella palazzina della Protezione civile, da dove l'istanza verrà esaminata (circa il 55% sono chiamate improprie) e trasmessa all'ente competente.

Sino a quando il servizio non sarà attivo in tutta la regione, ovvero sino al 4 aprile, è comunque consigliabile che i cittadini continuino a utilizzare i numeri che già conoscono. Dopo il 4 aprile sarà invece possibile utilizzare il 112 per tutte le chiamate di emergenza, siano esse sanitaria o di pubblica sicurezza.

In ogni caso, anche dopo il 4 aprile sarà possibile comporre 113, 115 e 118, ma a rispondere sarà sempre l'operatore del 112, che instraderà il cittadino verso il servizio richiesto.

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Addio al 118, ma anche al 113 e al 115: firmato il protocollo per istituire in Friuli Venezia Giulia il call center unico per le emergenze sanitarie o di pubblica sicurezza. La rivoluzione entro l'anno

A oggi, fa sapere l'assessorato Panontin, non è prevista una data di cessazione dei numeri preesistenti, ma è presumibile che verranno mandati in archivio solo dopo l'estensione del 112 a tutto il territorio nazionale.

Per il decollo del Nue (la Regione ha investito un milione di euro) sono stati selezionati al momento 26 operatori, di cui 14 hanno già completato l'addestramento e sono pronti a partire dal giorno di avvio del servizio, mentre altri 10 saranno operativi da fine marzo e gli ultimi 2 a partire dalla seconda metà di aprile.

Due i canali di reclutamento: la mobilità da altri enti locali- strutture sanitarie/ospedaliere e attraverso un bando pubblicato dai centri per l'impiego della Regione (non è mancato il giallo, con conseguente selezione bis, dopo che un candidato aveva confessato di essere a conoscenza delle domande).

Le difficoltà dell'esordio? Si vedrà sul campo. Certamente l'avviamento del Numero unico emergenza 112 è un’operazione particolarmente complessa: non si è trattato solo di reclutare e addestrare gli operatori, ma si è dovuto anche predisporre un’infrastruttura informatica e telefonica in grado di identificare e localizzare il chiamante e poi di colloquiare e scambiare le informazioni con le centrali operative di carabinieri, Polizia, vigili del fuoco ed emergenza sanitaria presenti nel territorio regionale.

Tutti i test prescritti sono però stati completati positivamente e dunque non ci dovrebbero essere sorprese. «Finalmente, dopo un lungo e intenso lavoro preparatorio, per il quale ringrazio la struttura della Protezione civile e del 118 regionale - dice con soddisfazione Panontin -, siamo in dirittura d’arrivo. La svolta è realmente epocale perché riusciremo ad abbattere il numero di chiamate improprie sui vari enti.

Ora l'auspicio è che nella prima fase sperimentale tutto fili liscio e che si possa procedere alle successive ricalibrature. Non solo adeguamento e dettami europei quindi, ma un nuovo e importante servizio di pubblica utilità per i cittadini del Fvg».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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