Quotidiani locali

il regolamento

Trieste, norme anti-movida. Linea soft del Comune

Multe più basse per chi sgarra e chiusura solo dopo la seconda infrazione. Giorgi: «Dobbiamo garantire il divertimento ma anche la quiete pubblica»

TRIESTE Manica larga e multe meno pesanti. Nell’estate triestina andrà in scena la versione “soft” dei provvedimenti anti-movida. Parola di Lorenzo Giorgi, l’assessore comunale al Commercio a cui spetta il non facile compito di favorire il divertimento nel centro cittadino e di garantire, nel contempo, la quiete pubblica.

leggi anche:

Cosa prevede la bozza del futuro regolamento, su cui l'assessore lavora da mesi. 

  • Dopo aver parlato con i gestori, la decisione è quella di diminuire le sanzioni a chi non rispetterà il regolamento;
  • Le multe saranno però più salate dalla terza violazione in poi; 
  • Le somme da comminare, ancora da decidere con esattezza, potranno variare a seconda dell’orario in cui si verifica la trasgressione: la multa sarà ridotta se lo sforamento dei decibel avviene nell’arco di sessanta minuti dall’ora “x”, cioè quando si dovrebbe abbassare il volume. In altri termini: un conto è se si fa confusione dieci o venti minuti dopo la chiusura prevista; un altro se il bar continua a far musica anche a notte fonda.  
  • Chiusure, cosa cambia - I proprietari che continueranno a tenere il volume alto (udibile all’esterno) oltre l’orario prestabilito, le 23 durante la settimana e l’una nei weekend, non saranno puniti con la chiusura del locale alla prima violazione. Lo stop scatterà a partire dalla seconda volta.
  • I locali “fuorilegge” saranno costretti a fermarsi per una giornata lavorativa soltanto, non due come in buona sostanza accadeva fino ad adesso. Esempio: se un gestore tiene musica alta fino alla due di notte di sabato, quando si troverà a scontare la pena non deve farlo più a partire dalle 23 e 59 del venerdì (cioè quando tecnicamente comincia il sabato).

leggi anche:

Questione di compromesso. Per questa volta l’assessore non ha potuto che fare l’equilibrista: perché se da una parte dà ragione ai rimbrotti del procuratore Carlo Mastelloni, che vorrebbe spegnere la musica già alle dieci e mezzo, nei fatti intende attenuare il giro di vite auspicato dai residenti, soprattutto quelli di via Torino e dintorni. «Dobbiamo cercare di venire incontro ai diritti di ognuno», afferma. Piaccia o no, le nuove indicazioni entreranno in vigore a partire da giugno.

Il monito della Procura Le dichiarazioni del procuratore Carlo Mastelloni, di una decina di giorni fa, erano state chiare: «Qui a Trieste in certi punti il rumore supera le soglie della tolleranza.

leggi anche:

Questa è una città con tante persone anziane e il troppo rumore provoca insofferenza e dà vita spesso a litigi. Io ritengo che alle dieci e mezza di sera i locali dovrebbero provvedere a contenere il volume degli impianti. È un fatto di civiltà».

Mastelloni si riferiva in particolare all’area attorno a piazza Venezia, «dove c’è un grappolo di ampi locali molto affollato e in pieno contesto urbano. I gestori dei locali tirano acqua al loro mulino e continuano imperterriti a ingaggiare anche orchestrine dal vivo».

leggi anche:

La posizione di Giorgi. «Ha ragione, alcune situazioni sono veramente invivibili - conferma - ma devo sottolineare che sono causate da commercianti che si contano sulla dita di una mano. Sono sempre gli stessi. Servono allora regole di comportamento che tutelino tanto la collettività quanto i gestori». Ma non all’insegna della tolleranza zero.  «Con le regole di prima un esercente era costretto a star fermo, in sostanza, due serate di seguito - ragiona l’assessore - cioè sia il venerdì che il sabato. Non è corretto perché perde un doppio incasso. Quindi ci limiteremo a una fascia oraria nell’arco di un’unica giornata.

Disco per tutti I locali che di giorno servono cappuccini, brioche o pranzi, e la sera aprono ad aperitivi e dj, saranno considerati a tutti gli effetti delle discoteche. Con tanto di regole e obblighi. «Da lì non si scampa - osserva l’assessore - quindi anche questi luoghi dovranno disporre di un impianto fisso ad hoc e sottoporsi alle verifiche fonometriche. Intendo dire questo: tutti i posti che di sera si trasformano da esercizio pubblico a locali di pubblico spettacolo devono adeguarsi a orari regole, con un impianto e perizie tecniche».

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PROMOZIONI PER GLI AUTORI, NOVITA' ESTATE 2017

Stampare un libro, ecco come risparmiare