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Il “mille divieti” approvato dopo 11 ore di Consiglio

Dopo una seduta fiume durata fino alle 5 del mattino, il Consiglio comunale di Trieste ha approvato il nuovo Regolamento di Polizia Urbana con 23 voti favorevoli e 14 contrari. Roberti cestina gli emendamenti della sua stessa maggioranza

TRIESTE Dopo undici interminabili ore di discussione, emendamento dopo emendamento, il consiglio comunale di Trieste ha approvato il nuovo Regolamento di Polizia Urbana di Trieste, il cosiddetto "mille divieti", alle 5.04 di venerdì 10 marzo. A votare a favore del provvedimento sono stati 23 consiglieri, 14 i contrari. 

A darne l'annuncio, su Facebook, è stato lo stesso vicesindaco di Trieste PierPaolo Roberti:

 

 

Molte le modifiche al testo, provenienti sia dall’opposizione sia dalla stessa maggioranza. Il testo originario aveva suscitato numerose polemiche per la lunga serie di divieti previsti, che andavano dall’impossibilità di sedersi o stendersi a terra in tutto il territorio comunale, fino alla multa per chi fa l’elemosina. I 181 emendamenti discussi, 28 dei quali presentati dalla stessa maggioranza, hanno cambiato a fondo il volto del regolamento, ingentilendone molte parti.

 

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Sarà così permesso sdraiarsi nelle zone balneari della città, fare l'elemosina e l'atto stesso di elemosinare sarà proibito soltanto in alcune zone del centro cittadino. Sarà consentito anche sdraiarsi sulle panchine, atto inizialmente sanzionato. Roberti, che nei mesi scorsi aveva ribadito la sua disponibilità a discutere modifiche al testo, rivendica comunque il risultato: «Il testo del 1926 è finito definitivamente in soffitta assieme ai suoi divieti superati da almeno 40 anni. Da oggi cominciamo ad affrontare il degrado che Trieste e i triestini non meritano con un testo al passo coi tempi». 

Permangono lo stop ai «parcheggiatori abusivi», multe salate (ma ridotte rispetto alla prima stesura) per chi imbratta i muri. 

La discussione si è svolta alla moviola, tanto che nel cuore della notte sembrava probabile che la parola definitiva sarebbe stata pronunciata in una successiva seduta.

 

Trieste, cosa prevede il Regolamento dei "mille divieti" del Comune Dal divieto d'elemosina al taglio delle catene per le bici parcheggiate fuori dalle rastrelliere, passando per le multe a writer, clienti di prostitute e coloro che si siedono o sdraiano sui gradini di una chiesa. Tutti i punti del nuovo Regolamento di Polizia Urbana proposto dalla giunta Dipiazza e voluto dal vicesindaco leghista Roberti

 

L'accordo tra Lega Nord e Forza Italia sugli emendamenti è andato apparentemente in fumo, evitando che i testi presentati dagli azzurri fossero subito fatti propri dalla giunta. Le 28 proposte di modifica provenienti dall'interno della stessa maggioranza sono state rifiutate in blocco dal vicesindaco Pierpaolo Roberti, che ha aperto i lavori del Consiglio comunale con una dichiarazione lapidaria: «La giunta non accoglierà alcun emendamento di quelli presentati: ci rimettiamo completamente alle decisioni dell'aula».

Il Consiglio si è aperto con le consuete interrogazioni. Finito il "question time", che non ha occupato più di mezz'ora, i lavori si sono tuttavia interrotti. I capigruppo di maggioranza si sono ritirati in sala giunta per discutere la possibilità di accogliere le modifiche proposte da Forza Italia. L'esito del confronto è stato negativo, evidentemente, tanto che la riunione si è dilungata parecchio.

Il consigliere Roberto Cosolini (Pd) ha aperto la discussione ritirando due degli emendamenti proposti dall'opposizione. Si è quindi passati a discutere le proposte di modifica all'articolo 4 del regolamento di polizia urbana, che riguarda concessioni e autorizzazioni: non si è partiti da quelli che erano stati annunciati come i "temi caldi" della dibattito.

Complice il fatto che l'ordine degli emendamenti è stato cambiato dalla maggioranza, suscitando le ire dell'opposizione. Il pomo della discordia, a proposito delle concessioni, ha riguardato la possibilità, per gli uffici competenti, di determinare di volta in volta la documentazione da presentare per ottenere i permessi. Possibilità sancita dal voto, che ha accolto la modifica proposta dalla maggioranza. Accolto anche l'emendamento di maggioranza inerente l'obbligo, per chi occupa il suolo pubblico, di esibire i permessi, nel momento in cui la polizia li richiedesse. Secondo la modifica approvata ieri sera, insomma, i detentori di stand e affini avranno tempo 7 giorni per presentare la documentazione richiesta dalla polizia, prima di essere sanzionati.

A inizio serata, durante le interrogazioni, l'assessore Lorenzo Giorgi (Fi) ha colto l'occasione per annunciare, in anteprima, che il tavolo di lavoro tra amministrazione comunale e artisti di strada sta dando i suoi frutti. Il consigliere Fabiana Martini (Pd) ha chiesto: «La piattaforma stradaperta sarà abolita?». Ha svelato Giorgi: «No, ma cambierà funzione. Non sarà più obbligatorio usare il portale online per prenotare le postazioni. Per fare ciò si tornerà al cartaceo: il libretto sarà presentato martedì prossimo. La federazione nazionale artisti di strada (Fnas) è d'accordo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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